Gita di Pasquetta: ecco 10 luoghi da (ri)scoprire | MaremmaOggi Skip to content

Gita di Pasquetta: ecco 10 luoghi da (ri)scoprire

In questi giorni di festa sarà possibile esplorare alcuni angoli della Maremma: centri abitati, mare, collina o montagna, senza che nessuno se ne abbia a male, ecco 10 località da visitare
Alcune immagini dei luoghi da poter visitare: Cala violina, le cascate del Mulino, Massa marittima e le Colline metallifere, i percorsi ciclabili di Grosseto

GROSSETO. Come era il detto? Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi. E anche dove vuoi. Soprattutto in Maremma.

Come vuole la tradizione, nei giorni di Pasqua e di Pasquetta, grazie anche alla bella stagione che piano piano sta facendo capolino, la scampagnata, la gita fuoriporta, una giornata di relax o dedicata alle attività che ognuno preferisce restano un appuntamento da non farsi mancare. 

Complici due giorni festivi, il tempo a disposizione potrebbe essere l’occasione per visitare luoghi caratteristici e avere un primo assaggio della stagione che arriverà.

Sperando di aiutare eventuali indecisi dell’ultimo momento, abbiamo selezionato 10 luoghi che possono essere mete di visita in questi due giorni, dalle spiagge ai boschi, dalle colline ai borghi.

Cala Violina

Una foto di Cala Violina

Questi giorni festivi, come accennato, potrebbero essere propizi per andarsi a conquistare un primo assaggio della stagione estiva in arrivo. Una delle porzioni di spiaggia più ambite e caratteristiche del nostro territorio è Cala violina, tra macchia mediterranea e mare, è raggiungibile sia in macchina che con il pullman. La linea Tiemme ferma a Podere Laschi, da lì, con una camminata di circa 500 metri, si piu raggiungere il parcheggio dal quale parte un sentiero che porta direttamente alla spiaggia. A questo link si possono trovare alcune informazioni utili: Spiaggia Cala Violina (cala-violina.com). Ricordiamo che nei pressi di Cala violina si trovano anche Cala Martina e Cala Francese, luoghi altrettanto caratteristici.

Le capanne di Principina a mare

Le capanne fatte di tronchi e rami a Principina a Mare

Raggiungere piazzale Tirreno, parcheggiare, arrivare alla spiaggia e poi dritti in direzione sud. Questo uno dei percorsi più agevoli per trovare bene parcheggio e, dopo i primi stabilimenti balneari, l’inizio della “spiaggia selvaggia“. Un tratto di litorale con capanne fatte da tronchi e rami restituiti dalle onde, arrivati al mare grazie anche alla foce del fiume Ombrone che non è poi così lontana da qui. Accaparrarsi una delle capanne durante la stagione estiva a volte è un piccolo traguardo. Qui, davanti alle onde, ogni stagione ha il sapore di una conquista. Magari, perché no, leggendo anche “Bella capanna” il piccolo libro (disponibile gratis) che la scrittrice grossetana Roberta Lepri, ha dedicato a questo luogo.

Cascate del Mulino (Saturnia)

Una foto delle cascate del Mulino di Saturnia

La Maremma è esportata in tutto il mondo anche grazie alle immagini e al passaparola che nascono da questo magico posto. Qui le acque termali sulfuree si uniscono ad una dolce cascata che accoglie tutti i visitatori. Tra Saturnia e Montemerano, fare tappa alle cascate potrebbe rappresentare una gradita sosta, prima di riprendere magari (molto più tardi) il viaggio verso uno dei piccoli borghi dell’entroterra, stelle del firmamento maremmano. Alcune informazioni sulle cascate possono essere trovate a questo link: Cascate del Mulino a Saturnia.

Grosseto e l’Ombrone

Una vista panoramica del centro storico di Grosseto (foto di Federico Catocci)

La tradizione ci racconta di giorni pasquali passati assieme a familiari ed amici negli spazi verdi della città, o lungo l’argine dell’Ombrone. Perché, dunque, non pensare, soprattutto per quanto riguarda gli abitanti di Grosseto, ad una riscoperta della propria città? Ci sarà tempo per frequentare il centro storico, per spostarsi nei polmoni più verdi della città come il Velodromo o il Parco del fiume Ombrone (in via Leoncavallo). Uscire dalla città e raggiungere le vicine frazioni come Batignano o Roselle con la sua città etrusca, sarà un viaggio nel passato. Avvicinarsi alle frazioni balneari poi, tramite le piste ciclabili, potrà essere un piccolo viaggio nella pianura maremmana, ricca di campi colorati che baciati dal sole e di scorci caratteristici, come quello del ponte della ciclabile sul fiume Ombrone.

Parco delle Biancane

Una veduta delle biancane a Monterotondo marittimo

Ai confini della provincia, il parco delle Biancane, non è solo uno spettacolo per gli occhi dei geologi, ma anche per quelli di qualsiasi visitatore. Il colore bianco, spesso dominante, delle rocce che affiorano e contrastano con il verde della macchia, è caratteristico di questo luogo.

