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Monsignor Cencioni lascia l’incarico di Proposto

A 96 anni, don Franco, come lo chiamano tutti i grossetani si ritira dal servizio. «Mi sento sollevato da un impegno che stava diventando gravoso»
Don Piero Caretti e don Franco Cencioni
Don Piero Caretti (a sinistra) e don Franco Cencioni

GROSSETO. È la fine di un’epoca: dopo 30 anni monsignor Franco Cencioni lascia l’incarico di Proposto. Lunedì 26 settembre, il vescovo Giovanni ha riunito i canonici del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo e ha annunciato la rinunzia di colui che per i grossetani è don Franco al servizio di Proposto del Capitolo, che ricopriva dal 1992.

Al suo posto, Monsignor Roncari ha nominato il canonico Gian Paolo Marchetti Proposto (parroco della parrocchia del Cottolengo e rettore del Seminario) “ad nutum episcopi donec aliter provideatur” e amministratore parrocchiale del Duomo. Conseguentemente don Marchetti sarà rappresentante legale dell’Ente chiesa cattedrale.

Contestualmente, nella riunione del Capitolo, il collegio di sacerdoti istituito per svolgere il culto divino e altre funzioni in una chiesa, il vescovo ha comunicato anche la rinuncia al servizio di parroco da parte del canonico Piero Caretti.

«Si tratta di una scelta frutto di un percorso di mesi, con la quale, da un lato, ho voluto recuperare l’antica consuetudine, interrotta nel 1949, di riunire nella medesima figura il servizio di Proposto e quello di Parroco; dall’altra è una scelta ad interim: effettueremo un percorso insieme a don Gian Paolo – che resta anche parroco della parrocchia del Cottolengo e rettore del Seminario – con l’obiettivo primario di restituire nuova centralità ad una gestione collegiale e maggiormente corresponsabile, da parte di tutti i canonici, della cattedrale, sia negli aspetti liturgici e pastorali che in quelli amministrativi», ha detto il vescovo.

Il ringraziamento del vescovo a don Franco

«Ringrazio di tutto cuore don Franco, per il servizio che ha svolto in questi 30 anni; pare quasi superfluo sottolinearne lo zelo, la passione, l’entusiasmo con cui ha portato avanti e porta avanti il suo sacerdozio. Un esempio che sarà da stimolo a don Gian Paolo, sacerdote giovane, ma ben strutturato, che in questi anni ha sempre dato prova di grande attaccamento alla Diocesi e di preziosa versatilità», ha aggiunto monsignor Roncari.

«La mia gratitudine va anche a don Piero Caretti, che cessa il suo servizio di parroco della cattedrale iniziato nella seconda metà degli anni ’90, sempre con un grande attaccamento verso la chiesa madre della Diocesi, per la quale si è speso con devozione e cura».

Una pagina nuova per la Diocesi

«Ora si apre una pagina nuova – riprende monsignor Roncari – che avrà bisogno dell’apporto di tutti. Quindi nessuno si dovrà sentire “pensionato”. L’obiettivo è fare sempre di più della cattedrale un luogo di respiro ampio sul versante liturgico, pastorale, culturale, catechetico. Attorno al Duomo, infatti, ruotano il culto verso il patrono san Lorenzo e verso la Madonna delle Grazie, ma anche molte altre iniziative che vanno sostenute, altre che andranno ripensate, altre ancora che dovranno nascere per rispondere ai bisogni di oggi. La cattedrale deve essere il volto radioso della Chiesa di Grosseto, spalancato sulla realtà rappresentata dalla piazza su cui si affaccia»

Don Franco: «i miei 96 anni cominciano a farsi sentire»

“Sono molto felice di questo percorso che si apre. I miei 96 anni iniziano a farsi sentire. Pertanto mi sento sollevato da un impegno che stava diventando gravoso, ma anche dal fatto di poter passare il testimone ad un sacerdote valido come don Gian Paolo, a cui mi lega affetto e che ho visto crescere in questi anni», ha commentato don Franco Cencioni.

