FOLLONICA. Trasformare parte del parco centrale in un parcheggio? Una scelta «miope», che va nella direzione opposta rispetto alle sfide ambientali e urbanistiche del presente.
A sostenerlo è Claudio Saragosa, coordinatore della Pievaccia, che interviene nel dibattito sulla possibile realizzazione di 500 posti auto all’interno dell’area verde.
Saragosa mette anche in evidenza la brusca fine del progetto dell’Urban Center, guidato dall’architetto David Fantini e terminato improvvisamente nei mesi scorsi. «L’urban center aveva portato idee attuali, che guardavano al futuro in modo razionale – dice Saragosa – peccato che l’amministrazione, terminato il progetto, abbia chiuso tutto in un cassetto per attuare politiche degne degli anni ’50».
«Una visione che ignora il cambiamento climatico»
Secondo Saragosa, la proposta non tiene conto di una visione più ampia di futuro, legata soprattutto alla necessità di adattare le città al cambiamento climatico.
«Oggi – spiega – la sfida principale è capire come rispondere agli effetti sempre più evidenti del mutamento climatico. E le comunità locali possono dare un contributo importante, a partire da interventi concreti come la riduzione delle superfici impermeabili in ambito urbano».
Un tema su cui, ricorda, Follonica aveva già avviato un percorso attraverso gli incontri dell’Urban center, dove erano state presentate azioni di deasfaltatura e decementificazione per rendere il suolo più permeabile.
«Il progetto va nella direzione opposta»
Proprio per questo, l’ipotesi del parcheggio viene vista come un passo indietro.
«Impermeabilizzare ulteriormente il terreno – osserva – significa aumentare il deflusso delle acque verso un sistema fognario già in difficoltà, soprattutto con il cambiamento del regime delle piogge. È esattamente l’opposto di quanto era stato indicato come necessario».
Mobilità e consumi: «Serve un cambio di rotta»
Nel ragionamento entra anche il tema della mobilità.
«In Italia circa il 20% dei consumi energetici è legato agli spostamenti – sottolinea Saragosa – Per questo è fondamentale ridurre il traffico e rendere più efficiente il sistema, puntando su mobilità alternative».
A Follonica, ricorda, negli anni è stata avviata una rete di piste ciclabili, rimasta però incompleta e frammentata.
«L’obiettivo dovrebbe essere quello di realizzare una vera rete ciclabile interconnessa, una sorta di “ciclopolitana”. Incentivare nuovi parcheggi significa invece attirare più traffico e aumentare i consumi di combustibili fossili».
«Il parco non può diventare un parcheggio»
Oltre agli aspetti tecnici, c’è anche una questione di qualità urbana.
«Il parco centrale è uno spazio di socialità e di verde, costruito nel tempo con fatica – afferma –. Non può essere sacrificato per una funzione banale come un parcheggio».
Una scelta che, secondo il coordinatore della Pievaccia, rischia di riportare il dibattito urbanistico «indietro di decenni».
Appello a una nuova visione
Da qui l’invito ad aprire una riflessione più ampia sul futuro della città.
«Dobbiamo chiederci quale visione vogliamo per Follonica – conclude – Se vogliamo davvero ridurre i consumi, adattarci al cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita, serve andare in una direzione diversa rispetto a quella che oggi sembra emergere».
Intanto, dal gruppo arriva anche l’annuncio di iniziative nel parco per valorizzarne le potenzialità, tra eventi e momenti di socialità, con l’obiettivo di restituire centralità a uno spazio che – sottolineano – «può e deve restare un luogo vissuto, non un parcheggio». L’appuntamento è per il prossimo 3 maggio. «Si chiamerà “all’ombra del pepe rosa” e nelle prossime settimane ne illustreremo il programma».



