Pineta di Punta Ala, intervento decisivo contro degrado e incendi | MaremmaOggi Skip to content

Pineta di Punta Ala, intervento decisivo contro degrado e incendi

Il Comune ha i pini malati colpiti dal Matsucoccus. È iniziato il rimboschimento e la costruzione delle nuove fasce parafuoco
Un momento del rimboschimento a Casetta Civinini
Un momento del rimboschimento a Casetta Civinini

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Procedono a pieno ritmo e sono ormai in fase conclusiva i lavori di riqualificazione forestale della pineta di Punta Ala, nell’area di Casetta Civinini. Dopo l’abbattimento dei pini marittimi colpiti dal Matsucoccus, l’insetto responsabile del progressivo deperimento delle alberature, è iniziata la fase di rimboschimento.

Un intervento ritenuto necessario non solo per la prevenzione degli incendi, ma anche per la tutela del patrimonio arboreo e per garantire maggiore sicurezza alla viabilità e all’accesso alla spiaggia, trattandosi dell’unica strada che conduce alla spiaggia.

Il progetto complessivo di riqualificazione della pineta prevede inoltre la realizzazione di fasce parafuoco, una delle quali è già stata completata all’ingresso di Castiglione in direzione Marina.

«Adesso c’è il reimpianto»

L’intervento, affidato alle Bandite di Scarlino, rientra nel piano specifico di prevenzione Aib dei punti strategici nelle pinete litoranee dei comuni di Castiglione della Pescaia e Grosseto. Il contributo stanziato è di 180mila euro a fondo perduto nell’ambito della strategia forestale, misura Praf (annualità 2023).

«Sono interventi necessari ed essenziali – dice la sindaca di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi – non soltanto per la prevenzione degli incendi ma soprattutto per la riqualificazione, la salvaguardia e il benessere del patrimonio arboreo, pinetato e boschivo del nostro territorio. Le piante, come gli esseri umani, hanno un loro ciclo di vita: i nostri pini hanno circa 150 anni, oltre il doppio del loro ciclo naturale, e risultano quindi più esposti ad attacchi di malattie, insetti e funghi. Le piante dell’area su cui stiamo intervenendo erano in stato di deperimento: abbiamo tagliato i pini morti e stiamo procedendo al reimpianto, perché questo è il metodo corretto per gestire le nostre pinete e i nostri boschi».

La sindaca sottolinea anche il tema della sicurezza. «Dobbiamo governare in maniera idonea la crescita del patrimonio verde, altrimenti il degrado naturale potrebbe rendere le piante pericolose – dice – Se cadono possono costituire un rischio per la viabilità e per chi attraversa la pineta per raggiungere il mare. Si tratta di un intervento obbligatorio, anche in base a quanto stabilito dalla legge forestale regionale n. 39 per le aree boscate più esposte al rischio incendi».

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