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Covid e attività scolastica: si cambia

La nuova circolare ministeriale sulla gestione del Covid in ambito scolastico cambia le regole, ma fa infuriare i dirigenti
Un gruppo di studenti in classe

GROSSETO. È operativa da poche ore, ma già fa discutere.

La nuova circolare ministeriale sulla gestione del Covid in ambito scolastico firmata il 3 novembre e appena inviata alle Regioni, in meno di 10 pagine, detta punto per punto cosa fare per l’individuazione e la gestione dei contatti di positivi da Covid in classe, ma nella realtà rischia di mettere in croce i dirigenti scolastici, già alle prese con la faticosa gestione del green pass, da controllare ogni mattina a tutto il personale docente e non docente che varca i cancelli della scuola.

Il documento elaborato nelle scorse settimane dall’Istituto superiore di sanità, dal ministero della Salute, da quello dell’Istruzione e dalle Regioni, infatti, contiene due novità sostanziali

  • la prima è che con un solo alunno positivo e tutti gli altri negativi al tampone, la classe non va in quarantena; con due positivi vanno in quarantena solo i non vaccinati; con tre tutta la classe resta a casa.
  • La seconda, quella che fa più discutere, riguarda la responsabilità dei dirigenti scolastici, che in presenza di un caso di Covid, se la Asl non può intervenire subito, possono sospendere temporaneamente le lezioni in presenza e avviare le procedure di comunicazione previste dal protocollo.

Il ruolo del dirigente scolastico con la nuova circolare

In sintesi, se il dirigente viene a conoscenza di un caso di positività al Covid, sintomatico o asintomatico che sia, e la Asl sia nell’impossibilità di intervenire tempestivamente, può sospendere la didattica in presenza “in via eccezionale ed urgente”, e trasmettere  le «indicazioni standardizzate preventivamente predisposte dal Dipartimento di prevenzione – recita la circolare – in accordo al presente documento per l’avvio delle misure previste dal presente protocollo».

Destinatari delle indicazioni, bambini, alunni, genitori, tutori e insegnanti che sono stati a contatto con il caso di Covid nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi o precedenti l’esecuzione del test se asintomatico, in attesa dell’intervento dell’autorità sanitaria, cui spetta, per così dire, l’ultima parola per la gestione dei casi.

Questo punto è quello che ha scatenato la reazione delle rappresentanze dei dirigenti ed è stato oggetto anche di un provvedimento del Garante della Privacy, intervenuto per chiedere alcune modifiche operative, come già era accaduto per il green pass.

«Stiamo aspettando il protocollo definitivo ma l’impressione è che non si conosca davvero la scuola nel suo funzionamento e in quelle che devono essere le priorità, con norme che incidono sul funzionamento e anche sulla funzione educativa», commenta a caldo Roberto Mugnai, segretario regionale del sindacato Dirigentiscuola.

«È il dirigente che “in via eccezionale ed urgente”, se la Asl non può intervenire, deve individuare i contatti stretti del caso positivo – ribadisce Mugnai – prescrivere le misure e comunicare le disposizioni a studenti, famiglie e anche alla Asl. Come non pensare che nuovamente si scarichino sui dirigenti scolastici norme affrettate, conseguentemente non chiare e di complessa attuazione?», conclude Mugnai.

Le indicazioni per contrastare il Covid a scuola

Al netto delle polemiche, la nuova circolare ha un obiettivo, che riporta nella lettera di trasmissione: «favorire la didattica in presenza e rendere il più possibile omogenee a livello nazionale le misure di prevenzione attuate in ambito scolastico», con la revisione del
sistema di gestione dei contatti dei casi confermati di Covid, «anche alla luce dell’aumento della copertura vaccinale e della riduzione della circolazione di SARS-CoV-2 in comunità», riporta il documento.

  • Dunque, con un solo caso (studente o docente) positivo, i contatti stretti, individuati dal referente Covid della scuola o dal dirigente secondo le indicazioni della tabella allegata alla circolare, devono fare il cosiddetto “tampone 0”, che è cura della Asl eseguire nel tempo più rapido possibile. Se il tampone è negativo si torna in classe, in caso contrario, i contatti restano a casa e si attiva il protocollo. Trascorsi 5 giorni dal tampone 0, viene fatto un secondo test. Diversa la situazione per gli insegnanti che sono stati a contatto con il caso positivo. Se vaccinati fanno il test e continuano ad andare a scuola, se non vaccinati vanno in quarantena per 10 giorni anche con il primo tampone negativo.
  • Con due casi positivi in classe, la differenza la fa il vaccino, che riguarda però docenti e ragazzi sopra i 12 anni. Per chi è vaccinato o ha avuto l’infezione e si è negativizzato negli ultimi 6 mesi, si applica la sorveglianza con il tampone 0 e a 5 giorni, mentre chi non è vaccinato va in quarantena 10 giorni anche se negativo al primo tampone.
  • Con tre casi, scatta la didattica a distanza e quarantena anche in caso di tampone positivo, con la differenza che l‘isolamento è di 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati.

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