Post contro l'assessora: «È persecuzione e vi spiego perché» | MaremmaOggi Skip to content

Post contro l’assessora: «È persecuzione e vi spiego perché»

Dopo mesi dalla presentazione delle denunce, continuano gli attacchi via social a Mirjam Giorgieri, al sindaco Benini e ad altri rappresentanti delle istituzioni e della società civile. L’avvocato Fiorani: «Individuare il responsabile e fermarlo». La lettera di solidarietà dei dipendenti comunali
L’assessora Mirjam Giorgieri e a destra il post pubblicato su Fb

FOLLONICA. Alzare l’asticella, così tanto da fare paura. Dal passare dalla diffamazione alla persecuzione. È quello che sta succedendo a Follonica, dove rappresentanti delle istituzioni, politici, giornalisti, giorno dopo giorno finiscono nel mirino di una persona che crea profili falsi per offendere, per sbeffeggiare, per scrivere parole che fanno male come coltellate

Le denunce nei confronti di chi crea profili falsi su Facebook, su Instagram e ora anche su Tik Tok e su Youtbe, sono state presentate ai carabinieri già da mesi. La Procura ha aperto un fascicolo.

Ma chi ha creato quei profili, continua ad utilizzarli senza colpo ferire. E ora, tra le sue vittime (perché di questo si tratta), c’è chi, come l’assessora Mirjiam Giorgieri, è arrivata al limite della sopportazione.

E ha scritto, qualche giorno fa, un post su Facebook per denunciare la violenza che è costretta, da mesi, a subire. 

La denuncia su Facebook dell’assessora

Il 14 novembre, in questa vicenda, ha segnato uno spartiacque. Sul profilo dell’assessora all’Ambiente del Comune di Follonica è comparso un post.

«A cosa penso? Penso a così tante cose che il cervello mi scoppia. Penso che alcuni di voi leggendo questo post, che non è che uno degli ultimi, dei tanti, inorridiranno, ma altri penseranno che in fondo potrebbe esserci qualcosa di vero se qualcuno lo scrive.  Penso che non credo che sia accettabile che tutto questo vada avanti da quasi un anno, nonostante le segnalazioni e le denunce. Penso che sia inaccettabile che sia costretta a leggere questo e nemmeno che lo siano i miei affetti.

Penso che in questi giorni più o meno tutte e tutti noi diremo che la violenza va fermata prima che diventi fisica, ma questo cos’è? Cosa sono centinaia di post diffamatori, sessisti, offensivi, denigratori, se non violenza? So bene cosa mi aspetta adesso molto probabilmente, l’innalzamento della quantità di questi post di odio, ma francamente, non ne posso più».

Il post, l’assessora lo ha fatto dopo essere stata perseguitata per mesi da una persona che, aprendo più profili sui social, scrive frasi ingiuriose, sessiste. Cattive.

«Abbiamo presentato diverse denunce – dice Giorgieri – e abbiamo anche aggiunto via via integrazioni a quello che abbiamo messo nero su bianco dai carabinieri. Perché questa spirale di violenza non si è fermata, anzi. Il livello dello scontro si è alzato, le offese sono diventate più pesanti. E noi che siamo vittime, siamo disarmati, non possiamo difenderci in nessun modo». 

Quando la diffamazione diventa persecuzione

Non è soltanto un caso di diffamazione, quello finito sul tavolo del sostituto procuratore Giovanni De Marco.

Perché per le vittime di quei post, si tratta di una vera e propria persecuzione. «Ci avviciniamo al 25 novembre – dice l’assessora – e si moltiplicano le iniziative di contrasto alla violenza contro le donne. Ma come inizia questa violenza? Ci penso spesso. Nessuno, ad oggi, mi può assicurare che quella persona non possa andare oltre, non possa fare del male anche fisicamente a qualcuno di noi». 

Qualche sospetto su chi possa essere l’autore di quelle offese continue su Facebook, a Follonica, ce l’hanno in tanti.

«Mi è capitato di incontrare questa persona – dice ancora l’assessora – Cambio strada quando la vedo. Sta limitando la mia vita: anche i miei familiari sono preoccupati e impauriti. Non so quale reazione aspettarmi da quella persona quando la incontro, dopo tutta la violenza e il veleno che ha rovesciato sui social. La vivo come una vera e propria persecuzione».

