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Non si trova più un farmaco, un uomo rischia la vita

Da settimane è diventata introvabile una medicina salvavita a base di enzimi pancreatici. La disperazione della famiglia: lo stesso problema lo ha anche Fedez
Le pasticche di Creon

GROSSETO. Da settimane è diventato introvabile un farmaco salvavita: il Creon, un prodotto per uso orale a base di pancrelipasi, enzimi pancreatici, necessari alla digestione che scindono i grassi, le proteine e l’amido in sostanze semplici.

E purtroppo, sembra che non esista un equivalente sul mercato. L’azienda farmaceutica che lo produce, l’unica in Italia, la Viatris, titolare della Aic, non riuscirebbe a  soddisfare la domanda per eccesso di richiesta. I pazienti però non possono certo aspettare, e la situazione di giorno in giorno diventa drammatica.

Qualche giorno fa, a sollevare il problema via social, era stato il cantante Fedez. Ma lo stesso problema riguarda migliaia di persone. 

La moglie disperata: «Mio marito rischia di morire»

È il caso di un settantenne che vive a Follonica e che è stato operato a Modena. All’uomo è stato asportato il pancreas. Per questo, gli enzimi, gli sono indispensabili per vivere.

«Cerchiamo quel farmaco disperatamente – dice la moglie – ma purtroppo non riusciamo più a trovarlo». I familiari, la moglie in particolare, stanno battendo tutte le farmacie della provincia e oltre, dopo che anche quella dell’ospedale si è detta impossibilitata a soddisfare la richiesta, lasciando nel dramma il paziente.

«Non sappiamo più come fare – dice esausta e esasperata la moglie del settantenne follonichese – abbiamo chiamato anche la farmacia del Vaticano che ci dice la stessa cosa di tutte le altre: il farmaco non è disponibile, e non sanno nemmeno quando tornerà sugli scaffali. Noi abbiamo lavorato tutta la vita, paghiamo le tasse, e dopo aver scoperto il male di mio marito e fatto una lunga operazione durata 14 ore e le chemioterapie, ora ci scontriamo contro una situazione a dir poco paradossale. Questi enzimi servono per l’assimilazione delle sostanze nutritive. Non si può vivere senza. Non sappiamo più cosa fare, lo Stato se ne deve rendere conto».  

Lo stesso dramma raccontato da Fedez

È stato il cantante Fedez, qualche giorno fa, a lanciare l’allarme sulla mancanza del Creon. Fedez, qualche tempo fa ha subito un’operazione simile, e in questi giorni ha raccontato, in una storia pubblicata su Instagram, del problema della mancanza del farmaco in questione.  

«Anch’io sono stato operato e mi hanno rimosso quasi tutto il pancreas – ha detto – ho bisogno di prendere gli enzimi pancreatici per poter assimilare il cibo. Sto ricevendo tantissime email da persone che come me vivono questa situazione e sembrerebbe che non si trovano più gli enzimi pancreatici in farmacia».

Il comunicato del Ministero della Salute

Dopo la segnalazione di Federico Lucia, in arte Fedez, il ministero della Salute ha diramato un comunicato stampa. 

«In relazione alla carenza di enzimi pancreatici, si precisa che la questione riguarda, nello specifico, il farmaco Creon. Si tratta di una situazione nota e indipendente dalle attività regolatorie di Aifa, che ha già da tempo fornito ai pazienti e agli operatori sanitari adeguate informazioni anche di carattere operativo.

Ad oggi l’unica azienda produttrice (Viatris Italia Srl) ha comunicato l’impossibilità di soddisfare la domanda per eccesso di richiesta. Tuttavia, come per altro già comunicato da Aifa attraverso le procedure ordinariamente utilizzate in caso di carenza di farmaci, l’Agenzia consente alle strutture sanitarie l’importazione per analogo farmaco autorizzato all’estero, nel caso in cui le strutture stesse dovessero riscontrare discontinuità nella fornitura, a livello delle reti distributive cui hanno accesso. Inoltre, le farmacie che non dovessero reperire il prodotto negli usuali canali distributivi possono effettuare un ordine diretto al titolare tramite l’apposito servizio di Customer Service. Il Ministero della Salute segue la questione, così come tutte quella afferenti a fattispecie di carenza di farmaci, con grande attenzione e pone in essere tutte le attività di competenza finalizzate a garantire la continuità terapeutica dei pazienti».

La risposta dell’azienda produttrice

Dal canto suo, Viatris, l’unica azienda distributrice del prodotto in Italia, ha aperto un canale con le farmacie per permettere l’approvvigionamento direttamente alla fonte. L’azienda, tuttavia, non produce in proprio il medicinale.

«Abbiamo ricevuto indicazione dall’azienda produttrice del farmaco, Abbott, di alcune difficoltà nella fornitura di Creon (pancrelipasi). Le difficoltà di fornitura sono dovute all’alta richiesta a livello globale», ha spiegato l’azienda all’Ansa. «Siamo quotidianamente in contatto con l’azienda che si occupa della produzione per mitigare le difficoltà di fornitura e ridurre l’impatto sui pazienti», continua. Il produttore «ci ha assicurato che sta adottando tutte le misure necessarie per mettere a disposizione Creon, così da minimizzare l’impatto sui pazienti».

La situazione è ancora bloccata

Il consiglio è quello di «assumere per un periodo un dosaggio leggermente ridotto», piuttosto che sospenderlo del tutto, dice il vicedirettore del Centro per la Ricerca e Cura sulle Malattie del Pancreas del San Raffaele di Milano e segretario generale dello European Pancreatic Club, Gabriele Capurso.

Che rivolto ai pazienti raccomanda: «Niente panico perché non c’è il farmaco, ma non è fuori produzione».

Questi farmaci contengono quegli enzimi che il pancreas – perché malato o rimosso, per esempio in caso di tumore – non può produrre. Si tratta di enzimi essenziali per scomporre gli alimenti nei nutrienti essenziali che poi servono all’organismo per le funzioni vitali. Le difficoltà maggiori si hanno con i grassi: il pancreas è l’unico organo a produrre la lipasi, la proteina che serve ad assorbire i grassi. 

I rischi per chi non riesce a prendere il farmaco

Un lungo periodo di astinenza dal farmaco per alcuni pazienti significherebbe andare incontro ai rischi della malnutrizione. Anche per questo qualcuno si sta rivolgendo a farmacie estere, soprattutto in Svizzera o nei Paesi dell’Est.

«Come associazione pazienti – ha detto Gianna Puppo Fornaro, presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica (Lifc) – monitoriamo costantemente la distribuzione segnalando alla casa farmaceutica la carenza così da richiedere forniture con carattere di urgenza laddove necessario».

 

 

 

 

 

 

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