GROSSETO. Il problema della sicurezza è un tema caldo in città. Gli ultimi fatti avvenuti in centro, con l’accoltellamento di un 16enne, pare ad opera di un tunisino, ultimi di una lunga serie, hanno solo riportato all’attenzione un problema che è molto sentito dai cittadini.
Una cosa è certa, la sicurezza, reale o percepita, a Grosseto, è diminuita.
Sia chiaro, il problema non è di facile soluzione. Servirebbe più prevenzione, servirebbe un’azione investigativa che vada a monte dello spaccio di singole dosi e dell’arresto di qualche giovane con 1 o 2 dosi, servirebbero ben altri numeri negli organici delle forze dell’ordine. Insomma, non è solo colpa del Comune.
Ma quando sul tema “Grosseto sicura” ci costruisci una bella fetta di campagna elettorale, poi le risposte devi darle. Non può essere sempre colpa di altri.
Sulle ultime vicende interviene il consigliere comunale Stefano Rosini del Partito democratico, che pone una lunga serie di domande all’amministrazione sulla gestione della sicurezza in città.
«È davvero un caso isolato?»
«Di fronte a fatti gravi che colpiscono la nostra città — afferma Rosini — è giusto farsi alcune domande, soprattutto dopo anni di promesse sulla sicurezza. Un ragazzo di 16 anni accoltellato nel centro di Grosseto è davvero un caso isolato? Oppure è il frutto di una situazione che i cittadini denunciano da tempo?».
Secondo il consigliere, nel centro storico si registrerebbero «ritrovi stabili, risse, bottigliate e nessuna risposta concreta», con aree come la zona dell’edicola all’ingresso del corso e alcune parti delle Mura che continuano a destare preoccupazione.
«Dopo dieci anni, quali risultati concreti?»
Rosini chiede conto dei risultati delle politiche sulla sicurezza degli ultimi anni: «Se la sicurezza non è solo percezione, perché i problemi restano e peggiorano dopo quasi dieci anni di governo?».
E incalza: «Nel 2016 Grosseto era davvero un “Bronx” come si diceva, o quella narrazione serviva solo a creare consenso? La sicurezza è stata usata come leva elettorale nel 2016 e nel 2021, sì o no? Possiamo dire che allora si trattava più di propaganda che di analisi seria?».
Le proposte
Il consigliere chiede all’amministrazione di «assumersi la responsabilità politica dei risultati» e propone una serie di azioni concrete:
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anticipare la vigilanza del sabato sera alle 20 invece che alle 22
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investire in un’illuminazione migliore nel centro e nelle zone meno frequentate
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promuovere più eventi culturali e sportivi per rendere vive le Mura e gli spazi pubblici tutto l’anno
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avviare progetti di inclusione sociale per contrastare degrado e marginalità
«Domande concrete che hanno risposte concrete — conclude Rosini —. È tempo di passare dalle parole ai fatti».




