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Mutui in aumento: ecco come difendersi

La banca centrale europea, da luglio a oggi, ha portato il costo del denaro dallo 0 al 2 per cento. Il tasso sul mutuo è così passato dall’1,5 al 3,5 per cento, con l’aumento sostanziale delle rate
Mutui in aumento, come fare
Mutui in aumento, come fare

GROSSETO.  L’aumento del costo del denaro ha portato inevitabilmente al rialzo dei mutui: lo certifica inesorabilmente anche il rapporto mensile dell’Abi con la crescita ad ottobre, per chi ha comprato una casa e ha dovuto chiedere un prestito alla banca, che è aumentata rispetto al mese precedente, passando dal 2,26% al 2,73%.

L’unica consolazione è che gli italiani sono stati previdenti negli ultimi anni, sottoscrivendo l’80% dei mutui a tasso fisso, cosa che non comporterà dunque un aumento sostanziale delle sofferenze nei prossimi mesi.

Lievitano i costi dei conti corrente

I costi dei conti correnti sono in aumento e potranno arrivare a sfiorare i 100 euro: nel 2021 i costi di gestione dei conti correnti sono saliti, principalmente per l’emissione e la gestione delle carte di pagamento e i canoni base.

E il ritorno agli sportelli e la maggiore operatività, dopo la crisi Covid, ha fatto lievitare anche le spese variabili. Non risparmiando nemmeno i conti online: secondo l’indagine della Banca d’Italia, grazie alla grande diffusione durante la pandemia, i conti via Internet, rimanendo comunque i più convenienti, sono arrivati in media a costare 24,30 euro, 2,80 euro in più dell’anno precedente.

Tra l’altro le banche con la fine dell’era decennale dei tassi zero, stanno rimettendo a posto i propri bilanci, che stanno tornando a vedere un aumento dei ricavi dai tassi sui finanziamenti. Tuttavia la crisi energetica e le incertezze della guerra in Ucraina, dovrebbero far aumentare i crediti non pagati nel corso del 2023.

Rimanendo in tema di mutui, dall’1 al 31 dicembre 2022 si sbloccano quelli con fondo di garanzia all’80% per una serie di categorie, che vanno dalle giovani coppie ai nuclei monogenitoriali con figli minori, fino ai residenti degli Iacp e ai giovani under 36.

Mutui a tasso calmierato che si erano di fatto bloccati a causa del collegamento dei tassi applicati dalle banche con il Tegm (tasso effettivo globale medio), pubblicato trimestralmente dal ministero dell’Economia.

Federconsumatori: «Aumenti inevitabili, chiediamo al governo di confermare i decreti di garanzia»

«I recenti rialzi da parte della Bce (2 punti da luglio 2022) dei tassi di riferimento – spiega Giorgio Romualdi, presidente di Federconsumatori Grosseto – sta creando un grave disagio alle famiglie che hanno sottoscritto mutui a tasso variabile per l’acquisto della prima casa. Ad esempio un mutuo di euro 100mila euro a tasso variabile durata 25 anni, comporta un aggravio mensile di circa 150 euro, che si aggiunge ai maggiori costi che le famiglie sostengono per l’energia».

Giorgio Romualdi presidente Federconsumatori Grosseto

Pur essendo i mutui a tasso fisso circa l’80% del totale da inizio 2022, il 35% dei mutui sono stati stipulati a tasso variabile, «questo sia perché fino a luglio il tasso di riferimento Bce era zero – aggiunge Romualdi –  (quindi il cliente pagava solo lo spread alla banca), sia perché le banche in una situazione di grande incertezza scoraggiavano i clienti al tasso fisso con spread più elevati di quello a tasso variabile».

«Oggi la situazione si sta facendo insostenibile tant’è che come Federconsumatori chiederemo al governo di rinnovare 3 iniziative oggi presenti sia per l’acquisto della prima casa sia per la sospensione che sono in scadenza al 31 dicembre».

Le tre iniziative per aiutare i cittadini

Sono tre le iniziative che Federconsumatori chiederà al governo di rinnovare, per venire incontro ai cittadini che sono alle prese con il pagamento dei mutui:

  • Decreto Fondo Gasparrini: fondo di garanzia pubblico utilizzato per la sospensione dei mutui dai 6 ai 18 mesi con interessi sostenuti dal fondo per il 50% del periodo.
  • Decreto Consap che prevede agevolazione sia per l’acquisto della prima casa (garanzia pubblica dal 50 all’80% a seconda dei casi con agevolazioni per gli under 36) sia garanzia e contributi fino al 50% degli interessi dovuti nei 18 mesi di sospensione. 
  • Rinnovo degli accordi con Abi e Assofin che avevano aiutato i cittadini in difficoltà con il pagamento delle rate di mutuo nel periodo Covid-19, soprattutto per coloro che non rientrando nella platea dei beneficiari dei fondi dei decreti di cui sopra, potrebbero riscontrare difficoltà nel pagamento delle rate.

Da monitorare ed apportare modifiche l’utilizzo dei fondi Consap per gli under 36. «I nostri associati ci riferiscono sempre più spesso come le banche pur utilizzando il decreto Consap siano refrattarie a stipulare mutui a tasso fisso – dice ancora Romualdi –  richiedendo in alcuni casi ulteriori garanzia che appaiono illegittime e vessatorie. Sempre quanto riferito dai nostri associati, pare che alcune banche richiedano nel periodo di sospensione delle rate il pagamento degli interessi ai clienti per la loro parte spettante, anche questo comportamento è in contrasto con quanto previsto dai decreti».

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