GROSSETO. Acqua benedetta in bottiglietta, preghiera consegnata ai fedeli e benedizione affidata direttamente alle famiglie: quest’anno alla parrocchia del Santissimo Crocifisso, in via Lavagnini alla Cittadella, la tradizionale visita del parroco, don Roberto Nelli, nelle case lascia spazio a una formula decisamente insolita.
Ad annunciarlo è un cartello affisso in chiesa e nelle strade del quartiere, dove il parroco spiega che, a causa del prossimo trasferimento nella parrocchia di San Lorenzo in Cattedrale, non potrà passare casa per casa per la benedizione annuale in vista della Pasqua.
La benedizione passa al capofamiglia
La soluzione scelta è semplice: partecipare a una delle messe indicate e ricevere una bottiglietta di acqua benedetta insieme alla preghiera, così che sia poi il capofamiglia a benedire l’abitazione. E già la definizione di “capofamiglia” fa ridere da sé.
Una modalità pratica, che mantiene il rito ma cambia il modo di viverlo.
Il cartello che incuriosisce i fedeli
L’avviso, molto dettagliato, indica anche le strade interessate dal calendario e invita chi non può partecipare nel giorno fissato a scegliere una delle altre messe festive di marzo.
Un messaggio che in pochi giorni ha attirato attenzione e commenti, anche per quella formula che molti hanno già ribattezzato con ironia “benedizione fai da te”.

Il trasferimento verso la Cattedrale
Alla base della novità c’è il passaggio del parroco alla nuova destinazione pastorale, che rende impossibile seguire il tradizionale giro nelle abitazioni.
Il rito cambia forma, ma non significato: la benedizione pasquale resta, solo che questa volta passa direttamente dalle mani del parroco a quelle delle famiglie.
Don Nelli: «Decisione presa con il consiglio pastorale»
Lo stesso parroco, don Roberto Nelli, ci spiega com’è nata la decisione.
«Personalmente – dice – tengo molto alla benedizione pasquale delle famiglie perché per il sacerdote è un’occasione unica per incontrare tante persone, ma le cause, indicate nel volantino, non mi permettono di realizzarla anche in questo anno. Tuttavia ci tengo a dire che la proposta è nata dentro la comunità e in particolare elaborata con il consiglio pastorale parrocchiale e tiene conto della tradizione, della ritualità (non inventata per l’occasione) e del metodo».




