Prima terme pubbliche, oggi rischiano il crollo - VIDEO E FOTO | MaremmaOggi Skip to content

Prima terme pubbliche, oggi rischiano il crollo – VIDEO E FOTO

L’appello della Proloco al Comune: «Non abbiamo molti fondi, con parte dei soldi che dovremmo versare per l’affitto permetteteci di salvarle» 
La grande vasca interna alle ex terme leopoldine di Roselle
La grande vasca interna alle ex terme Leopoldine, dove sono ancora oggi affiora acqua termale

GROSSETO. Le terme di Roselle sono un luogo dove ci piove dentro. L’acqua piovana, infatti, dal tetto si infiltra per poi allagare pavimenti e creare preoccupanti crepe in numerosi angoli della struttura. Quella che arriva da sotto (la termale) sfalda alcuni degli intonaci.

Le ex terme Leopoldine in via Batignanese furono donate da Leopoldo II di Lorena, oramai circa due secoli fa, alla cittadinanza. Di quella struttura oggi rimangono solo le fondamenta. Con l’ultima grande ristrutturazione avvenuta negli anni ’90 del 1900, come illustra il presidente della Proloco Roselle Alfonso De Pietro, sembra essersi definitivamente scritta la parola “fine” sulla possibilità di accogliere anche un minimo accenno di turismo termale al loro interno.

Ora, nel 2023 il guano dei piccioni e le infiltrazioni di acqua, mettono a serio rischio la sopravvivenza della struttura. Per non parlare della fonte termale che scorre sotto.

La grande vasca circolare delle ex terme Leopoldine infatti, ospita gli scarti del cantiere dell’ultima ristrutturazione. L’acqua calda che potrebbe lenire alcune dermatiti contribuisce invece solo all’erosione di un intonaco messo a protezione della vasca stessa, probabilmente non troppo idoneo a un ambiente che è a così stretto contatto con i vapori.

L’acqua termale anticamente era ospitata anche in alcune stanze che fungevano da vasche, lungo i lati della struttura. Adesso quelle vasche sono state tutte tombate dopo l’ultima ristrutturazione. Ne rimane solo una, dove alcune scalette scendono dentro una piccola nicchia. Ma è inutilizzabile.

«O paghiamo l’affitto o rattoppiamo»

Il viaggio all’interno della struttura, partendo dalla grande vasca interna che ospita l’acqua sorgiva, è accompagnato da De Pietro che illustra lo “stato dell’arte” con sguardo rammaricato. La Proloco Roselle insieme ad altre associazioni (Maremma cultura popolare, Coro degli etruschi, dei carbonai e associazione teatrale “Ripartiamo da qui”) ha sede nelle ex terme Leopoldine ma ogni attività è messa a rischio dalla difficile agibilità dei locali. «Intorno alla vasca puliamo ogni giovedì – ricorda – con i piccioni che nidificano anche vicino all’acqua è sempre tutto ricoperto di guano. I muri poi, si sfaldano. Non abbiamo tanti fondi, abbiamo inviato delle proposte al Comune che però non ha ancora risposto. Con i soldi dell’affitto potremmo mettere in sicurezza tutto almeno dalle infiltrazioni di acqua. Però se paghiamo l’affitto non ci possiamo permettere ristrutturazioni e lasciamo che tutto continui a crollare».

Ex terme Leopoldine a Roselle, il presidente della Proloco Alfonso De Pietro
Il presidente della Proloco Roselle, Alfonso De Pietro

L’ultima e-mail indirizzata all’amministrazione risale al qualche giorno fa, il 5 dicembre. A seguito della e-mail certificata del 28 marzo. Ma l’esito delle richieste sembra essere stato il medesimo: il silenzio. Anche per questo De Pietro ha scelto di contattare MaremmaOggi.

Da alcuni colloqui fatti personalmente e via telefono, sembra che la Proloco sia riuscita a spuntare solo la ricostruzione della recinzione esterna, abbattuta dal crollo di un grande pino nel febbraio 2022. «Rimangono le infiltrazioni di acqua su soffitti e pareti comprese quelle esterne – illustra De Pietro – Dove l’acqua non sfalda gli intonaci, si deposita nelle plafoniere. Anche gli infissi risentono della mancanza di manutenzione e della condizione in cui riversa tutta la struttura. Sul retro poi, si è formato un grande avvallamento profondo circa 20 cm e non sappiamo se si tratta di cedimento strutturale o altro».

La proposta della Proloco

De Pietro ci tiene a sottolineare che in ogni occasione la Proloco non ha avuto intenzione di fare polemica ma di cercare sempre una soluzione. «Anche adesso stiamo portando la nostra proposta all’attenzione del Comune – dice il presidente dell’associazione – vorremmo che la struttura tornasse ad essere fruibile ai turisti anche per via della sorgente sulla quale giace. Ma per poter fare questo deve essere un minimo ospitale».

Per iniziare l’opera di risanamento, quindi, la Proloco si appella al Comune. «Per preservare l’immobile ed evitare soprattutto che le infiltrazioni allaghino di nuovo il pavimento del primo piano e mettano a rischio la stabilità di tutta la struttura – dice De Pietro – chiediamo al Comune di venirci incontro».

«Provvederemo ai lavori di risanamenti necessari – dice il presidente – l’importo è stimato intorno ai 2800 euro. Non avendo tanti fondi da permetterci di pagare sia l’affitto che i lavori, non possiamo far altro che detrarre l’importo dai canoni di affitto 2022/23 e 2023/24. L’importo da noi dovuto al Comune per la locazione sarebbe circa 3mila euro. Verseremmo quanto rimane dopo aver saldato l’impresa restauratrice».

Queste comunicazioni, vista l’urgenza delle operazioni da portare a termine, erano state tutte riportate anche nell’ultima e-mail inviata al Comune. 

«Nel ringraziarvi per l’attenzione che vorrete prestarci – ha riportato De Pietro in calce alla e-mail diretta al Comune – non mi resta che sottolineare, forse inutilmente, l’importanza storica e architettonica che le Terme Leopoldine rivestono per la città di Grosseto e che con questo modesto intervento cercheremo di salvaguardare».

A oggi, 23 dicembre, a quella e-mail, l’amministrazione non ha ancora dato riscontro.

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