Sagra del baccalà, dal 1991 a Sant'Andrea è cult | MaremmaOggi Skip to content

Sagra del baccalà, dal 1991 a Sant’Andrea è cult

Il merluzzo conservato sotto sale è la base del sugo proposto per i primi piatti, dell’insalata fresca, della zuppa, ma anche del fritto, dell’arrosto e dell’umido
La locandina della sagra del baccalà a Sant’Andrea

SANT’ANDREA. La sagra del baccalà nella frazione di Magliano in Toscana, con questa del 2022, è arrivata alla 31ª edizione. Iniziata nel 1991 col nome di “sagra del prosciutto e melone” dopo un po’ di tempo gli organizzatori si resero conto che era necessario innovare, tirando fuori una ricetta più originale e meno tipica di quelle ricorrenti anche nelle tavole maremmane della stagione estiva.

Fu cambiata prospettiva, lo sguardo rivolto non più ai prodotti dell’entroterra, ma a quelli del litorale: il nome della ricorrenza prese quello di “sagra del baccalà“, pensando anche al passato del nostro territorio.

Molti in Maremma, soprattutto nelle zone rurali come Sant’Andrea, non hanno avuto alcun allaccio alla corrente elettrica nelle case fino agli anni 1970, e la conservazione del pesce era fatta esclusivamente mettendolo sotto sale o essiccandolo.

Baccalà con le olive

Così il principe del pesce conservato sotto sale, il baccalà, è divenuto anche il principe di una sagra.

La 31ª edizione

La sagra del baccalà inizierà al campo sportivo di Sant’Andrea il 27 luglio, prolungandosi fino al 5 agosto. Dopo qualche giorno di stop, riprenderà il 9 agosto per tutte le sere fino al 18, col nome di “sagra di mezz’agosto“.

Il baccalà è un piatto diffuso in tutta la Maremma: il merluzzo conservato sotto sale viene cucinato in molti modi e negli anni il successo di queste serate si è allargato anche fuori provincia.

Proprio per la specialità e per il grande richiamo che la sagra ha, durante le cene negli anni passati non è stato difficile incontrare personaggi della politica nazionale, vip, attori e cantanti.

Il baccalà folk a Roma, dove gli organizzatori di Sant’Andrea furono invitati

Per il grande successo ottenuto negli anni, nel 2021 l’Unione sportiva S. Andrea (organizzatrice della sagra) è stata invitata al Baccalà Folk, rassegna romana che ebbe sede nel quartiere de “La Garbatella”, e propose in uno dei territori più tipici del Baccalà (appunto Roma) i piatti della nostra sagra riscuotendo un enorme successo.

Negli anni numerosi clienti della sagra hanno percorso distanze anche superiori ai 100Km per venire a mangiare il baccalà a Sant’Andrea, una riconferma dell’affetto verso l’organizzazione, ma sicuramente anche della bontà dei piatti cucinati.

Clima mite, comfort e prodotti genuini

Sant’Andrea accoglie una delle sagre più famose e frequentate della Maremma, quella del baccalà si svolge in un ambiente accogliente e ristoratore, e in estate è facile godere di serate dal clima mite, una rarità in una stagione calda come quella di quest’anno. La sagra si svolge nel prato del campo sportivo e permettere ampio distanziamento e grande libertà di gioco per i bambini.

Il campo sportivo di Sant’Andrea

Il servizio, di qualità ed esperienza, viene effettuato al tavolo e permette di passare una serata comodi al tavolo senza doversi perdere in cerca dello stand giusto.

Tutti prodotti che compongono i piatti e che vengono serviti alla sagra sono di prima qualità: dall’olio del frantoio di Montiano, al vino Morellino di Scansano.

Il baccalà proviene dalla Norvegia, arriva sotto sale e viene dissalato nelle 24 ore prima d’esser cucinato: viene messo in vasche con acqua corrente che aiuta a dissalare e pulire, per poi esser cucinato in varie ricette. È la base del sugo proposto per i primi piatti, dell’insalata fresca, della zuppa che porta il suo nome, ma anche di piatti fritti, arrosto e in umido.

Baccalà fritto

I proventi della sagra vanno a finanziare le numerose spese che vengono sostenute dall’Unione sportiva S. Andrea per i suoi calciatori e per portare avanti un campionato di calcio di rilievo per la frazione e in grande ascesa.


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