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Scomparsa Pocahontas, la regina dei falchi

Con il compagno Geronimo formava la coppia più prolifica da quando la specie, nel 2011, è tornata a nidificare in Italia
Il falco pescatore Pocahontas
Il falco pescatore Pocahontas

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Pocahontas è un falco pescatore femmina. Un animale da record che ha contribuito a ripopolare la fauna locale. Da giorni però è sparita “dai radar”. A dare notizia della probabile scomparsa è Giampiero Sammuri, presidente Federparchi e del Parco dell’arcipelago toscano, con un post su Facebook.

«Non la vediamo più da dicembre. Abbiamo aspettato prima di dare la notizia – dice Sammuri – ma le probabilità che Pocahontas sia ancora viva sono minime. Da quando la seguiamo (8 anni) si è spostata poco dalla Riserva Naturale regionale della Diaccia Botrona e mai nel periodo pre-riproduttivo».

La mappa con le rotte del falco
Le rotte abituali di Pocahontas

«Con il compagno Geronimo (abilissimo pescatore) ha costituito senza dubbio la coppia più prolifica da quando la specie è tornata a nidificare in Italia, nel 2011 – racconta Sammuri – Dal 2015 al 2022 in 8 nidificazioni Pocahontas ha deposto 28 uova, una media di 3,5/anno e ben 4 “quaterne” consecutive negli ultimi 4 anni. Di queste se ne sono schiuse 22 e si sono involati 18 giovani che sono il 24% del totale di quelli involati in Italia dal 2011 (in totale 74)».

La Maremma era la sua casa 

Non sappiamo quale sia l’età del falco, ma è probabile che sia deceduta per via dell’età avanzata. Considerato che le femmine iniziano a riprodursi intorno ai 3 anni e che Pocahontas si è riprodotta la prima volta nel 2015, a oggi dovrebbe avere come minimo 11-12 anni. «Forse anche di più – precisa Sammuri – Avrebbe comunque un’età ragguardevole». Il più anziano della popolazione sembra essere il vecchio Indy, nel Parco regionale della Maremma che sta volando verso i 17. 

Gennaio è solitamente il mese degli accoppiamenti e marzo quello della deposizione delle uova. Pocahontas è stata monitorata nel periodo riproduttivo dal 2015, con le telecamere installate sui nidi della Diaccia e con osservazioni sul campo. Dal 2016 le era stato applicato anche un trasmettitore satellitare che ha funzionato fino al 2019, rilevando gli spostamenti. Tutti nella zona, tra Orbetello e il parco della Maremma. Difficile quindi pensare che si sia allontanata.

Il falco Pocahontas nel nido con le uova
Pocahontas nel nido con le uova

Il contributo di Pocahontas alla conservazione del falco pescatore in Italia è stato notevole. Oramai era un esemplare simbolo della specie e del territorio. «Le eravamo tutti affezionati – dice Sammuri – e ci mancherà anche per le tante emozioni che ci ha fatto vivere in questi anni di ricerca».

Falchi in vacanza, ma con la Maremma come baricentro

I falchi pescatori monitorati in Maremma sono molti e i loro comportamenti ruotano attorno a riti abbastanza abituali. Dopo la fuga dal nido in giovane età, in nati in Maremma solitamente tornano per iniziare la vita da genitori. «Da quando seguiamo il progetto si sono involati in Italia 78 falchi pescatori giovani – ricorda Sammuri – Di questi ad almeno 65 è stato messo il gps, che riesce a funzionare per 2-3 anni. Poi abbiamo tutte le coppie nidificanti monitorate con le telecamere. A oggi c’è una coppia alla duna della Feniglia, poi nella laguna di Orbetello, una nel Parco della maremma, un’altra alla Diaccia anche senza Pocahontas, e una all’oasi Orti Bottagone (Piombino)».

«La settimana prossima cominceranno a deporre – precisa – Gli adulti sono quasi tutti stanziali. I giovani quando nascono, si allontanano e stanno anche due anni fuori. Arrivano anche nell’Africa subsahariana, alcuni in Sicilia, altri vanno in Sardegna. I nostri nidificano tutti in aree protette – ricorda – Il falco pescatore femmina diventa sessualmente maturo a 2-3 anni, i maschi a 3. Svernano fuori e poi rientrano». 

«Prendiamo come esempio una femmina di 3 anni che abbiamo seguito col gps – dice Sammuri – Si chiama Mauna Loa (sì, come il vulcano alle Hawaii), è nata al parco della Maremma. Poi, spiccato il volo è stata quasi sempre nel lago artificiale di Guardialfiera (Molise) a febbraio poi è partita ed è tornata qui. Ieri, 2 marzo, era a Scarlino, è tornata nelle zone da dove è partita e dove molto probabilmente si riprodurrà».

Autore

  • Federico Catocci

    Nato a Grosseto, pare abbia scelto quasi da subito di fare l’astronauta, poi qualcosa deve essere cambiato. Pallino fisso, invece, è sempre rimasto quello della scrittura. In redazione mi hanno offerto una sedia che a volte assomiglia all’Apollo 11. Qui scrivo, e scopro. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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