PIOMBINO. La linea del governo nazionale è chiara: il rigassificatore di Piombino va prorogato e resterà nel porto toscano oltre il termine iniziale previsto, perché «non c’è una soluzione alternativa pronta», ha detto il ministro Gilberto Pichetto Fratin intervenendo recentemente a Saturnia.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, di centrodestra, quindi vicino al Governo Meloni, che ha ribadito con forza il no all’arrivo dell’impianto sulla costa ligure, sostenendo che Piombino sia il “posto giusto” per il terminal del gas.
Governo: «Prorogare il rigassificatore di Piombino»
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha affermato che per il momento la nave rigassificatrice non può essere spostata e deve rimanere a Piombino, perché non esiste una localizzazione alternativa già pronta.
La posizione del governo si è consolidata dopo il tentativo di inserire una proroga nel decreto Milleproroghe, che però non è stato approvato in commissione.
In seguito alle dichiarazioni del ministro, il fronte politico e istituzionale si sta riaggiornando sulle modalità per ufficializzare l’estensione della permanenza dell’impianto. Ma ora il fronte si sposta sul tema delle compensazioni.
Bucci (Liguria): «Non arriverà qui, Piombino è il posto giusto»
Nel frattempo, a Savona, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha ribadito che la sua regione non vuole che il rigassificatore venga trasferito sulla costa ligure, l’ipotesi, che il vecchio presidente della Regione Toti aveva avvallato, era l’area di Savona–Vado Ligure. Secondo Bucci, un impianto di questo tipo non avrebbe “senso economico” in Liguria, e Piombino resta la soluzione preferibile “sulle dorsali dei principali gasdotti”.
Dei quali, va ricordato, il tratto Livorno-Piombino è in fase di ammodernamento, proprio da parte di Snam.
La Liguria aveva già approvato una mozione di contrarietà al trasferimento dell’impianto, e Bucci ha riaffermato pubblicamente la posizione della Regione: “Piombino è il posto giusto”.
Il ruolo di Piombino nella strategia energetica
Il rigassificatore, installato nel porto di Piombino dalla primavera del 2023, è stato pensato come impianto temporaneo, con una durata di tre anni prevista dall’autorizzazione del 2022. Le recenti dichiarazioni di Pichetto Fratin indicano che il governo italiano intende prorogare la permanenza dell’impianto oltre la scadenza originaria, soprattutto in vista delle esigenze di sicurezza energetica nazionale.
La proroga interessa la nave Italis LNG, che ha una capacità significativa di rigassificazione del gas naturale per la rete nazionale e per ridurre la dipendenza energetica da alcune rotte tradizionali di approvvigionamento.
Le compensazioni, quelle previste e quelle fatte e quelle ancora sulla carta
Nel memorandum di intesa approvato dalla giunta regionale Toscana nel 2022, legato all’autorizzazione per il rigassificatore nel porto di Piombino, erano previste circa 10 opere compensative e mitigative che la Regione chiedeva al Governo in cambio dell’installazione della nave-rigassificatrice:
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bonifiche delle aree industriali (che includevano la messa in sicurezza della falda e rimozione di scarti siderurgici)
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investimenti sulla viabilità portuale, con collegamenti stradali di bypass e miglioramento della viabilità (tra cui la strada di collegamento tra porto e statale)
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nuova banchina ovest del porto
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sviluppo di energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idrogeno verde)
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sconti sulle bollette del gas per cittadini e imprese locali (ad esempio 50 % di sconto per alcuni anni)
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adeguamenti infrastrutturali per non penalizzare pesca, turismo e portualità
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riconoscimento di Piombino come zona logistica semplificata e possibili agevolazioni fiscali per imprese
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rifinanziamento di fondi per la rigenerazione del polo industriale e parco archeologico
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potenziamento dei collegamenti con l’Isola d’Elba
Queste misure erano considerate parte delle condizioni per garantire vantaggi compensativi al territorio in cambio del sacrificio locale richiesto dall’opera energetica.
In sintesi, il pacchetto di compensazioni copriva aspetti infrastrutturali, ambientali, energetici ed economici, con investimenti pubblici e agevolazioni destinate a Piombino e ai comuni limitrofi (come Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto).
Attuazione reale delle compensazioni e problemi aperti
Secondo dichiarazioni della Regione Toscana e del suo presidente (che è anche commissario straordinario per l’opera) molte delle compensazioni previste nel memorandum non sono state realizzate o sono rimaste sulla carta. Gli 88 milioni per le bonifiche sono stati stanziati e parte delle opere è in corso. È stato avviato un primo lotto di lavori per la strada di collegamento bypass tra Rimateria e Gagno, mentre il secondo lotto ha perso parte dei fondi previsti (tagli dal Pnrr). Altre compensazioni significative come la nuova banchina portuale, lo sconto sulle bollette, lo sviluppo energetico e agevolazioni per le imprese non risultano ancora realizzate o finanziate completamente.
Per questo motivo le istituzioni locali e la Regione chiedono un tavolo di confronto con Governo e Snam, per chiarire e attuare gli impegni assunti all’origine.