GROSSETO. Più di 2mila euro interamente donati alla Fondazione Il Sole, a sostegno di progetti per l’inclusione e il sociale. Ma soprattutto un messaggio forte, nitido e condiviso: la mafia si combatte con la cultura, l’educazione e il coraggio delle parole.
È stato il cuore pulsante di “Stop alla mafia”, l’evento organizzato allo stadio Zecchini di Grosseto da Lux Events Italia in occasione della Giornata della legalità, venerdì 23 maggio, in collaborazione con il Sap, Sindacato autonomo di Polizia, e con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto e del Comune di Grosseto.
In 3500 per dire no alla mafia
Tra i protagonisti dell’iniziativa Klaudjo Viska, fondatore di Lux Events Italia, che ha ribadito il messaggio della giornata: «Basta strappare vite, basta strappare figli ai genitori. È questo quello che fa la mafia – aveva detto Viska durante l’evento, rivolgendosi ai tanti ragazzi presenti – Abbiamo fortemente voluto puntare su di voi perché siete voi il futuro del nostro Paese, noi siamo il presente».
L’iniziativa ha visto la straordinaria partecipazione di tremilacinquecento persone tra studenti, cittadini, istituzioni e forze dell’ordine, riuniti in un abbraccio collettivo di memoria e impegno civile. Momento particolarmente toccante è stato l’intervento di Rita Dalla Chiesa, che ha emozionato il pubblico con un ricordo del padre, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia nel 1982. Accanto a lei Chiara Stile, personaggio televisivo noto per la trasmissione Forum, e la giornalista Moira Armini, che hanno arricchito il confronto con riflessioni sulla responsabilità del racconto e del linguaggio nella lotta alla criminalità organizzata.
«“Stop alla mafia” – dice Klaudjo Viska – non è stato solo un evento. È stato un segnale, una presa di posizione, un momento da vivere come una comunità che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Lux Events Italia da anni è impegnata nella promozione culturale e sociale nel territorio, con la volontà di trasformare l’intrattenimento in un canale per la consapevolezza, portando avanti il messaggio di legalità con coerenza e determinazione. Perché la memoria, quando è viva, diventa azione».



