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Contenitori e imballaggi: rivoluzione in arrivo

A rischio le bustine di zucchero, i mini-flaconi di sapone liquido e shampoo negli hotel, i monouso per frutta e verdura e per il consumo sul posto in bar e ristoranti
Contenitori in plastica

GROSSETO. Una nuova rivoluzione è alle porte. E dalle prime mosse della Commissione Europea, sarà di quelle che farà discutere. L’obbiettivo della proposta di regolamento del 30 novembre 2022 è quello di ridurre i rifiuti da imballaggio, e incentivare il riuso.

Alcune soluzioni oramai entrate nel nostro quotidiano si avvicinano così al tramonto. Ne torneranno di “vecchie”, o ne saranno escogitate di nuove.

Addio bustine, bentornata zuccheriera

Le classiche bustine di zucchero al bar, per esempio, rischiano di scomparire. A tornare saranno le classiche zuccheriere. Così rischiano di sparire anche i flaconcini per lo shampoo negli hotel, o i sacchetti monouso per la frutta e verdura. Insomma, l’UE vuole seriamente ridurre drasticamente i rifiuti da imballaggio, visto che in media un cittadino europeo ne produce circa 180 chili all’anno.

A promuovere la nuova legge è il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, che ha la delega al Green Deal. Con lui commissario Virginijus Sinkevičius all’Ambiente. Hanno presentato il nuovo regolamento puntando sul riuso e il vuoto a rendere. Tendendo ad eliminare gli imballaggi superflui, visto che negli anni i rifiuti da imballaggio si sono moltiplicati senza sosta.

Alcuni contenitori tra i più utilizzati soprattutto per il cibo da asporto

Una transizione “verde” che almeno in questa fase sembrerebbe mettere al riparo bustine da tè, capsule e cialde di caffè compostabili. Le misure da adottare dovrebbero portare ad un taglio del 15% pro-capite dei rifiuti di imballaggio, per ogni Paese comunitario, entro il 2040 (rispetto ai livelli del 2018). A rischio però ci sono moltissimi posti di lavoro, anche se sempre la UE stima che «Il nuovo sistema di imballaggio potrebbe portare alla creazione di 600 mila posti nel settore del riutilizzo entro il 2030».

Bevande da asporto riutilizzabili e cauzione per le lattine

La misura prevede che, entro il 2040, l’80% delle vendite di bevande da asporto debba essere servito in imballaggi riutilizzabili. Oppure usando i contenitori dei clienti (almeno per il 20% entro il 2030).

La proposta prevede anche l’introduzione di sistemi obbligatori di cauzione-rimborso per le bottiglie di plastica e le lattine di alluminio. Inoltre, prevede anche che entro il 2030 tutti gli imballaggi presenti sul mercato UE debbano essere riciclabili. Per ridurre il fabbisogno di risorse naturali e creare un mercato ben funzionante di materie prime secondarie dovrà aumentare la quantità di plastica riciclata negli imballaggi: saranno fissati obiettivi vincolanti.

La discussione è aperta e a quanto pare la “battaglia” è appena iniziata.

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