Pilade Rotella e il significato d’esser maremmani: il giornalista che raccontò la Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Pilade Rotella e il significato d’esser maremmani: il giornalista che raccontò la Maremma

Volti di Maremma. Un protagonista del giornalismo locale che ha raccontato la Maremma tra passione, memoria e identità
Grosseto, un'alluvione per la povera gente: il libro di Pilade Rotella scritto con Luciano Bianciardi
Grosseto, un’alluvione per la povera gente: il libro di Pilade Rotella scritto con Luciano Bianciardi

di ROSSANO MARZOCCHI

GROSSETO. In un tempo oggi dimenticato ci sono stati personaggi talmente innamorati della Maremma da invitarla alla lotta, da offenderla per spronarla ad azzannare tutti coloro che la trascurano o che non la valorizzano abbastanza. Uno di questi uomini è Pilade Rotella, personaggio fuori dal tempo, appassionato giornalista e corrispondente della Rai, direttore di diversi giornali locali, fra i quali “Il Corriere della Maremma” e “L’Ombrone – Toscana Sud”.

Il racconto dell’alluvione e la collaborazione con Bianciardi

Oltre alle collezioni dei suoi giornali, Rotella ci ha lasciato importanti testimonianze del suo lavoro con il volume “Grosseto – un’alluvione per la povera gente”, una documentazione fotografica realizzata all’indomani della tragica inondazione dell’Ombrone del ‘66, fatta in collaborazione con l’amico e scrittore ben più noto, Luciano Bianciardi.

Il significato profondo dell’essere maremmani

Si legge nel libro, che “per i grossetani, anche per quelli che la città ha assorbito col tempo, è un titolo di merito essere maremmani. Ed essere maremmani, significa forza d’animo conquistata in una lotta perenne con la natura, che è difficilmente vincibile, che ha stroncato, per secoli, vite umane, ha distrutto le opere del lavoro”.

A differenza di Bianciardi, però, Rotella non avrà il coraggio e la forza di staccarsi dalla Maremma e recarsi in posti dove poter sfruttare al meglio, con la sua penna, la sua vena documentaristica, critica e narrativa.

Le opere e il riconoscimento al Premio Viareggio

Rotella scrive “Controvoglia”, una storia autobiografica, piena di memorie della Grosseto di ieri, e “Cento Pagine”, apparso nel 1971, dalla struttura autobiografica, colorato dall’ironia e da un malinconico affetto verso la sua terra.

Per quanto pubblicato nella forma più modesta possibile, senza un editoriale d’appoggio, il libro trova consensi ovunque, tanto da rientrare nella rosa finale del Premio Viareggio, con segnalazioni in vari quotidiani.

Una dichiarazione d’amore e un finale improvviso

“Il fatto è che io, come molti di voi,” scrive Pilade Rotella in una sorta di dichiarazione d’amore e di testamento ideale, che coincide con il libro sull’alluvione del ‘66, “amo questa terra, voglio vivere per lei e di lei, voglio vederla piena di sole e di vita. Il fatto è che, se la dimenticano questa “Maremma cane” e io sogno che morda: a destra, al centro, a sinistra. Ovunque ci sia qualcuno che non si ricorda di lei.”

Abituato e appassionato agli scoop giornalistici, sarà coerente fino all’ultimo, quando nel 1977, all’improvviso si saprà della sua morte: ultimo e triste colpo di teatro.


Rossano Marzocchi, nota biografica

Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.

In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.

È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.

Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).

Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.

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