Il parco, oltre a mostrare un paesaggio decisamente originale, parla di geotermia e di attività umane. Qui i fluidi geotermici possono raggiungere la superficie dando luogo a vistose manifestazioni endogene naturali, come l’emanazione di gas e vapori, che avviene anche vistosamente. Proprio a Monterotondo marittimo il Mubia, il museo delle biancane, potrebbe essere un’altra tappa alla scoperta di questo territorio aspro, ma ricco di sorprese. Il geomuseo, altamente innovativo e interattivo, è reduce dal premio “Travelers’ choice Award 2021”.

Massa Marittima e le colline metallifere

Massa Marittima

L’imponente cattedrale di San Cerbone si affaccia su una piazza contornata da edifici storici. In centro è visitabile anche la Fonte pubblica che ospita l’affresco dell’albero della fecondità, oramai divenuto un simbolo della città. Essendo uno dei luoghi principe delle colline metallifere, oltre ai musei di arte sacra e quello archeologico, ospita anche il museo della falegnameria e quello della miniera. Massa marittima è toccata da percorsi adatti al trekking e alle bici. La città potrebbe anche benissimo rappresentare la prima tappa di un percorso verso borghi caratteristici più interni, come quello di Montieri, Monterotondo marittimo, Torniella, Roccastrada, o Tatti. L’affaccio sul mar Tirreno della città potrebbe anche suggerire una visita a Follonica, Castiglione della pescaia o alle altre località marittime facilmente raggiungibili.

Le vie cave etrusche

Uno scorcio delle vie cave vicino Sovana

Gli etruschi sapevano il fatto loro. I ritrovamenti delle loro città: Cosa, Roselle o Vetulonia ne sono un esempio. Per trovare i loro percorsi interamente scavati nel tufo, che camminano sotto al livello della macchia, serve di prendere la direzione di Pitigliano, lo straordinario borgo maremmano che sembra emergere dalla roccia. Esplorare le suggestive vie cave e la zona circostante sarà ancora più agevole col nuovo portare “Tuscantrail“. Nato recentemente grazie alla partnership tra i comuni di Pitigliano, Sorano e Sovana, contiene sia gli itinerari degli etruschi sia altri percorsi paesaggistici da esplorare. Le informazioni che si possono trovare sul portale parlano anche dei tre comuni, che meritano di essere visitati per la storia e le tradizioni che accolgono. Ma anche per il buon cibo.

Monte Amiata

Una delle strade che percorrono il Monte Amiata fino alla vetta

Il Monte Amiata è una di quelle mete dedicate principalmente a chi magari cerca un po’ di refrigerio, una sosta in compagnia nelle aree attrezzate, oppure un percorso in bici o a piedi tra i faggi.

Ovviamente le attrattive dell’Amiata non offrono solo questo, arrivando da Grosseto e iniziando a salire, troviamo subito Montenero e poi Castel del Piano, due centri del gusto che rappresentano anche due terrazze sul paesaggio maremmano davvero suggestive. Seggiano, Santa Fiora o Arcidosso, sono altri tre dei maggiori centri sull’Amiata che mettendo insieme storia e paesaggio, parlando dell’Amiata come una terra ricca di tradizioni e di natura. Chi si vorrà allontanare dai centri abitati, potrà sostare nelle aree attrezzate lungo i percorsi che salgono fino alla vetta, oppure nei più vasti prati delle Macinaie o della Contessa.

Parco dell’Uccellina

Un angolo del Parco dell’Uccellina (foto di Federico Catocci)

Qui la Maremma è racchiusa dentro il suo scrigno senza tempo. Le vecchie torri di avvistamento fanno da veglia ad un paesaggio che ci tiene a rimanere incontaminato. L’ambiente del parco regionale della Maremma è ricco di biodiversità e percorsi storico-paesaggistici unici. Dall’Abbazia di San Rabano alle torri, dalla macchia alla spiaggia incontaminata, il parco è visitabile a piedi, in bici, a cavallo e anche in canoa. Poter raggiungere la cima delle prime colline e guardare avanti, verso il mare che brilla al sole, alla fine della fitta pineta, sarà un’esperienza che varrà sicuramente da sola il prezzo (modico) del biglietto.

Monte Argentario

Una foto dell’affaccio di porto Santo Stefano sul mare

A occidente, il Monte Argentario guarda l’Amiata, senza alcuna invidia. Maestoso, a chiusura della laguna di Orbetello, ha ai suoi piedi località come Porto Ercole e Porto Santo Stefano. Sono sì due scali turistici di rilievo, ma rappresentano sicuramente due dei centri abitati sul mare più belli e caratteristici della Maremma.

Per chi si volesse allontanare poi dall’altezza delle onde, esistono percorsi di trekking che attraversano alcune zone del monte, ma anche attrazioni storiche, come il Forte Stella (Porto Ercole) o la Fortezza spagnola (Porto Santo Stefano). Se poi la giornata dovesse essere più torrida del previsto, basterà salire un po’ più in quota, all’altezza del convento dei padri passionisti per godere di un po’ di refrigerio e dei sapori del territorio.

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