«Ho accettato questo ulteriore servizio che il Vescovo mi ha chiesto, con grande tremore – gli fa eco don Gian Paolo – perché succedere a una figura come don Franco, che ha fatto davvero la storia recente di questa nostra Chiesa, non è facile. Ma anche perché gli impegni che si assommano fanno sempre temere di non farcela. Confido, però, in Dio, nel sostegno della Madonna delle Grazie e nella condivisione dei pesi da parte di tutti i canonici. Collegialità dovrà essere la parola che ci farà da bussola nei prossimi mesi».

Don Claudio Piccinini lascia Alberese e resta parroco a Rispescia 

Nel contesto dei cambiamenti in corso, nell’ultima riunione del clero, il Vescovo ha anche annunciato di aver accolto la richiesta di don Claudio Piccinini di essere parzialmente sollevato, per motivi di salute, dal doppio impegno nelle parrocchie di Alberese e Rispescia. Don Claudio, dunque, resterà parroco solo della parrocchia di Santa Maria Goretti in Rispescia.

A guidare la parrocchia di Santa Maria dell’Alberese sarà don Giuseppe Benedetti, dal 2003 parroco a Bagno di Gavorrano. Nelle prossime settimane sarà definita anche la figura che gli subentrerà a Bagno.

Altre nomine sono attese nelle prossime settimane per far fronte ad altri bisogni che si sono resi evidenti in Diocesi.

Un po’ di storia 

«Il Capitolo della Cattedrale di Grosseto, composto originariamente di otto canonici, secondo la memoria di un anonimo che si conserva nell’archivio della Curia vescovile di Grosseto, sarebbe stato istituito sotto il pontificato di Sisto IV nella seconda metà del ‘400», si legge in un comunicato della Diocesi.

«Probabilmente l’Anonimo si rifà alla bolla di Sisto IV del 2 maggio 1479, che dettava norme per regolare il possesso dei beni del Capitolo più che trattare della istituzione del medesimo. È da supporre infatti che già al momento in cui fu trasferita la sede vescovile da Roselle a Grosseto nel 1138, il Capitolo esistesse e che anzi la sua elezione sia avvenuta nell’atto stesso del trasferimento.

Infatti una Bolla del pontefice Celestino II, indirizzata al vescovo di Grosseto Rolando e al Priorio (Proposto) e canonici della Cattedrale di Grosseto, fornisce la certezza dell’esistenza del Capitolo già nell’anno 1143. La bolla stessa poi, è indirizzata al vescovo Rolando, trasferito alla sede grossetana il 9 aprile 1138.

La Propositura esiste senza dubbio dal momento stesso che ebbe vita il Capitolo della Cattedrale di Grosseto. La bolla pontifica di Celestino II del 23 dicembre 1143, parla in modo molto chiaro di canonici e “Priore” e ognuno capisce che si allude alla unica dignità che presiedeva il Capitolo. Al Proposto, nella sua qualità di curato (parroco) della parrocchia della Cattedrale, spettava il dovere di vigilare e custodire il suo gregge in ogni suo bisogno e non potendo espletare pienamente il suo compito di persona, poteva essere coadiuvato da uno o due cappellani coadiutori.

Questo fino al 1949. In quell’anno, infatti, l’incarico di Proposto è stato scisso da quello di parroco della parrocchia della Cattedrale. Il 1 agosto di quell’anno l’allora Proposto parroco mons. Giuseppe Bianchini rinunciò al beneficio, data l’età avanzata e la salute malferma. La Dataria Apostolica con bolla del 10 dicembre 1949 scisse i due benefici (incarichi).

Pertanto, in seguito a tale provvedimento fu nominato parroco monsignor Turiddo Turi e confermato invece Proposto monsignor Giuseppe Bianchini. Alla morte di monsignor Turi, avvenuta il 29 settembre 1954, fu eletto parroco monsignor Astutillo Pellegrini, il quale fu nominato Proposto dopo la morte di monsignor Bianchini.

Il suo posto di parroco della Cattedrale fu assegnato a monsignor Franco Cencioni (1962). Dopo la morte di monsignor Pellegrini, avvenuta il 19 agosto 1991, gli succedette come proposto monsignor Cencioni, mentre la parrocchia venne affidata a monsignor Roberto Nelli. Dopo don Nelli è stato parroco del Duomo monsignor Giovanni Tumiatti, a cui, infine, è subentrato monsignor Piero Caretti. 

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