Muore a 43 anni: «Aiutateci a riportarlo a casa» | MaremmaOggi Skip to content

Muore a 43 anni: «Aiutateci a riportarlo a casa»

Originario delle Filippine, Gil Catayong era arrivato con suo figlio a Grosseto nel 2011: ha lavorato in diversi ristoranti. Dopo l’autopsia, la sua famiglia vorrebbe riportarlo nel suo Paese d’origine: parte la raccolta fondi
Gil Catayong

GROSSETO. Era arrivato a Grosseto nel 2011, insieme a suo figlio che oggi ha 19 anni, in fuga dalla povertà del suo Paese d’origine, le Filippine. In città, aveva poi conosciuto quella che sarebbe diventata la sua compagna. Aveva lavorato come stagionale in diversi locali sulla costa, poi si era dato da fare in una ditta di pulizie, infine aveva seguito la sua grande passione, quella per la cucina, che condivideva con la sua compagna. 

Una vita fatta di lavoro, in una città che lo aveva ospitato e apprezzato: come i tanti clienti del ristorante giapponese sulla Castiglionese o quelli che aveva deliziato quando aveva lavorato al Lux. Ma la storia di Gil Catayong, non ha avuto purtroppo un lieto fine. Il 43enne è morto giovedì 14 marzo. La sua famiglia ha espresso il desiderio, una volta ottenuto il nullaosta, di riportare la salma nelle Filippine

Ma il costo è alto. Per questo, un’amica di Gil, ha lanciato una raccolta di fondi su Gofound me: cliccando su questo link, è possibile partecipare alla gara di solidarietà

La tragedia dopo le dimissioni

Sarà l’autopsia a stabilire cosa abbia ucciso il 43enne, morto giovedì 14 marzo nell’abitazione dove viveva con la compagna. 

L’uomo, due giorni prima si era sentito male ed era stato portato all’ospedale. Era stato visitato, poi era stato dimesso. Il giorno dopo, le sue condizioni erano peggiorate. Gil era sempre più stanco, faceva fatica a stare in piedi. Ma il mercoledì, anziché chiamare di nuovo il 118, aveva deciso di aspettare di stare meglio, probabilmente sottovalutando il suo malessere

Giovedì 14, nell’abitazione della coppia si è consumata la tragedia: la donna ha chiamato il 118 ma Gil se n’era andato. Il corpo è stato portato all’obitorio dov’è ora in attesa dell’autopsia. 

Conosciuto e benvoluto da tantissime persone, Gil aveva lavorato in diversi locali e ristoranti di Grosseto e della costa, una volta chiusa la parentesi delle pulizie al centro commerciale. 

L’appello dell’amica Sara: «Aiutiamo la famiglia»

A pubblicare l’appello sul sito di raccolta fondi Gofound me è stata Sara Bellocchi, compagna di Claudio Viska, titolare del Lux, locale nel quale Catayong ha lavorato per un periodo. «Aveva lavorato per un periodo in cucina al Lux – ricorda – poi finito il contratto, aveva trovato un impiego con la fidanzata al ristorante giapponese. Preparava il sushi, era davvero bravo e benvoluto  da tutti. Eravamo rimasti in contatto, era un gran lavoratore, una persona perbene». 

Quando Sara è stata avvisata della tragedia, ha subito cercato un modo per aiutare la famiglia di Gil. A Grosseto, oltre al figlio diciannovenne e alla fidanzata, abita anche la mamma dell’uomo che vorrebbe tornare nelle Filippine con la salma di suo figlio. 

«I familiari di Gil si sono già messi in contatto con l’ambasciata – spiega Sara – ma il costo per il rimpatrio è molto alto. Per questo abbiamo pensato di aiutare la famiglia del nostro amico con una raccolta di fondi». 

L’obiettivo è importante: servono 10.000 euro per riportare Gil a casa. Per contribuire, basta poco: da quando è cominciata la raccolta, diverse persone si sono già fatte avanti. 

 

 

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