GROSSETO. L’estate è appena iniziata, ma per la sanità pubblica grossetana si prospetta una stagione difficile. A lanciare l’allarme è la Uil Fp, che parla di una crisi ormai strutturale e non più legata soltanto ai mesi estivi, quando l’arrivo di migliaia di turisti mette sotto pressione ospedali e servizi territoriali.
Secondo il sindacato, il sistema sanitario continua a reggersi grazie agli sforzi del personale, ma le criticità accumulate negli anni rischiano di compromettere la qualità dell’assistenza.
Personale insufficiente e ferie bloccate
Per fronteggiare l’aumento della domanda di cure, anche quest’anno le aziende sanitarie ricorreranno a misure già viste negli anni passati: riduzione delle attività programmate, blocco delle ferie, pronte disponibilità e turni straordinari.
Una situazione che, secondo la Uil Fp, grava soprattutto su medici, infermieri e operatori socio-sanitari, già alle prese con carichi di lavoro elevati e con migliaia di ore di straordinario e ferie arretrate accumulate nel tempo.
«Le nuove assunzioni hanno riportato gli organici ai livelli precedenti alla pandemia – sostiene il sindacato – ma quei numeri erano già insufficienti a garantire una risposta adeguata ai bisogni della popolazione».
Pronto soccorso e reparti sotto pressione
Tra le criticità segnalate c’è anche la carenza di posti letto disponibili nei reparti ospedalieri.
Secondo la Uil Fp, i letti destinati all’osservazione breve finiscono spesso per trasformarsi in veri e propri reparti di degenza, con pazienti costretti a rimanere per periodi superiori a quelli previsti dai protocolli.
Di fronte alle difficoltà del servizio pubblico, sempre più cittadini scelgono di rivolgersi alla sanità privata o alle strutture convenzionate, sostenendo costi spesso elevati pur di ottenere visite e prestazioni in tempi rapidi.
Il nodo delle Case di comunità
Il sindacato guarda con preoccupazione anche allo sviluppo della sanità territoriale.
Dopo il percorso delle Case della salute, ora il sistema punta sulle Case di comunità, che dovrebbero rappresentare uno dei pilastri dell’assistenza sanitaria del futuro.
Tuttavia, secondo la Uil Fp, il rischio è che queste strutture debbano fare i conti con la stessa carenza di personale che interessa gli ospedali.
«Le Case di comunità rischiano di rimanere scatole semi vuote se non saranno accompagnate da un adeguato potenziamento degli organici», sostiene il sindacato.
Mancano gli operatori socio-sanitari
Particolarmente critica viene definita la situazione degli operatori socio-sanitari.
La carenza di Oss interessa ormai sia i pronto soccorso sia i reparti di degenza. Una situazione che spesso porta gli infermieri a svolgere attività che non rientrano nelle loro mansioni specifiche, con conseguente sovraccarico di lavoro e possibili ricadute sull’organizzazione dei servizi.
Grosseto maglia nera per i tagli ai posti letto
A preoccupare maggiormente sono però i dati relativi alla disponibilità di posti letto ospedalieri.
Secondo i numeri diffusi dal Ministero della Salute e riferiti al 31 dicembre 2023, negli ultimi tre quinquenni l’area vasta Toscana Sud Est, che comprende le province di Grosseto, Siena e Arezzo, ha perso complessivamente 413 posti letto nei suoi tredici ospedali.
La provincia di Grosseto è quella che ha subito il ridimensionamento più pesante: 170 posti letto in meno, contro i 136 persi da Siena e i 76 di Arezzo.
Un dato che assume un peso ancora maggiore considerando che il territorio grossetano dispone esclusivamente di offerta ospedaliera pubblica, mentre nelle altre province parte della riduzione è stata compensata dalla crescita dell’offerta privata e convenzionata.
«Servono interventi straordinari»
Per la Uil Fp il problema non nasce oggi, ma è il risultato di oltre un decennio di sottofinanziamento e ridimensionamento del servizio sanitario pubblico.
Il sindacato chiede quindi misure straordinarie e investimenti concreti per invertire una tendenza che rischia di compromettere la tenuta del sistema.
«Il servizio sanitario pubblico continua a reggersi grazie all’impegno dei professionisti rimasti – conclude la Uil Fp – ma senza interventi strutturali il rischio è quello di un progressivo indebolimento dell’offerta pubblica e di un aumento sempre maggiore del ricorso ai servizi privati».




