GROSSETO. Non una scelta processuale, ma un problema di salute. È questa la spiegazione dell’assenza di Klodjan Gjoni, l’albanese di 34 anni imputato per la rapina e l’omicidio di Nicolas Matias Del Rio, il corriere 40enne ucciso dopo essere stato rapinato di un carico di borse di lusso, all’ultima udienza del processo in cui avrebbe dovuto essere interrogato.
Per oltre un’ora e mezzo l’aula ha atteso il suo arrivo. Poi dal carcere è arrivata una comunicazione formale, asciutta, quasi burocratica: Gjoni rinunciava a partecipare all’udienza. Nessun dettaglio, nessuna spiegazione ulteriore.
Il foglio dal carcere e i dubbi in tribunale
Quel foglio, giunto mentre il tempo dell’attesa si allungava, ha aperto inevitabilmente lo spazio ai dubbi. Qualcuno ha pensato che l’imputato avesse deciso di non sottoporsi all’interrogatorio, scegliendo il silenzio come linea difensiva.
Un’ipotesi che però non corrisponde alla realtà, come emerso solo nelle ore successive, lontano dall’aula di tribunale.
Il chiarimento a Regina Coeli
Gjoni, detenuto nel carcere di Regina Coeli, ha spiegato ai suoi avvocati, Riccardo Lottini e Alessio Bianchini, di non essersi presentato per un problema gastrointestinale che gli avrebbe impedito di affrontare l’udienza.
Un malessere fisico, dunque, e non una rinuncia strategica all’interrogatorio.
Nuova data: atteso il 14 gennaio
L’interrogatorio non è cancellato, ma solo rinviato. Klodjan Gjoni è ora atteso in aula il prossimo 14 gennaio, data in cui dovrebbe finalmente rispondere alle domande nel processo che lo vede imputato per uno dei fatti di cronaca più gravi e dolorosi degli ultimi anni.
Un passaggio atteso, non solo sul piano giudiziario, ma anche per la ricostruzione completa di una vicenda che ha segnato profondamente la comunità.



