Picchiata per anni dal compagno: «Pensavo fosse colpa mia» | MaremmaOggi Skip to content

Picchiata per anni dal compagno: «Pensavo fosse colpa mia»

L’uomo è stato condannato a quattro anni, un mese e 10 giorni di carcere e 30.000 euro di risarcimento. La donna è stata costretta a scappare da casa con il figlioletto in braccio dopo l’ennesima aggressione

GROSSETO. «Allora mi veniva da pensare che fossi stata io ad averlo provocato, cercandole. Con il passare del tempo, però, mi accorsi che ogni volta che alzava le mani su di me, era sempre per motivazioni stupide, e io, pur mettendomi continuamente in dubbio, non capivo il perché di quello che stava succedendo e, tutt’oggi, se ci ripenso, mi rendo conto che si trattava di dinamiche strane di cui ancora non riesco a trovare motivazione». 

Sono le parole pronunciate da una donna, vittima per anni del suo ex compagno. Vittima non soltanto dell’uomo che l’ha ripetutamente e sistematicamente picchiata e umiliata, ma anche dei suoi pensieri. Così vessata, da pensare di avere qualcosa lei che non funzionasse, che non andasse bene. 

Invece, l’unico responsabile di quei sei anni d’inferno, durante i quali ad ogni separazione seguiva un riavvicinamento, era stato lui. Che tre settimane fa, è stato condannato dalla giudice per l’udienza preliminare Cecilia Balsamo a quattro anni, un mese e 10 giorni di carcere e 30.000 euro di risarcimento. La giudice ha disposto, oltre al divieto di avvicinamento fino alla fine del 2025, anche il braccialetto antistalking

Presa a pugni sul letto accanto al loro bambino

Calci, pugni, schiaffi. Minacce di morte, vessazioni. Soprattutto quando l’uomo beveva. Sono stati pochi, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, i momenti nei quali la coppia è stata felice. All’inizio della loro convivenza, nel 2015, poi durante la gravidanza e i primi mesi di vita del suo bambino, nel 2020, quando la coppia, dopo un periodo trascorso in Albania, aveva fatto rientro a Grosseto. 

Per il resto, le giornate e le serate della donna, assistita dall’avvocata Patrizia Pagano, era scandite dalle botte e dalle offese. Dal suo continuo rintanarsi in casa, pensando di aver fatto qualcosa di sbagliato per meritarsi tutta quella violenza. 

«Ha fatto sì che che interrompessi tutte le mie relazioni amicali – ha spiegato la donna ai carabinieri – perché quando uscivo con le mie amiche ero sempre condizionata da cosa potesse pensare o dire al mio rientro, così a lungo andare, per evitare fraintendimenti ero costretta a stare solo con lui». 

C’era la violenza fisica. E quella psicologica. «Mi sminuiva dicendo che, avendo passato i 30 anni, non valevo più niente, mi guardava le gambe e mi diceva che erano già sciupate». 

In un’occasione, il 39enne he gettato la sua compagna sul letto, dove dormiva il loro bambino di pochi mesi, e ha cominciato a colpirla con pugni al volto. In un’altra, lei è stata costretta a scappare con il suo figlioletto nel cuore della notte. Voleva chiamare sua madre, ma lui glielo aveva impedito strappandole dalle mani il cellulare e gridandole: «Vedrai cosa ti faccio». 

Era scappata con il solo pigiama addosso

Chiede ai carabinieri di andarsene per paura del compagno

Qualcuna delle sue amiche, di fronte alla violenza cieca dell’uomo, aveva chiesto anche l’intervento dei carabinieri che erano intervenuti nell’abitazione della coppia. Lei però, intimorita e tremolante di fronte ai militari, aveva chiesto loro di andarsene, spiegando di non essere stata picchiata ma di essere coperta di lividi perché era caduta dalle scale. 

All’amica, dopo averla avvertita che lui le aveva spaccato la faccia, l’aveva implorata di non chiamare i carabinieri, per paura di essere picchiata di nuovo

Lui, difeso dall’avvocato Roberto Cerboni, di fronte al giudice ha soltanto detto di essere dispiaciuto di quanto fatto. 

Una spirale di violenza, quella subita dalla donna, che si è interrotta l’anno scorso, quando la donna si è decisa a denunciarlo. Il giudice ha applicato subito il divieto di avvicinamento alla sua ex compagna. Divieto che ha violato e che ha fatto scattare le manette ai polsi del 39enne che, uscito dal carcere, ha passato un periodo ai domiciliari. Ora ha di nuovo il divieto di avvicinamento con il braccialetto antistalking. 

 

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