Pagano il pranzo all'ambulante che mantiene 4 figli in Senegal | MaremmaOggi Skip to content

Pagano il pranzo all’ambulante che mantiene 4 figli in Senegal

Due clienti e il gesto di generosità al Bistrot 19. Fusai: «Papa è nostro ospite ogni volta che viene, quel dono è stato un regalo non solo per lui ma anche per me»
Francesco Fusai con Papa

GROSSETO. Qualcuno lo chiama Papa, qualcun altro Papue o Pape. Quale sia i suo vero nome non lo sa nessuno. Ma non è un dettaglio che importa. Quello che serve sapere è che Papa è arrivato dal Senegal nel 2006. Aveva solo 13 anni e già camminava per le strade del centro con un borsone sulle spalle e gli oggetti da vendere

Giorno dopo giorno, ha conquistato abitanti e commercianti con il suo sorriso, il suo garbo, la sua bontà. Lavora come ambulante, da quando è arrivato in Italia, per mandare a casa i soldi che guadagna. In Senegal, ad aspettarlo, ha una moglie e 4 figli. 

Papa, di amici, in città ne ha tanti. Ogni giorno per lui è un giorno fortunato, ma martedì 19 dicembre, lo è stato forse un po’ di più. Perché ha trovato due clienti del Bistrot 19 che volevano offrirgli il pranzo.

Papa al Bistrot 19

Che lo facessero, però, non c’era bisogno: Papa, quando si ferma nel ristorante in piazza San Michele, un pasto caldo ce l’ha sempre, come ce l’ha in altri locali del centro o il giovedì al mercato. I due clienti, però, hanno voluto lo stesso fargli un regalo

Il regalo di Natale fatto a Papa

Papa, martedì 19 dicembre, si era fermato a salutare Francesco Fusai, titolare del Bistrot 19 e suo amico da anni. «Quando si ferma qui da noi è nostro ospite – racconta Fusai – e così è stato anche ieri. Quasi sempre ci tocca insistere per farlo sedere dentro, perché anche in pieno inverno si mette sempre fuori». 

Martedì Papa era seduto a mangiare, quando due clienti, al momento del conto, hanno deciso di fare un regalo speciale all’ambulante. «Sono venuti da me – dice Fusai – uno di loro mi ha dato 50 euro come pranzo sospeso per Papa, l’altro invece volva pagare quello che stava consumando. Ho spiegato loro che Papa è mio amico, che qua un posto per mangiare ce l’ha sempre e che è mio ospite quando viene. Quei soldi quindi, li abbiamo dati a lui». 

I due clienti, non hanno fatto soltanto un regalo a Papa. «Voglio ringraziare di cuore il signor Michele ed il signor Antonio che hanno fatto questo gesto  – dice Fusai – perché hanno reso bellissima non solo la giornata di Papa, ma anche la mia. Il mondo è ancora un bel posto».

 

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