Raffaella Carrà, il mistero dell’erede. Il “figlio” mai raccontato fotografato a Grosseto | MaremmaOggi Skip to content

Raffaella Carrà, il mistero dell’erede. Il “figlio” mai raccontato fotografato a Grosseto

Dalla presenza al 60° anniversario dell’ospedale Misericordia alla gestione dei diritti della diva: la storia di Gian Luca Pelloni Bulzoni, tra adozione riservata e patrimonio artistico
Gian Luca Pelloni Bulzoni ai 60 anni del Misericordia e Raffaella Carrà
Gian Luca Pelloni Bulzoni ai 60 anni del Misericordia e Raffaella Carrà

GROSSETO. Aveva un figlio segreto adottivo, l’unico erede della donna che ha toccato il cuore di moltissime generazioni, anche fuori dall’Italia. Gian Luca Pelloni Bulzoni, il figlio di Raffaella Carrà, era presente alla cerimonia per i 60 anni dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Questo perché la Carrà aveva fatto una donazione all’ospedale e nel 2024 Pelloni Bulzoni ha preso parte alle celebrazioni. E l’unica foto che di lui circola sui media, è stata scattata proprio quel giorno. A trovarla, e a ripubblicarla a distanza di un anno e mezzo dalla cerimonia, è stato Dagospia. 

All’epoca tutti pensavano che fosse il figlio di Sergio Japino, ex storico della Carrà, ma invece si trattava proprio del figlio segreto, che erediterà tutti i beni della madre.

La notizia è uscita durante una causa legale per uno spettacolo teatrale spagnolo che porta sul palco la vita della Carrà.

Il figlio segreto di Raffaella 

Lei era una diva, una di quelle che ha portato l’Italia fra le stelle. E la Carrà aveva un rapporto speciale con la Maremma: era innamorata dell’Argentario e si è prodigata molto per la zona, tanto da fare una cospicua donazione all’ospedale della Misericordia.

In sala quel giorno c’erano anche Vanessa Incontrada e Giuliano Ferrara. E fra tutti i personaggi famosi, legati all’ospedale grossetano, c’era anche il figlio adottivo di Raffaella, per ricordare la madre, che ha aiutato tutto il territorio.

Gian Luca Pelloni Bulzoni è nato a Ferrara nel 1964. Per anni è stato molto vicino alla Carrà, praticamente una delle persone di cui lei si fidava di più. Il loro rapporto non era nato improvvisamente, ma si è costruito. Nel tempo il 62enne è diventato uno dei pilastri della sua vita professionale e privata.

A un certo punto la Carrà lo ha adottato legalmente come figlio adulto, per fargli gestire il suo patrimonio artistico. La cosa è rimasta molto riservata ed è emersa pubblicamente solo nel 2026, durante una causa legata ai diritti su uno spettacolo dedicato alla Carrà. Pelloni Bulzoni continua a gestire i diritti d’autore e le opere che girano intorno alla figura di Raffaella Carrà.

L’eredità artistica

Raffaella Carrà non ha avuto figli, ma ha due nipoti e altri familiari, e a loro è toccata una parte dell’eredità. Ma al suo collaboratore più fidato, ovvero suo figlio adottivo, ha deciso di lasciare la sua eredità più impattante, ovvero quella artistica.

Sta a lui, infatti, gestire i diritti d’autore sulla sua voce, i suoi testi e la sua immagine. Ed è sempre lui ad avere il compito più grande: la protezione della sua immagine dopo la sua morte.

È importante ricordare Raffaella, non solo per aver portato l’Italia in giro per il mondo, ma anche per le opere di bene che ha fatto, aiutando molte persone attraverso le sue donazioni, fra cui proprio l’ospedale della Misericordia.

Il processo al musical 

La vicenda è emersa da un contenzioso giudiziario con una società spagnola legato al musical teatrale Ballo ballo. In quell’occasione, Pelloni Bulzoni aveva chiesto al tribunale di Roma di bloccarne la realizzazione, la distribuzione, la pubblicizzazione e la rappresentazione, in qualsiasi forma e tramite qualunque mezzo, sostenendo l’assenza del proprio consenso, proprio in qualità di erede di Raffaella Carrà.

La giudice Laura Centofanti, però, non ha accolto la richiesta: le 36 rappresentazioni teatrali del musical Ballo ballo, successive al film del 2020, si erano già svolte e non ne sono previste altre. Per questo motivo, per eventuali risarcimenti, Pelloni Bulzoni dovrà eventualmente proseguire l’azione legale nel processo di merito.

 

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