Mobili e materassi nella pineta. Quattro indagati | MaremmaOggi Skip to content

Mobili e materassi nella pineta. Quattro indagati

La discarica scoperta a Principina a Mare era in un terreno privato. Le indagini dei carabinieri forestali portano a una ditta di traslochi
La discarica nella pineta di Principina a Mare
La discarica nella pineta di Principina a Mare

GROSSETO. Ci sono quattro persone indagate per la discarica scoperta nella pineta di Principina a Mare, dove da qualche settimana si trovano mobili, cassetti, borse, valigie e materassi abbandonati tra gli alberi.

A portare avanti le indagini sono stati i carabinieri del nucleo forestale di Grosseto, che hanno individuato i presunti responsabili.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i materiali sarebbero stati abbandonati da una ditta di traslochi. Da qui l’iscrizione di quattro persone nel registro degli indagati.

Abbandonano i rifiuti in pineta

Il caso aveva anche un problema pratico: la discarica si trovava all’interno di un terreno privato, circostanza che aveva impedito al Comune di Grosseto di intervenire direttamente per rimuovere i rifiuti. Proprio per questo motivo, prima di parlare di rimozione, è stato necessario attendere l’esito delle indagini dei carabinieri forestali per individuare i responsabili.

Tra il materiale abbandonato c’erano cassetti, borse, valigie, sdraio da spiaggia, giochi in plastica e materassi, accumulati in un unico punto. Una vera e propria discarica a cielo aperto nel cuore della pineta di Principina a Mare.

Sono stati proprio gli oggetti trovati sul posto a far sì che i militari indagassero su ditte di traslochi e su “svuota cantine”, anche perché si tratta in gran parte di vecchi mobili e oggetti che normalmente si trovano negli appartamenti.

La ditta, secondo le indagini, avrebbe risolto il problema dello smaltimento in modo… creativo.  

Sono quattro gli indagati per questa discarica a cielo aperto e, se saranno ritenuti responsabili, dovranno procedere alla rimozione dei rifiuti abbandonati nella pineta. Rischiano da 1 a 5 anni e la ditta da 1000 a 10000 euro di multa.

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