Santa Barbara, quando il lavoro in miniera era "l'ultimo pane" | MaremmaOggi Skip to content

Santa Barbara, quando il lavoro in miniera era “l’ultimo pane”

Luciano Fedeli trova, tra i ricordi del padre, la busta paga della Montecatini e un assegno di 20 lire destinato a chi “vegliava sulla Patria”. Il ricordo commosso del minatore di Niccioleta
L’assegno e a destra la busta paga della Montecatini

MASSA MARITTIMA. Il 4 dicembre, si festeggia Santa Barbara: la patrona dei vigili del fuoco, della Marina. Ma anche di coloro che lavorano nei cunicoli. Per questo, Santa Barbara da sempre è stata eletta la patrona dei minatori.

Il padre di Luciano Fedeli, Alfeo, era uno dei lavoratori della Montecatini. Nel 1941, però, il massetano era lontano da casa. Prima di partire per il fronte. 

E ricevette, un assegno da 20 lire dal Reggimento genio Mario Fiore, distaccamento di Massa Marittima, proprio per il suo impegno nella difesa della patria. 

Il ricordo del minatore di Niccioleta

A raccontare l’emozione di quel ritrovamento, ma anche l’importanza della memoria, è lo stesso Luciano Fedeli. 

Quella del 1941 fu per mio padre una Santa Barbara particolare, passata fuori da casa e lontano dai suoi cari, l’ultima sul territorio italiano, poi inizierà il suo lungo viaggio prima al fronte balcanico e successivamente nei campi di lavoro della Germania.
Senza saperlo, la Patrona del Genio, che è anche quella dei minatori, lo avrebbe accompagnato anche nel dopo guerra nei suoi 30 anni di lavoro nelle viscere della miniera di Niccioleta.
La lettera con la quale gli veniva consegnato, come ai suoi commilitoni, un assegno di 20 lire quale riconoscimento a chi “vegliava sulle sorti della Patria” ne è la prova.
Accanto, c’è una busta paga della miniera di Niccioleta per quel lavoro definito, non senza motivo, “l’ultimo pane”.
Un pensiero a tutti i nostri minatori che hanno passato un’esistenza in quel buio profondo della miniera ed ai tanti che dalla miniera non sono più tornati dai loro cari perché «la miniera come t’ha dato ti si porta via, la miniera t’ammazza».

 

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