Sasha Naspini racconta i maremmani a la "Pievaccia" - IL VIDEO | MaremmaOggi Skip to content

Sasha Naspini racconta i maremmani a la “Pievaccia” – IL VIDEO

Lo scrittore maremmano, ospite dell’associazione culturale, parla del suo ultimo libro “Ragazzo” e dei maremmani che conosce bene

FOLLONICA. Anno nuovo, nuovo programma: l’associazione culturale Pievaccia ha ripreso la propria attività organizzando un incontro con lo scrittore Sasha Naspini, avvenuto venerdì 9 gennaio alla sala Tirreno.

L’occhio acuto di un maremmano

L’iniziativa, con il titolo “Dal territorio al mondo”, ha voluto toccare un elemento caratteristico dello scrittore: raccontare, attraverso gli spunti fornitegli dal territorio dove è nato e cresciuto, temi universalmente condivisibili.

È infatti questa, forse, la specificità più evidente di Naspini, che nelle trame dei suoi romanzi e racconti dipana le matasse più nascoste dell’animo umano, forgiato e cresciuto nell’ambiente che prima accoglie, nutre, ma poi lo chiude e lo incatena: difficile sfuggirgli.

È così che emerge l’altra faccia della medaglia di una vita vissuta in provincia che, sì, ha un’alta qualità della vita perché si mangia bene e l’aria è buona, ma ti chiude, ti ingabbia e ti classifica. Perché in zona c’è anche l’abitudine di dare soprannomi alle persone, quasi sempre ispirati a un difetto, fisico o di vita, come un fallimento o un episodio particolare. 

Le storie della Maremma

Naspini è quindi, prima di tutto, un osservatore: conosce il suo territorio, gli abitanti, la mentalità e le abitudini. Ne ha capito le dinamiche sociali legate indissolubilmente alle tradizioni, a quel passato che, soprattutto nei piccoli centri dell’entroterra maremmano, ha faticato e fatica a diventare modernità, nonostante la tecnologia e l’intelligenza artificiale.

E così si viaggia per il nostro territorio ritrovando ricordi di storie sentite che erano rimaste in un angolo della memoria e che grazie a Naspini rivediamo in una luce diversa. «Lo so che da quelle parti non mi vedono proprio bene», dice sorridendo, come se già sapesse a cosa sarebbe andato incontro. D’altra parte conosce bene la sua terra, esattamente come per il suo ultimo romanzo “Ragazzo”, di cui ha parlato con Sabrina Gaglianone durante l’evento alla sala Tirreno.

“Ragazzo”, uno status più che una definizione

Il romanzo si svolge a Follonica e i protagonisti sono due amici di sempre che cominciano il liceo insieme. Età difficile, situazioni familiari particolari, tante paure non ancora superate: tutte cose universalmente condivise, non importa di dove sei e da dove vieni. Essere “ragazzo” è una condizione dalla quale sono passati tutti.

La loro storia si svolge a Follonica – qui il richiamo con il territorio – dove conta anche il quartiere da dove vieni, visto che il caso ti mette davanti un gruppetto di bulli che non aspettavano altro che trovare un bersaglio su cui fissare le loro attenzioni.

Giacomo e Matteo vengono infatti da Senzuno, il quartiere che una volta era quello dei pescatori: quindi “due topi di fogna” per i furbetti che subito li inquadrano. Il romanzo comincia qui, al primo giorno di liceo, per passare poi attraverso le crisi tipiche dell’età, ma anche dalle azioni di bullismo che purtroppo oggi ben conosciamo. Inizialmente il legame tra i due si stringe ancora di più, ma ha i giorni contati: quando per uno dei due quell’amicizia diventa un ostacolo, le cose non saranno più quelle di prima.

Sasha Naspini ha al suo attivo 22 romanzi, ma anche racconti e sceneggiature per film. Alcuni dei suoi titoli sono presenti in oltre 50 Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Francia, Olanda, Cina, Corea del Sud, Grecia, Croazia, Russia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Egitto (con distribuzione in tutti gli Stati arabi), Germania, Austria, Svizzera, Catalogna e Spagna, con distribuzione anche in Argentina, Messico, Cile, Perù, Colombia, Repubblica Dominicana, Costa Rica e Uruguay.

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