SCARLINO. Con la morte di Franco Gaggioli avvenuta lo scorso 19 agosto, è giunta a termine anche la concessione nominale della casetta in cui viveva e che lui stesso aveva trasformato a misura di bambino.
Una nuova casa per i suoi lavori
Nonno Franco, come tutti lo conoscevano, aveva cominciato quasi per gioco a mettere insieme pezzi di legno, pine, vecchi barattoli di latta, o pezzi di copertone, ricavandone personaggi fantastici a portata di bambino. Magari sarà stato per la sua esperienza di carrista nel rione Senzuno, sarà che l’età cominciò poi a rendergli sempre più difficile occuparsi dei carri del carnevale, che Franco riuscì comunque a trovare il modo di dare corpo alla sua fantasia: da lì, un po’ per gioco e per passatempo, nacque tanti anni fa la casa di Pinolino.
Alla sua morte il pensiero di tantissime persone è andato a quella casa dei sogni e dei suoi strani abitanti; che cosa ne sarà di loro? A questo ha pensato l’assessora alle Bandite di Scarlino Silvia Travison che, in accordo con le figlie di Franco, ha trovato una nuova casa per i suoi lavori.
Un esempio da trasmettere a molti altri bambini
Per preservare la memoria e il valore di quelle opere, l’assessora Silvia Travison, in accordo con le figlie di Pinolino, ha deciso di rimuovere le installazioni dai pressi della casa e trasferirle nella sede delle Bandite di Scarlino, al Podere Ponte alle Catene dove saranno restaurate e collocate negli spazi che ospitano l’associazione Asiniamo, realtà che promuove attività educative e didattiche rivolte ai bambini e alle scuole del territorio e che si trova a poche decine di metri dalla casetta sulla spiaggia.
Un progetto per mantenere viva la memoria
«Questo progetto nasce dal desiderio di mantenere viva la memoria di Franco Gaggioli – spiega l’assessora Travison – Le sue opere rappresentano un legame autentico con il territorio e con la natura, e un grande legame con i bambini che per anni hanno popolato quel luogo attratti dai lavori di Gaggioli. Attraverso la loro valorizzazione vogliamo trasmettere ai più giovani i valori di creatività, rispetto e cura dell’ambiente che hanno ispirato tutta la sua vita».
Anche le figlie di Gaggioli hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa. «Ringraziamo di cuore il Comune e le Bandite di Scarlino per la sensibilità dimostrata. Il nostro babbo aveva un legame fortissimo con la “sua pineta” e con “il suo mare”: passava il tempo a creare giochi e sculture, seguendo il suo spirito libero. Sapere che le sue opere troveranno casa in un luogo dove i bambini potranno giocare e stare a contatto con la natura ci riempie di gioia».



