Rissa nel cortile del condominio, nonno condannato | MaremmaOggi Skip to content

Rissa nel cortile del condominio, nonno condannato

Avevano accusato i loro figli di essere violenti con gli altri bambini: la lite era poi degenerata, in sette a processo
L'ingresso del tribunale
Il tribunale di Grosseto

GROSSETO. Era sceso nel cortile per difendere la figlia e il nipote, ma secondo il giudice per l’udienza preliminare Sergio Compagnucci, con la sua presenza e con il suo atteggiamento aveva riacceso la miccia della discussione tra due famiglie, scatenando la rissa. Per questo un uomo di 65 anni è stato condannato a 6 mesi con la sospensione condizionale, oltre al pagamento delle spese processuali, con la non menzione della condanna nel casellario giudiziale. 

La lite per i nipoti bulli

La lite tra le famiglie, nel cortile di un condominio alle Stiacciole, era scoppiata il 12 settembre 2019. Era stato il 65enne a dare l’allarme e a chiamare la polizia. Quando gli agenti delle volanti erano arrivati però, era già tutto finito e la ricostruzione, in tribunale, è stata fatta sulla base delle testimonianze e delle querele sporte. Ricostruzione che ovviamente cambia a seconda del gruppo familiare ascoltato dalla polizia. 

Per sette persone, il sostituto procuratore Salvatore Ferraro, aveva richiesto il rinvio a giudizio: sei hanno scelto di farsi processare con il rito ordinario, il nonno di uno dei ragazzini che avrebbe invece fatto il bullo con gli altri bambini nel cortile, difeso dall’avvocato Mario Fabbrucci, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, condizionato all’esame della moglie. Che, di fronte al giudice, ha tentato di scagionare il marito, dicendo che l’uomo era intervenuto soltanto per rasserenare gli animi. 

Diverso invece il racconto di uno dei testimoni che non è rimasto coinvolto nella rissa: una famiglia che abita nel condominio stava discutendo con un’altra famiglia, per il comportamento violento dei loro figli. Altri condomini si erano uniti a quella discussione e i toni si erano alzati. Il 65enne, che in quel momento era in casa con la moglie, era stato chiamato da una nipote ed era sceso: ma una volta arrivato aveva cominciato a inveire e a insultare, poi aveva preso per il collo una donna. Un’altra, intervenuta per fermarlo, era caduta per terra, un’altra era stata colpita con un pugno. 

Alla fine della scazzottata, nella quale erano rimaste coinvolte sette persone, per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, era stato necessario l’intervento del 118. Quattro persone si erano dovute rivolgere al pronto soccorso

 

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