Pieraccini e il KKK: «Sono i miei cani». Ma nessuno gli ha detto niente Skip to content

Pieraccini e il KKK: «Sono i miei cani». Ma nessuno gli ha detto niente

Pieraccini spiega il motivo del KKK nella chat: «Sono tre K nel nome di tre miei cani pluripremiati. Sono antifascista». Ma fra i tanti professionisti del gruppo nessuno ha eccepito
Alfiero Pieraccini con alcuni dei suoi cani e la chat XXX
Alfiero Pieraccini con alcuni dei suoi cani e la chat XXX

GROSSETO. Non si placa la polemica sulla chat del gruppo di Nuovo Orizzonte Civico per le provinciali. Una chat chiamata “KKK” con una K rossa nella foto e condivisa fra i fuoriusciti dalla Lega e altri aderenti.

Il nome che richiama il Ku Klux Klan ha fatto scoppiare un polverone. Il caso, sollevato da MaremmaOggi, è uscito su tante testate nazionali.

Ora Alfiero Pieraccini dà una sua spiegazione: «Non conosco quella sigla, non avevo mai sentito parlare del Ku Klux Klan. Quando è scoppiato questo assurdo polverone sono andato a vedere sulla rete e ho scoperto di cosa si tratta. Non condivido nulla delle tematiche del KKK, ne sono lontanissimo, mi fanno anche paura. Qui la politica non c’entra nulla. Sono distrutto, non dormo e non mangio da due giorni».

Quindi il nome sarebbe collegato ai nomi di alcuni dei tanti cani che nel tempo ha avuto Alfiero Pieraccini.

«Si chiamavano Kim, Akim ed Erik, tutti con la K nel nome, perché è un suono che i cani riconoscono bene al momento del comando. Erano cani da ferma, che hanno vinto anche numerosi premi. Sono morti fra il 2008 e il 2010 e mi sono rimasti nel cuore. Le tre K sono un richiamo al loro nome».

Alcuni dei premi vinti dal cane Akim
Alcuni dei premi vinti dai cani Kim e Akim

In qualche certificato di premiazione, a dire il vero, il cane viene scritto come Erich, col ch e non con la K. Ma lui precisa: «Hanno sbagliato, succedeva spesso. Io ho sempre detto che il cane aveva la K finale».

Un gruppo condiviso da molti, nessuno ha avuto niente da eccepire

Va detto che, magari, qualcuno del gruppo, c’è anche Angela Amante, assessora all’istruzione (alle pari opportunità e alla gentilezza), ci sono medici e professionisti, del Ku Klux Klan ci sta che avesse sentito parlare, e magari poteva far notare che in quella sigla c’era qualcosa che non andava.

«Io sono nato in via Dei Barberi, da una famiglia di operai comunisti. Ho iniziato a lavorare a 14 anni, non ho avuto modo di studiare. I cani sono la mia passione e, come detto, la K nel nome ha un significato quando li addestri. E sono legato a questa lettera, mio figlio si chiama Mirko, con la K».

E questa chat come è nata?

«L’ho creata io meno di un mese fa per gestire la mia candidatura alle provinciali. Sono quelle chat che nascono e muoiono quando hanno finito il loro scopo. Io sono antifascista, sia chiaro. Mi sono avvicinato alla Lega 8 anni fa, mi sono fatto convincere a candidarmi da Andrea Ulmi. C’è stato un percorso positivo, mi sono impegnato, ma ora non mi ci riconosco più, per questo ho aderito a Nuovo Orizzonte Civico. E sono uno che si occupa dei problemi della gente, altro che razzismo e razza bianca. Ma di cosa stiamo parlando?»

Resta il fatto che fra i tanti componenti della chat nessuno le ha fatto notare che, forse, KKK, poteva essere un problema?

«Nessuno mi ha detto niente» chiude Alfiero Pieraccini.

Tornusciolo, su Facebook: «Non siamo arrivati con la piena»

Gino Tornusciolo, che in consiglio è rimasto nel gruppo della Lega, con Giacomo Cerboni, così commenta sul suo profilo Facebook.

«La storia del gruppo Whatsapp nominata KKK del neo gruppo politico Noc (a me piace di più chiamarlo NCO, preciso non assolutamente Nuova Camorra Organizzata fondata da Cutolo ma Nco come i nomi dei dei miei 3 cani Nazzare, Camillo e Oktavio) ha dell’incredibile!»

«Ha dell’incredibile perché vogliono farsi passare per ignoranti e a noi da bischeri…»

«In quel gruppo ci sono medici, giornalisti, giovani laureati… tutta gente che occupa ruoli politici di vertice in città e non solo, i ruoli spaziano da assessore all’istruzione, consiglieri regionali, consiglieri comunali, consiglieri provinciali, segretari di partito e nessuno di loro sa cosa significava il nome?»

«Come direbbe il mio cane Oktavio, questi pensano che siamo arrivati con la piena

 

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