Roberto Berardi: «Tagliare il costo del lavoro alle imprese» Skip to content

Roberto Berardi: «Tagliare il costo del lavoro alle imprese»

Roberto Berardi è candidato alla Camera con Forza Italia: «Parte del reddito di cittadinanza serva come incentivo alle assunzioni»
Il senatore Roberto Berardi, candidato alla Camera nel proporzionale
Il senatore Roberto Berardi, candidato alla Camera nel proporzionale

ORBETELLO. Roberto Berardi ci crede. Forte del suo legame autentico con il territorio. Lui in politica è entrato in punta di piedi, come consigliere comunale nella sua Orbetello, più di dieci anni fa. Poi gli anni da assessore e, adesso, la vicepresidenza del consiglio comunale, per seguire da vicino, giorno dopo giorno, i problemi del comune lagunare.

In mezzo, quattro anni fa, l’elezione al Senato, con Forza Italia, la commissione difesa, di cui è segretario, un impegno importante a Roma: «Ci tengo al rapporto con la mia gente e con il territorio. Ma non solo a parole, per la convenienza di un breve periodo a ridosso del voto. Io il territorio l’ho sempre seguito. In questi anni da parlamentare ho potuto interessarmi direttamente delle diverse problematiche della nostra comunità, affrontando situazioni spesso complesse e studiando soluzioni adeguate.».

Ora, a 50 anni, corre di nuovo. Forza Italia, riconoscendogli il buon lavoro fatto, l’ha ricandidato, dandogli il secondo posto nel listino plurinominale alla Camera.

Davanti a lui c’è Deborah Bergamini, deputata di Viareggio, che è capolista anche a Lucca. Nel caso, sceglierebbe il suo collegio, lasciando spazio proprio a Berardi.

«Sto facendo una campagna elettorale porta a porta, in tutto il collegio. Oltre a Grosseto, stiamo andando a Siena, Arezzo, Piombino, anche all’Elba. Voglio parlare con la gente. Ma, in questo momento così difficile, è la gente che chiede aiuto a noi. La crisi è pesante, per le famiglie e per le aziende. Le persone che incontro vogliono risposte, vogliono capire, si vede che non ce la fanno più».

Quindi serve un grosso impegno.

«Lavorare a testa bassa è l’unico modo per ottenere dei risultati significativi. Come senatore, consigliere comunale con deleghe ed imprenditore, per me lavorare 14 ore al giorno è la prassi. Non mi spaventa di certo. Quello che non sopporto invece sono la superficialità e le cose lasciate a metà».

Bollette alle stelle, aumentare il credito d’imposta

Il primo problema, in questo momento, è l’aumento del costo dell’energia, luce e gas in particolare. Aumenti dettati dall’impennata delle quotazioni delle materie prime ma, in gran parte, anche dalla speculazione delle grosse aziende del settore.

«È chiaro che la speculazione parte dalla borsa di Amsterdam (la borsa virtuale con sede nei Paesi Bassi dove vengono contrattate le forniture energetiche, ndr) e lì va combattuta. Deve essere un impegno del governo e dell’Unione europea. Però qualcosa si può fare subito, penso all’aumento al 50% del credito d’imposta per le aziende. Girando per la Maremma incontro aziende che hanno tanto lavoro, ma costi così alto che non conviene loro produrre. Un assurdo paradosso».

E poi ci sono gli extraprofitti dei colossi del settore energetico

«Sono il vero problema. Sono fuori dalle regole della concorrenza. Ma siamo in guerra, di fatto, quindi non vedo perché non si debbano prendere misure straordinarie. Sono soldi che devono tornare alle famiglie e alle imprese».

Imprese che già hanno un costo del lavoro insostenibile.

«È un’altra nostra battaglia, il cuneo fiscale va tagliato in modo importante. Per il costo del lavoro c’è una soluzione che può essere adottata in tempi brevi: penso al reddito di cittadinanza. Non siamo per abolirlo, ma per lasciarlo solo a chi ne ha veramente bisogno. Perché ci sono tante persone che, negli ultimi mesi, se non lo avessero avuto non avrebbero avuto modo di andare avanti. Ne so qualcosa, perché ho distribuito migliaia di pacchi alimentari, anche a persone che non avresti mai pensato che ne potessero aver bisogno».

«Detto questo, una grossa fetta del reddito di cittadinanza, che ora finisce a giovani che potrebbero lavorare, potrebbe essere usato per alleggerire le contribuzioni delle aziende che li assumono. Una sorta di incentivo all’assunzione, ovviamente con regolare contratto».

Gli invasi: una risposta alla siccità e un’arma contro gli incendi

Un’altra battaglia che Roberto Berardi porta avanti da tempo è quella per gli invasi. In un anno in cui la siccità è stata un vero flagello, possono essere una prima risposta al mondo agricolo in difficoltà. Inoltre sono un’arma in più in caso di incendio, accorciando i tempi per il “carico di acqua” dei mezzi di soccorso.

«Gli invasi sono preziosi, in un momento come questo con il clima cambiato: si alternano grandi siccità a eventi temporaleschi brevi e violenti. Per questo va fatto un piano per recuperare una serie di invasi e per allargarne altri. Sono risposte alla siccità e al rischio incendi, sono un aiuto al mondo agricolo».

Uno dei progetti è il ripristino della diga del bacino di poggio Perotto. Siamo fra Montiano e Magliano, l’invaso fu realizzato nel 1938 lungo il corso del torrente Serra, di cui è sia l’immissario che l’emissario. Il torrente Serra si immette poi nel fiume Osa.

Il bacino di poggio Perotto, fra Montiano e Magliano
Il bacino di poggio Perotto, fra Montiano e Magliano

«La proprietà ha dovuto abbassare di molto il livello perché aveva avuto delle prescrizioni, in sostanza dovevano fare dei lavori molto costosi. Ora, con il sottosegretario Battistoni (alle politiche agrarie e forestali, laziale di Montefiascone, di Forza Italia, ndr) stiamo lavorando per trovare i fondi per il ripristino».

Poi ci sono i bacini più piccoli

«Fino a 2 metri di profondità ci sono pochi problemi, ma già se si sale a 5 i vincoli burocratici diventano pazzeschi. Credo che serva una semplificazione per questo genere di pratiche. E poi penso anche a grandi invasi, ci sono progetti, anche in Maremma, fermi da anni. Che diano anche risposte per la produzione di energia elettrica, da affiancare alle fonti rinnovabili. Sennò dalla schiavitù del gas non se ne esce più».


COMUNICAZIONE POLITICA A PAGAMENTO – ELEZIONI 2022

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