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Pitigliano non dimentica: una via per Antonio Santarelli, eroe dell’Arma e medaglia d’oro

Cerimonia solenne per il vice brigadiere dei carabinieri morto dopo l’aggressione del rave di Sorano del 2011: «Il suo nome affidato alle future generazioni»
La targa dedicata ad Antonio Santarelli e il comandante provinciale Sebastiano Arena

PITIGLIANO. Pitigliano ha reso omaggio alla memoria di Antonio Santarelli, vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri e medaglia d’oro al valor civile, con l’intitolazione di una via cittadina a suo nome. La cerimonia si è svolta nella mattinata alla presenza dei familiari del militare, delle autorità civili e militari della provincia di Grosseto e di numerosi cittadini.

L’evento, preceduto dai saluti istituzionali, è culminato con lo scoprimento della targa marmorea dedicata a Santarelli. Presenti la vedova Claudia Francardi e il figlio Nicolò, insieme ai rappresentanti dell’Arma e delle istituzioni locali.

Il sindaco: «Un nome affidato al futuro e alla storia della città»

A intervenire è stato il sindaco di Pitigliano, Giovanni Gentili, che ha sottolineato il valore profondo dell’intitolazione. «La dedicazione di una via non significa fermarsi a un singolo momento della memoria – ha detto – L’intitolazione non si esaurisce con questa cerimonia. Dare un nome a una strada significa affidare quella persona al futuro, alle prossime generazioni, alla storia di Pitigliano. Così sarà per via Antonio Santarelli: i nostri figli e i nostri nipoti la percorreranno e la nomineranno, donando nuova vita alla sua figura».

Il sindaco Giovanni Gentili e il colonnello Sebastiano Arena

La strada intitolata al vice brigadiere collega piazza Nenni alla strada regionale 74.

Il ricordo dell’Arma dei carabinieri

Il comandante provinciale dei carabinieri di Grosseto, Sebastiano Arena, ha ricordato come il dolore della famiglia di Antonio Santarelli sia condiviso dall’intera Arma dei carabinieri, sottolineando il legame che unisce i militari anche a distanza di anni.

La targa intitolata a Santarelli

L’iniziativa di intitolare una via al graduato dell’Arma era stata avviata già nel 2024, con una delibera comunale del 31 maggio, approvata all’unanimità dal consiglio comunale, con l’obiettivo di affidare alla memoria pubblica l’esempio di una vita spesa al servizio dello Stato e dei cittadini.

La tragedia del 2011 e il sacrificio di Santarelli

Era il 25 aprile 2011 quando Antonio Santarelli, in servizio al Nucleo radiomobile della Compagnia carabinieri di Pitigliano, insieme al carabiniere scelto Domenico Marino, stava effettuando un posto di controllo per identificare alcuni giovani che avevano partecipato a un rave party illegale.

Una veduta di Pitigliano e nel riquadro Antonio Santarelli
Una veduta di Pitigliano e nel riquadro Antonio Santarelli

Durante le operazioni, uno dei quattro ragazzi a bordo dell’auto fermata aggredì brutalmente i militari con un palo di legno raccolto dalla strada. Nonostante la reazione immediata e coraggiosa dei carabinieri, Santarelli riportò gravissime ferite al capo e al volto. Ricoverato in condizioni disperate, morì l’11 maggio 2012. Il collega rimase gravemente ferito, perdendo un occhio.

Un sacrificio che oggi Pitigliano ha scelto di incidere per sempre nella propria toponomastica e nella memoria collettiva.

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