Scomparso da casa: «Mi hanno rapito». Ma non era vero | MaremmaOggi Skip to content

Scomparso da casa: «Mi hanno rapito». Ma non era vero

Rinviato a giudizio un uomo di 33 anni: aveva accusato una coppia di averlo fatto salire sulla loro auto e di averlo portato in giro per diverse città del nord Italia
Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

RIBOLLA. A ottobre 2020, la sua foto fu trasmessa anche da “Chi l’ha visto?” dopo che i suoi familiari avevano denunciato la sua scomparsa. All’epoca, aveva 29 anni, si era trasferito da poco a Milano, ma dal mese precedente aveva fatto perdere le proprie tracce. 

Mercoledì 23 settembre 2020, intorno alle 10 del mattino, l’uomo era uscito di casa, dove si era trasferito con la sua compagna, e non era più rientrato. Non sarebbe stata quella la prima volta in cui si sarebbe allontanato da casa. E nemmeno l’ultima. 

A novembre dello stesso anno, un mese dopo, sarebbe successo di uovo. Ma questa volta, Michael Bonocore Racano aveva accusato due persone, un uomo e una donna della provincia di Torino, di averlo rapito. 

«Mi hanno rapito»

È stato lui a raccontare ai carabinieri, una volta ricomparso, di essere stato rapito da una coppia. Un uomo e una ragazza della provincia di Torino, che lo avrebbero fatto salire a forza sulla loro auto e che poi lo avrebbero portato a Torino, poi a Trieste, a Venezia, ancora a Torino e poi a Roma. 

Tutto questo sarebbe successo nel periodo in cui a Ribolla i suoi familiari erano con il fiato sospeso perché Michael non si trovava. Una volta tornato nel borgo metallifero, l’uomo era andato dai carabinieri per denunciare il suo rapimento. Ai militari aveva raccontato anche di essere stato rinchiuso in un garage, da dove non poteva scappare. 

I due torinesi, accusati dall’uomo di averlo rapito, però, con questa vicenda sembrerebbero non entrarci. Racano è stato quindi denunciato dai due e il pm ha chiesto il suo rinvio a giudizio. Il trentaduenne è accusato di calunnia. 

Difeso dall’avvocato Andrea Strati, Racano è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Sergio Compagnucci. Ora per lui, si aprirà il processo. 

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