Morto in Polonia: «Aiutatemi a riportare la salma a casa» Skip to content

Morto in Polonia: «Aiutatemi a riportare la salma a casa»

L’imprenditore aveva una doppia vita a Torun dov’è stato sepolto: la vedova non si dà pace. «Voglio almeno poterlo piangere qui prima di morire»
La tomba di Giuseppe Niccolini a Torun, il grossetano morto in Polonia
La tomba di Giuseppe Niccolini a Torun, il grossetano morto in Polonia

GROSSETO. L’ultimo appello, lo avevano rivolto nell’aprile del 2021, direttamente a papa Francesco, per riportare la salma di Giuseppe Niccolini a Grosseto. Questa volta, Ivana Cesaretti, la vedova dell’imprenditore castiglionese scomparso il 20 aprile 2018 a Torun, in Polonia, dove l’uomo aveva una seconda vita, ha affidato la stessa richiesta a chiunque possa o voglia aiutarla, pubblicando uno stato su Facebook. 

«Ho un desiderio prima di andarmene da questo mondo, avendo ormai 84 anni. – scrive l’anziana – Voglio giustizia. Aiutatemi a riportare in Italia la salma di mio marito, Giuseppe Niccolini».

L’appello della vedova

Ivana Cesaretti, classe 1934, da anni sta lottando per riavere a Grosseto almeno la salma di suo marito, morto ormai più di quattro anni fa a Torun, in Polonia, dove aveva aperto un ristorante, “Da Giuseppe” appunto, e dove aveva avuto un figlio da un’altra donna, conosciuta decenni prima a Livorno dove lavorava in un nightclub. 
«La storia di mio marito è tristemente nota dal 2018 – scrive ancora l’anziana – basta cercare il suo nome su Google e dal 2018 non ho ottenuto giustizia e non ho potuto neanche piangerlo, essendo sepolto in Polonia. Pertanto vi chiedo di poter donare quanto potete e desiderate per averlo e piangerlo qui in Italia, come desiderava lui. Senza di voi non potrò mai realizzare questo sogno. Vi prego aiutatemi. Anche un piccolissimo gesto fa la differenza.
Vi lascio Iban a cui donare IT45X0538714301000035136708 Banca BPER Grosseto, intestato a Cesaretti Ivana».
Ivana Cesaretti

Assistita insieme alla figlia Roberta Niccolini dall’avvocata Francesca Carnicelli, l’anziana aveva presentato una denuncia alla procura dopo che un ragazzo, a settembre del 2018, si era presentato a casa loro a Grosseto, dicendo che l’imprenditore non era morto, ma che era stato sequestrato. La Procura però non ha trovato riscontri alle parole dell’uomo, archiviando il caso

Una famiglia senza pace

Quando Giuseppe Niccolini è morto, in Polonia, era ancora sposato con Ivana. E legittimamente, la salma dell’uomo sarebbe dovuta tornare in Italia.

La storia dell’imprenditore con la doppia vita, che aveva lasciato a Grosseto moglie e due figlie e che aveva avuto un altro figlio dalla nuova compagna a Torun, la città di Copernico, era stata affrontata da tante trasmissioni televisive, come “I fatti vostri” o “Chi l’ha visto?”.

La tomba di Giuseppe Niccolini a Torun @maremmaoggi

All’inizio infatti, dopo che l’uomo si era presentato a casa delle due donne, che vivono a Grosseto, dicendo loro che Giuseppe era ancora vivo ma che era stato sequestrato, la speranza di riabbracciarlo vivo si era affacciata di nuovo nei loro cuori. 

Alla figlia di Giuseppe e alla nipote, la nuova famiglia dell’imprenditore non aveva nemmeno voluto dire in quale cimitero fosse stato sepolto. «Lui però voleva riposare a Sterpeto – dicono Roberta e Ivana – e noi vogliamo poterlo piangere nel luogo dove è giusto che riposi, non a migliaia di chilometri di distanza». 

Ivana ha vissuto anni senza sapere che Giuseppe, in Polonia, aveva ormai un’altra famiglia. Tornava spesso a Grosseto, passava del tempo con Ivana e Roberta, poi ripartiva, spiegando loro che a Torun aveva alcune attività da mandare avanti. Ma dalla città di Copernico, Niccolini non ha più fatto ritorno. Ed è questo che fa ancora più male a Ivana, che ora, a 84 anni, torna di nuovo a chiedere una mano, per far rientrare la salma a Grosseto. 

 

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