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Nasconde l’hashish in bocca e nelle mutande, arrestato

L’uomo, durante la perquisizione, ha morso un’agente della polizia locale a una mano. Convalidato l’arresto solo per droga, ma cadono le accuse di resistenza
Il blitz della polizia municipale alla stazione
Una pattuglia della polizia locale nella zona della stazione (foto d’archivio)

GROSSETO. Arresto convalidato, ma solo in parte. La giudice Agnieszka Karpynska ha confermato il fermo di un 34enne, nato in Sierra Leone, limitatamente al reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, facendo invece cadere le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Una decisione arrivata al termine dell’udienza di convalida per l’arresto eseguito il 3 maggio 2026 dalla polizia locale, durante un servizio antidroga in città.

Hashish nascosto in bocca e nelle mutande

Il 34enne, difeso dall’avvocata Sabrina Pollini, domenica 3 maggio era stato visto dagli agenti mentre, nei pressi della rotatoria tra via Trieste e via Braille, si avvicinava a un altro ragazzo, cedendogli qualcosa.

Alla vista degli operatori, avrebbe tentato di disfarsi della droga: prima spostando un involucro dalle mutande alla tasca, poi mettendoselo in bocca e serrandola per impedirne il recupero.

Durante la perquisizione, eseguita nel bagno di un locale che vende kebab nella zona della stazione, gli agenti hanno cercato di fargli espellere la sostanza. 

Alla fine, l’uomo ha sputato l’hashish: 14 dosi già confezionate, per un peso complessivo lordo di circa 19,91 grammi.

Gli accertamenti tecnici hanno poi stabilito un peso netto di 16,247 grammi, con una purezza del 36,39%, da cui sarebbero ricavabili fino a 236 dosi medie.

La colluttazione e il morso all’agente

Proprio durante le fasi del controllo si sarebbe verificata una colluttazione con gli agenti. Il trentaquattrenne avrebbe spinto un operatore e morso alla mano un’agente della polizia locale, provocandole lesioni giudicate guaribili in meno di venti giorni.

Un episodio che aveva portato alla contestazione dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

La giudice: «Reazione a modalità lesive»

La giudice Karpynska ha però ridimensionato questa parte della vicenda. Durante l’udienza di convalida, uno degli agenti intervenuti ha spiegato cosa sia successo domenica pomeriggio durante il controllo.

Il comportamento dell’arrestato, pur violento, sarebbe stato una reazione alle modalità dell’ispezione. Per questo, la giudice Karpynska ha fatto cadere le accuse di resistenza e lesioni. 

Resta lo spaccio: droga destinata alla vendita

Resta invece pienamente confermata l’accusa principale, quella di detenzione ai fini di spaccio

A pesare sono stati il quantitativo di sostanza, le modalità di confezionamento già pronte per la cessione e il comportamento dell’uomo, che era già finito nei guai per spaccio. 

Divieto di dimora in provincia di Grosseto

Nonostante l’annullamento delle accuse più gravi, la giudice ha ritenuto comunque sussistenti le esigenze cautelari.

La decisione si basa sulle condizioni personali dell’arrestato, che non ha né una casa e nemmeno un’occupazione stabile, oltre che sul possesso di un quantitativo significativo di droga e su un precedente specifico recente.

Per questo è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Grosseto. L’uomo dovrà lasciare il territorio entro la sera stessa e non potrà farvi ritorno senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

 

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