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Nuove regole, guardie venatorie in sciopero

Le associazioni venatorie si sono viste piovere addosso questo regolamento che la Regione non sembrerebbe aver condiviso con loro, le guardie volontarie sono in sciopero
Una guardia con il binocolo

GROSSETO. Lo sciopero è iniziato mercoledì 30 marzo. Federcaccia, Arci caccia, Enal caccia, Ital caccia, Libera caccia, Eps (ente produttori selvaggina), Anuu migratoristi, tutte le associazioni venatorie che svolgono attività nella provincia di Grosseto, hanno deciso di fermare le guardie venatorie volontarie.

Lo sciopero è iniziato perché la Regione ha emanato una delibera riguardante la vigilanza venatoria volontaria che secondo le associazioni e le guardie stesse, ostacola la loro attività, prevalentemente appunto, volontaria.

Con la vigilanza volontaria ferma si sono fermate anche altre attività connesse, come gli abbattimenti dei cinghiali, particolarmente importanti per regimare la popolazione dei suidi.

Le motivazioni

I punti contesati del nuovo regolamento sono più di uno, ma tutti convergono sull’organizzazione della programmazione mensile dell’attività delle guardie. Prevedendo un calendario mensile, verrebbe vanificato il supporto dei volontari: con questi parametri stringenti, sarebbero messi in difficoltà nell’organizzarsi il tempo da dedicare all’attività di guardia venatoria.

Ai guardiacaccia non risulta di essere stati interpellati sul nuovo regolamento emanato dalla Regione, e lo sciopero è sembrato l’unica arma utile per farsi sentire.

Non è prevista alcuna manifestazione. Un documento però è stato presentato alla polizia provinciale, in previsione che faccia da tramite con l’assessora competente, ovvero Stefania Saccardi.

Lo scioperò si protrarrà in avanti nel tempo, presumibilmente finché associazioni e guardie volontarie non avranno avuto una risposta da parte della Regione.

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