Pari opportunità ferme, Claudia Rampiconi si dimette: «Così la Commissione diventa un alibi» | MaremmaOggi Skip to content

Pari opportunità ferme, Claudia Rampiconi si dimette: «Così la Commissione diventa un alibi»

Dopo tre anni Maria Claudia Rampiconi lascia la Commissione pari opportunità del Comune di Grosseto: «Senza azioni concrete il mio ruolo rischia di essere solo formale»
Maria Claudia Rampiconi

GROSSETO. Dopo tre anni di attività nella Commissione pari opportunità del Comune di Grosseto, Maria Claudia Rampiconi ha rassegnato le proprie dimissioni. Una scelta maturata nel tempo e legata, spiega, all’assenza di una reale volontà politica di rendere questo organismo davvero operativo.

«Senza una volontà concreta – afferma – la mia presenza rischia di diventare un alibi anziché uno strumento di cambiamento». Una condizione che, secondo Rampiconi, svuota di senso il ruolo stesso della Commissione.

«I diritti delle donne non possono essere messi in pausa»

La decisione si inserisce in un contesto più ampio, che l’ex componente della CPO definisce critico per i diritti delle donne, sempre più spesso «sotto scacco e messi in discussione». In un momento storico come questo, sottolinea, le pari opportunità non possono essere relegate a organismi inattivi o bloccati da equilibri politici.

Secondo Rampiconi, servirebbero invece maggiore impegno, risorse concrete e la capacità di trasformare dichiarazioni di principio in azioni reali. «Le parole da sole non bastano più», lascia intendere.

Il “caso Schlein” e il primo strappo nel 2023

Un primo momento di rottura si era già verificato nel 2023, con il cosiddetto “caso Schlein”, episodio che aveva acceso il dibattito anche fuori dai confini locali. In quella circostanza, Rampiconi racconta di non aver potuto restare in silenzio.

In qualità di componente di una Commissione che ha tra i suoi obiettivi il contrasto al linguaggio stereotipato e sessista, intervenire era per lei un dovere. «Quell’episodio – spiega – ha mostrato chiaramente come il tema della parità di genere diventi marginale quando risulta scomodo».

«Scelte politiche hanno svuotato la Commissione»

Negli ultimi mesi, aggiunge, l’inazione della Commissione si è fatta sempre più evidente. Non per responsabilità delle persone che ne fanno parte, precisa, ma a causa di scelte politiche che ne hanno progressivamente limitato ogni possibilità di incidere.

In molte città italiane, le Commissioni pari opportunità svolgono un ruolo attivo di osservatorio istituzionale, promuovendo eventi, dibattiti e iniziative concrete. «A Grosseto – osserva – questo non accade».

L’impegno continua fuori dalle istituzioni

La parità di genere, il contrasto alla violenza e al linguaggio d’odio restano comunque al centro dell’impegno di Rampiconi, che continuerà la propria attività come cittadina e come professionista della comunicazione.

«Ho troppo a cuore questi temi per vederli invisibilizzati o ridotti a un mero adempimento formale», afferma. Da qui la decisione di fare un passo indietro: meglio lasciare, spiega, che continuare a spendere il proprio nome in un contesto privo di risultati concreti per la comunità.

Il ringraziamento al Pd e alla sorella Maria Cristina

Nel chiudere la sua dichiarazione, Rampiconi ringrazia il Partito Democratico di Grosseto per la fiducia accordata e tutte e tutti i componenti della Commissione con cui ha condiviso il percorso.

Un ringraziamento particolare è rivolto alla sorella Maria Cristina, con la quale – sottolinea – condivide da sempre, al di là delle diverse appartenenze politiche, «un impegno autentico per le pari opportunità».

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