La prima denuncia, l’assessora, il sindaco Andrea Benini e tutti gli altri rappresentati delle istituzioni, della politica e della società civile finite nel mirino dell’uomo, è stata presentata a fine marzo. «Dopo aver pubblicato il post – spiega Giorgieri – ho presentato un’altra denuncia. Non è più diffamazione, questo è stalking: riesce a pubblicare anche 80 post al giorno contro di me e contro le altre persone finite nel suo mirino. Sto cominciando a cedere, anche psicologicamente. È una situazione che non sembra dover avere mai una fine». 

L’avvocato: «Individuare chi sta facendo questo e fermarlo»

All’inizio, quando a Follonica sono cominciati a circolare quei post, le vittime di quegli attacchi avevano pensato che senza una loro reazione, sarebbero cessati.

«Invece il livello si è alzato – aggiunge Giorgieri – e ora sta condizionando la mia vita. Domani (venerdì 24, ndr) devo partecipare a un’iniziativa contro la violenza sulle donne, nella quale mi hanno chiesto di parlare di quello che mi sta succedendo. Non potrò farlo venerdì mattina perché tra gli alunni di quelle scuole c’è anche mia figlia, alla quale sto nascondendo quello che mi sta succedendo. Ma che c’è qualcosa che non va, se n’è accorta anche lei».

L’avvocato Domenico Fiorani

Dopo l’ultima denuncia, la persona che da mesi tormenta parte della giunta di Follonica e non solo, ha aperto una nuova pagina su Facebook per continuare a offendere e perseguitare le sue vittime. Un profilo falso del parlamentare del Pd Marco Simiani

Pochi giorni fa, l’avvocato Domenico Fiorani, che assiste una delle vittime dello stalker dei social, ha presentato una memoria al pm, per richiamare l’attenzione su alcuni dettagli che potrebbero essere utili per l’identificazione della persona che da mesi imperversa con post offensivi, sessisti, denigratori.

«Soprattutto nei confronti delle donne che sono diventate sue vittime – spiega – con frasi, allusioni nemmeno velate, offese tutte a fini sessuali. Mi è capitato di leggere post agghiaccianti, offese che sono inaccettabili per chiunque le debba subire. Provo spesso a mettermi nei panni delle vittime di quelle offese e sinceramente mi sentirei perseguitato anch’io, esattamente come loro». 

La solidarietà dei dipendenti comunali

Una cosa positiva, però, questa brutta storia nata e cresciuta (anche fin troppo) a Follonica, l’ha avuta: un’ondata di solidarietà da tutta la Maremma, un abbraccio corale per l’assessora che con il suo post ha mostrato non solo il dolore provato, il limite di sopportazione raggiunto, ma anche la forza che le donne – purtroppo – sono costrette ad avere quando devono denunciare. 

Proprio oggi, giovedì 23 novembre, all’assessore è arrivata la bella lettera dei dipendenti comunali. Un centinaio quelli che l’hanno firmata, per manifestare la loro solidarietà a Giorgieri. 

 In questi giorni in cui è alta l’attenzione contro la violenza sulle donne, sia per la ricorrenza del 25 novembre sia per gli sconvolgenti fatti di cronaca ai quali assistiamo attoniti, vogliamo esprimere la nostra personale solidarietà a Mirjam Giorgieri, assessora del Comune di Follonica, bersaglio da quasi un anno di attacchi sessisti e pesanti violenze verbali, perpetrate e diffuse attraverso i social, provenienti da profili non identificabili e non controllabili.

Non dobbiamo sottovalutare le parole come strumento di sottomissione e violenza psicologica – dicono – non possiamo considerare normale quello che sta accadendo; non possiamo accettare che una giovane donna, mamma e moglie, debba essere costretta a subire offese e illazioni solo per essere assessora e amministratrice dell’ente in cui lavoriamo.

Ribadiamo il nostro sostegno a Mirjam Giorgieri nel suo ruolo istituzionale e nel suo essere donna, e chiediamo alle autorità competenti di porre fine a questo indecente e inaccettabile attacco alla persona perché tutti abbiamo bisogno di credere nella giustizia e abbiamo necessità di perseguire la nostra sicurezza e quella dei nostri cari. Mirjam, siamo con te.

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