La Pastasciutta antifascista per la prima volta a Capalbio | MaremmaOggi Skip to content

La Pastasciutta antifascista per la prima volta a Capalbio

Sabato 25 luglio al campo sportivo di Borgo Carige l’iniziativa dedicata agli iscritti Anpi e Cgil: incontri con le storiche Luciana Rocchi e Maria Teresa Sega, poi musica dal vivo con i The Jumble
La pastasciuttata resistente all'Idroscalo
Un’edizione della Pastasciutta antifascista all’Idroscalo

CAPALBIO. Per la prima volta la sezione Anpi Costa d’Argento entra nella rete nazionale delle Pastasciutte Antifasciste, l’iniziativa che ogni anno si svolge in tutta Italia per ricordare uno degli episodi simbolo della storia della Resistenza italiana.

L’appuntamento è fissato per sabato 25 luglio, a partire dalle 19.30, al campo sportivo di Borgo Carige, nel comune di Capalbio.

L’iniziativa, promossa dall’Anpi e sostenuta anche dallo Spi Cgil, vuole riaffermare i valori della Costituzione, della democrazia e dell’antifascismo, nel segno della memoria storica. La partecipazione è riservata agli iscritti Anpi e Cgil.

Donne protagoniste della Resistenza

Il momento centrale della serata sarà dedicato all’approfondimento storico con il dialogo dal titolo “Donne rEsistenti”, che vedrà protagoniste due studiose della Resistenza.

Interverranno la professoressa Luciana Rocchi, storica e fondatrice dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea (Isgrec), e la professoressa Maria Teresa Sega, storica veneziana specializzata nella Resistenza e nei movimenti delle donne.

L’incontro offrirà una riflessione sul contributo femminile alla lotta di Liberazione e sull’impegno civile e politico delle donne, ieri come oggi.

La musica accompagnerà la serata

Dopo gli interventi delle relatrici, spazio alla musica dal vivo con la band The Jumble, che accompagnerà la serata con un repertorio capace di alternare chitarra acustica, canti partigiani, blues e rock’n’roll.

L’obiettivo è quello di unire il momento della riflessione storica a quello della convivialità, nel solco di una tradizione che ogni anno coinvolge migliaia di persone in tutta Italia.

Il significato della Pastasciutta Antifascista

La Pastasciutta Antifascista ricorda quanto accadde il 25 luglio 1943, quando la famiglia Cervi, a Gattatico, in provincia di Reggio Emilia, offrì gratuitamente un piatto di pasta alla popolazione per festeggiare la destituzione e l’arresto di Benito Mussolini.

Quel gesto semplice e spontaneo è diventato negli anni uno dei simboli della memoria antifascista italiana, trasformandosi in una tradizione che richiama migliaia di persone in Italia e anche all’estero.

Un’iniziativa che vuole ricordare i valori della solidarietà, della libertà, della pace, della giustizia e della democrazia, mantenendo vivo il ricordo di una pagina significativa della storia del Paese.

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