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Nuovo vita per la colonia marina di Follonica

In arrivo 2 milioni di euro per la riqualificazione dell’edificio. Il Comune lancia un project financing per il recupero e la gestione
La giunta comunale di Follonica davanti alla colonia marina
La giunta comunale di Follonica davanti alla colonia marina

FOLLONICA. In arrivo 2 milioni di euro per ristrutturare una parte della storica colonia marina di Follonica e un bando di project financing per il recupero complessivo e la gestione della struttura. È la road map tracciata questa mattina, 22 ottobre, dal sindaco Andrea Benini, per restituire “le colonie”, come da sempre viene chiamato l’edificio intitolato a Luigi Pierazzi, alla città e ai follonichesi. Il finanziamento  arrivato grazie al “Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate”, infatti, è solo il punto di partenza, fondamentale per avviare il percorso di riqualificazione, che la città chiede da anni e riguarda il recupero delle due torrette laterali dell’edificio, le parti messe peggio rispetto al corpo centrale,

E infatti la richiesta del Comune risale al 2015, su un progetto di riqualificazione chiamato “Colonia Marina: centro polifunzionale per attività sociali, culturali e di interesse collettivo”. «Ci hanno messo un po’ ad arrivare, ma alla fine ce l’abbiamo fatta – commenta Andrea Benini, che ha incontrato la stampa con la giunta al completo, proprio davanti alle colonie – e da qui può partire concretamente il  percorso per restituire la colonia alla città, mantenendone la proprietà pubblica, punto fermo e irrinunciabile per qualunque progetto venga presentato».

I tempi

I tempi, tuttavia, non saranno brevi. Poiché l’amministrazione, da sola, non avrebbe le risorse per recuperare tutta la colonia, ha pensato al project financing, ovvero la partecipazione di un privato all’intera riqualificazione, corpo centrale compreso. Dunque deve essere pubblicato un bando – si ipotizza entro la fine dell’anno – e dare poi tempo a chi è interessato di presentare il progetto, almeno 90-120 giorni. Dopodiché parte l’iter per la verifica delle proposte e la scelta del vincitore, tenendo conto che il piano di ristrutturazione e riqualificazione dovrà rispondere a una serie di requisiti legati al bando per il finanziamento pubblico già ottenuto dal Comune, rispettare la finalità pubblica dell’edificio, oltre ad essere qualitativamente appetibile e coerente con il percorso della parte pubblica.

«L’idea del partenariato pubblico-privato – spiega Benini – non è nata per caso, perché da tempo ci sono arrivate proposte e sollecitazioni sia da soggetti del territorio e da fuori. Quindi puntiamo a intercettare un privato per recuperare il corpo centrale della struttura, di pari passo con il recupero delle torrette già finanziato, in un lavoro complessivo, in cui le due parti siano coerenti, pur mantenendo ovviamente separati il percorso pubblico e quello privato. Soprattutto senza uscire dalle finalità sociali, sportive, ricreative e associazionistiche cui la struttura è destinata».

Nel futuro della colonia marina, ci sono anche la spiaggia e la pineta, come parte integrante nell’utilizzo dell’intera struttura, che, nel copro centrale, potrà anche avere funzioni ricettive, di incontro, di socializzazione, mentre le torrette laterali restano legate ad esclusiva funzione pubblica.

La storia della colonia marina, l’unica ancora pubblica nel comprensorio della Val di Pecora

Una foto d'epoca della colonia marina di Follonica
Una foto d’epoca della colonia marina di Follonica

La Colonia Marina,  fin dalla sua costruzione terminata nel 1931, è stata destinata ad attività di interesse sociale. La sua costruzione venne decisa dal governo fascista per istituzionalizzare le colonie estive, che già dal 1917 erano organizzate per gli orfani di guerra e i figli dei richiamati. Nel 1937 la colonia ospitava 1.700 bambini. La funzione pubblica e sociale, sebbene variata negli anni, è stata sempre mantenuta tale, adattandosi alle esigenze del periodo storico e a quelle imposte dalle circostanze contingenti, trasformandosi spesso in struttura di accoglienza, ad esempio per gli alluvionati del Polesine o per i profughi ungheresi arrivati nel 1956.

In anni più recenti l’immobile è stato trasformato in scuola media e ha ospitato l‘asilo “Il Fontino”. Dal 1993 in poi, è stata sede di molte associazioni culturali, sportive, club fotografici, cooperative sociali e gruppi di volontariato. L’atto di trasferimento della proprietà al Comune da parte della Regione Toscana è del 14 aprile 1997 e vincola la colonia a un utilizzo per servizi e funzioni istituzionali. Nel 2011 il Comune ha avviato un percorso partecipato da cui è emersa la volontà di continuare con l’uso sociale della colonia. L’edificio ha costruito la sua identità sulla promozione sociale e sull’accoglienza e questa caratteristica è sempre stata mantenuta finché è stato agibile.

 

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