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Piscina, Rosini attacca: «Stavolta di chi è la colpa?»

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato su via Lago di Varano il consigliere Pd scrive: «L’ultimo bando che ha funzionato era della giunta Bonifazi»
La piscina di via Lago di Varano e il consigliere Pd Stefano Rosini

GROSSETO. Ci vorrà qualche giorno per chiarire cosa succederà alla piscina di via Lago di Varano dopo la sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, annulla il contratto di gestione firmato con la Olimpic Nuoto Napoli che, per il parere vincolante di Anac, non avrebbe potuto partecipare alla gara.

Il Comune, con il vicesindaco e assessore allo sport, Fabrizio Rossi, sta studiando la questione con i propri avvocati e la società Virtus Buonconvento, arrivata seconda nella gara, sarà nei prossimi giorni a Grosseto per incontrare l’Amministrazione. La Virtus Buonconvento, peraltro, aveva già gestito per due anni in passato la piscina Finetti e sta gestendo la piscina di via Dei Barberi, quindi è una società che ha già rapporti stretti con la nostra città.

Sulla vicenda si scatena anche l’opposizione. In particolare il consigliere del Pd Stefano Rosini che traccia la sua ricostruzione della vicenda.

«Stavolta non è colpa di chi c’era prima»

«L’assegnazione della piscina in via Lago di Varano – scrive Stefano Rosini – è ancora lontana dal vedersi realizzata, come invece sembrava volessero farci credere. Dopo l’assegnazione andata in porto con l’amministrazione Bonifazi nel 2015 con scadenza nel 2017, oggi nonostante due bandi comunali, non se ne sa ancora la sorte. Se la colpa anche stavolta verrà data a chi c’era prima, sappiamo bene chi ha amministrato il Comune dal 2016 al 2021».

«Ora il Consiglio di Stato ha di fatto bocciato definitivamente il secondo bando pubblicato nel 2019 per l’assegnazione ventennale della struttura. I toni trionfalistici con cui il sindaco Vivarelli Colonna e l’assessore Rossi annunciavano l’aggiudicazione vengono smentiti. Per l’assessore Rossi, dopo la questione Peep Pizzetti, un altro record: bucare due bandi (il primo nel 2017 ed il secondo nel 2019) tenendo la piscina senza affidamento definitivo dal 2017. Ad oggi quasi 4 anni. Sarà colpa di chi c’era prima».


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«Se ritorniamo indietro – prosegue Rosini -, possiamo notare che l’ultimo bando andato a buon fine per la struttura risale al 2015, proprio quando c’era l’amministrazione tanto vituperata con a capo Bonifazi. Dal 2015 venne affidata sino al febbraio 2017, con facoltà di proroga al giugno 2017. Nel febbraio 2017 la giunta Vivarelli colonna , nel frattempo insediatasi al Comune, proroga l’affidamento sino al giugno 2017. Iniziano a lavorare al nuovo bando. Pubblicandolo solo nell’agosto 2017. Va deserto. Viene presentata dalla malefica opposizione un’interrogazione per capire il perché dei ritardi e del fallimento del bando. Vaghe risposte».

«Agli inizi di aprile 2018 l’opposizione torna a chiedere lumi: perché non viene pubblicato un nuovo bando? Il 30 aprile 2018 l’ass Rossi annuncia la pubblicazione del bando imminente. Maggio 2018: l’opposizione, sempre più malvagia, chiede perché ancora non è stato pubblicato il nuovo bando, pronunciando una seconda interrogazione. Pochi giorni dopo la giunta annuncia l’imminente indizione di una gara per l’affidamento ventennale Il bando viene poi pubblicato ed a settembre 2019 Rossi e Vivarelli Colonna annunciano l’affidamento».

«Dopo il breve momento trionfale, nel febbraio 2020 si viene a sapere che l’Anac ha contestato l’illegittimità del bando e che il Comune ha impugnato il parere Anac al Tar, che nell’ottobre 2020, dà ragione al Comune. Evidentemente però qualche procedura non era del tutto regolare, perché nel novembre 2021 il Consiglio di Stato pone fine alla vicenda dando ragione ad Anac. Insomma, quest’assegnazione non s’ha da fare. Peccato che per un bando partito male poi ci rimetta chi delle strutture vorrebbe usufruirne sia per attività agonistiche che non.
Ora che facciamo? Amministrare un Comune non è facile, utilizzare la demagogia e i forti proclami può funzionare un giorno, poi però se iniziamo a bucare i bandi, a trascinare le vicende connesse nei tribunali, possiamo far squillare le trombe quanto ci pare, ma saranno i cittadini a pagare le nostre mancanze. Vicende come questa e come quella del Peep Pizzetti insegnano che illudere i cittadini con la demagogia non paga, non so però se l’attuale amministrazione abbia imparato la lezione».


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