Non sa dove dormire, l'aiutano il sacrestano e i poliziotti | MaremmaOggi Skip to content

Non sa dove dormire, l’aiutano il sacrestano e i poliziotti

Quarantenne grossetana entra in Cattedrale in lacrime perché non sa dove passare la notte. Scatta la catena di solidarietà: gli agenti delle volanti portano il cibo per la donna e le trovano una camera, il proprietario dell’albergo applica metà tariffa pagata dal sacrestano
Polizia controlli
Una volante davanti alla Cattedrale

GROSSETO. Almeno la notte del primo dell’anno, l’ha passata al caldo, in una camera d’albergo. Grazie al cuore grande degli agenti delle volanti, che sono stati chiamati dal sacrestano della Cattedrale dove una quarantenne grossetana, lunedì 1 gennaio, aveva cercato rifugio. 

Erano le 20.30 del primo dell’anno quando la donna è entrata in Duomo, dove c’erano ancora alcuni fedeli. Era in lacrime, era disperata: al sacrestano, Paolo Angelo Poli, ha spiegato di non avere un posto dove dormire. 

Le sue parole sono arrivate come un colpo al cuore dell’uomo, che ha avvisato la polizia: gli agenti delle volanti si sono dati da fare. Chiudendo, con il lucchetto della solidarietà, la catena cominciata in Duomo. 

La stanza a metà prezzo e la cena regalata

Ha 42 anni, è grossetana, e qualche volta si è trovata a vivere per strada e a dormire dove capita. Lunedì sera, primo giorno dell’anno, ha cercato rifugio nella Cattedrale di Grosseto, dove l’ha vista il sacrestano. 

«Alle 21 il Duomo chiude e bisognava trovare una sistemazione alla donna – dice Poli – Non potevamo lasciarla per strada, per quello ho chiesto una mano alla polizia, per trovarle una sistemazione». 

Il sacrestano quindi, ha chiamato il 112 ed è arrivata la volante: con una telefonata, i poliziotti hanno trovato alla 42enne una camera all’Hotel Il Parco, proposta dai titolari a metà prezzo. Cifra che si è offerto di pagare il sacrestano. I poliziotti l’hanno quindi accompagnata all’albergo, portandole anche qualcosa da mangiare per cena

«Ci siamo sentiti in dovere di fare qualcosa – spiega Simone Paparozzi – il nostro hotel è di proprietà della nostra famiglia, quindi abbiamo la possibilità di prendere decisioni come questa senza doverci pensare su troppo. Ci è sembrato il miglior modo per cominciare questo 2024: dando una mano, per quanto di nostra competenza, a una persona che era in difficoltà». 

La famiglia Paparozzi al completo: Simone Paparozzi, la moglie Ersilia d’Alessio, Valdemara Paparozzi, Mauro Paparozzi e Giovanna Librandi

L’Hotel Il Parco, in Maremma, è descritto dai proprietari come la Ryanair delle strutture ricettive. «Abbiamo tra i nostri clienti molti lavoratori – aggiunge Paparozzi – e abbiamo scelto di mantenere i prezzi bassi proprio per permettere a chi ha bisogno di soggiornare a Grosseto, di avere una camera e cibo di qualità senza spendere troppo».

Paparozzi, commercialista, la solidarietà ce l’ha nel Dna: è revisore dei conti della Lilt e da qualche mese ha cominciato a seguire anche i conti della Fondazione Il Sole. «Dedicarsi al sociale è importante – aggiunge – questo l’ho imparato dai miei genitori. Ed è ovvio che il 1° dell’anno, quando ci è stata chiesta una camera, ci siamo messi subito a disposizione». 

Senza casa e senza famiglia: 50 disperati in città

Sono una cinquantina, quasi tutti uomini, i senza tetto dei quali si prendono cura i servizi sociali attraverso il Coeso. Di questa cinquantina di persone, soltanto una ventina si rivolge, in inverno, al dormitorio, aperto dal Coeso e dal Comune, sul piazzale De Amicis. 

Avvolti nelle coperte, nascosti negli angoli della città: qualche volta sotto alle logge del Comune, davanti alle Poste centrali, sulle panchine nei giardini. 

«Di persone che vengono da noi a chiedere aiuto – dice Paolo Angelo Poli, sacrestano del Duomo – ce ne sono molte, ma la donna che si è presentata qui lunedì sera, che di tanto in tanto capita a chiederci una mano, non sapeva dove andare. Abbiamo trovato una soluzione tampone per una notte. Almeno, non ha dormito per strada». 

I servizi per i senza fissa dimora

A Grosseto è attivo l’Help center, alla stazione ferroviaria di piazza Marconi, uno sportello che offre servizio di accoglienza, prima assistenza e orientamento per persone senza dimora o per coloro che vivono in situazioni di povertà estrema. Nasce dalla collaborazione tra Ferrovie dello Stato italiane e Coeso Società della salute, con il supporto del Comune di Grosseto e della Regione Toscana, e rientra nella rete coordinata dall’Osservatorio nazionale della Solidarietà nelle stazioni (Onds). È aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 17.

Chi si rivolge allo sportello può essere orientato e indirizzato nella rete dei servizi messi in campo dagli enti pubblici e dal Terzo settore e aderire a percorsi di reinserimento sociale.

A Grosseto è attivo il dormitorio stabile, gestito in collaborazione con l’associazione Anteas, che dispone di 12 posti nella struttura di via De’ Amicis a Grosseto, per persone che intendono avviare percorsi di reinserimento sociale.

Sono attivi a Grosseto e Follonica due dormitori per emergenza freddo. A Grosseto il servizio viene erogato, per conto di Coeso SdS dalla cooperativa Solidarietà è crescita nei locali di via Gozzi, messi a disposizione dal Comune, e dispone di 20 posti letto. Le persone senza dimora possono accedere dalle 20 e ripararsi fino alle 8 del mattino. Ricevono un pasto caldo la sera, grazie alla rete di volontariato messa in campo, e una colazione al mattino.

A Follonica il servizio è reso dalla cooperativa Arcobaleno all’interno dei locali dell’ex centro “Ginestra” in via del Cassarello. Anche questa struttura può ospitare fino a 20 persone. Entrambi i dormitori aperti nell’ambito del piano freddo sono aperti fino al 31 marzo.

 

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