«Con 26 euro non riusciamo più a far partire le ambulanze» | MaremmaOggi Skip to content

«Con 26 euro non riusciamo più a far partire le ambulanze»

L’allarme della Misericordia di San Vincenzo: costi aumentati e rimborsi fermi alle vecchie tariffe. Parte la raccolta fondi per un nuovo mezzo, mentre cresce la preoccupazione per il futuro dei servizi gratuiti
Un’ambulanza della Misericordia al distributore

SAN VINCENZO. Dietro ogni ambulanza che parte c’è un volontario che lascia quello che sta facendo, sale a bordo e dedica il proprio tempo a qualcuno che ha bisogno. Ma per far partire quell’ambulanza servono carburante, assicurazione, manutenzione, pneumatici. Servono apparecchiature, presidi sanitari e mezzi efficienti.

E il volontariato, da solo, non basta a pagare tutto questo.

È un grido d’allarme quello lanciato dalla Misericordia di San Vincenzo, che mette sul tavolo due problemi strettamente collegati: la sostenibilità economica dei servizi sanitari e la necessità di sostituire uno dei mezzi utilizzati per il soccorso.

L’associazione ha così deciso di rivolgersi direttamente ai cittadini e alle imprese del territorio, dando il via a una raccolta fondi straordinaria per acquistare una nuova ambulanza e rinnovare le apparecchiature elettromedicali di bordo.

Ma dietro la richiesta di aiuto c’è una questione più grande.

La Misericordia sostiene infatti che, continuando così, potrebbe diventare sempre più difficile garantire gratuitamente alcuni servizi di trasporto sanitario ordinario.

«Rimborsi fermi al 2018: 26,04 euro per ogni servizio»

Il numero intorno al quale ruota la denuncia dell’associazione è 26,04 euro. È questa, secondo quanto riferisce la Misericordia, la cifra riconosciuta dall’Azienda Usl per alcuni servizi di trasporto e soccorso. Una tariffa che sarebbe ferma ai valori del 2018.

Da allora, però, il mondo è cambiato.

Sono aumentati i prezzi dei carburanti, i costi delle assicurazioni e quelli delle manutenzioni. Sono cresciute le spese per acquistare i mezzi e quelle necessarie a dotare le ambulanze delle apparecchiature e dei presidi sanitari indispensabili.

Un divario tra entrate e costi che, secondo la Misericordia, è diventato ormai difficile da sostenere.

L’associazione chiede quindi anche alla Regione Toscana un intervento a sostegno del volontariato, affinché il sistema possa continuare a garantire servizi capillari sul territorio senza scaricare i maggiori costi sui cittadini.

Il rischio: meno trasporti oppure servizi a pagamento

È questo l’aspetto che preoccupa maggiormente. La Misericordia mette infatti in guardia sulla possibilità che, senza un riequilibrio economico, sia necessario ridurre progressivamente i trasporti sanitari ordinari.

Sono quei servizi che ogni giorno permettono a tante persone, soprattutto anziani, fragili o pazienti con difficoltà negli spostamenti, di raggiungere ospedali e strutture sanitarie per visite, terapie, controlli ed esami.

L’alternativa, spiega l’associazione, potrebbe essere ancora più dolorosa: dover rifiutare alcune richieste oppure effettuare determinati servizi chiedendo il pagamento di una tariffa sufficiente almeno a coprirne i costi.

Uno scenario che la Misericordia vorrebbe evitare.

Perché il punto, secondo l’associazione, non è soltanto far quadrare un bilancio. È riuscire a preservare un modello nel quale il volontariato contribuisce a garantire servizi essenziali anche a chi avrebbe maggiori difficoltà a sostenerne direttamente il costo.

«Molti pensano che paghi tutto lo Stato, ma non è così»

C’è poi un altro equivoco che la Misericordia vuole provare a cancellare. La convinzione, piuttosto diffusa, che le associazioni impegnate nel soccorso e nel trasporto sanitario siano interamente finanziate dal sistema pubblico.

Non è così, sottolinea la Confraternita.

La Misericordia è un ente del Terzo Settore che può contare innanzitutto sul lavoro dei propri volontari e che deve trovare le risorse necessarie per sostenere una parte importante della propria attività.

Ed è proprio questa rete di volontariato che consente quotidianamente di mantenere sul territorio una presenza capillare.

«Ogni giorno i nostri volontari mettono a disposizione il loro tempo per garantire assistenza e primo intervento a chiunque ne abbia bisogno – sottolinea la dirigenza della Misericordia di San Vincenzo – Oggi però siamo noi ad aver bisogno della comunità».

«Con 26,04 euro non copriamo nemmeno carburante e usura»

La preoccupazione dell’associazione nasce soprattutto dalla distanza tra il rimborso ricevuto e il costo che, nella realtà, deve essere sostenuto per mantenere un mezzo su strada.

«Rimborsi di 26,04 euro a servizio non permettono neppure di coprire l’usura dei mezzi e il carburante – spiegano dalla Misericordia – figuriamoci l’acquisto di un veicolo attrezzato di ultima generazione».

Da qui l’appello.

«Senza un aiuto concreto da parte dei cittadini, mantenere gli standard operativi attuali diventerà impossibile».

Una situazione che porta la Misericordia a rivolgersi anche alle istituzioni, chiedendo che venga affrontato il problema delle tariffe riconosciute al mondo del volontariato.

Perché l’acquisto di un’ambulanza è l’emergenza di oggi. La sostenibilità dell’intero sistema è invece la questione di domani.

Parte la raccolta per una nuova ambulanza

Nel frattempo c’è un obiettivo concreto da raggiungere.

La Misericordia ha aperto una campagna straordinaria di raccolta fondi per acquistare una nuova ambulanza di soccorso, insieme alle moderne attrezzature elettromedicali necessarie per equipaggiarla.

Un investimento che l’associazione considera direttamente legato alla sicurezza dell’intera comunità.

Per questo l’appello non è rivolto soltanto ai singoli cittadini, ma anche ad attività commerciali, aziende e realtà economiche del territorio.

Ogni contributo potrà concorrere all’acquisto del nuovo mezzo e al mantenimento dell’operatività della Confraternita.

Anche il 5×1000 può aiutare la Misericordia

Un’altra possibilità è rappresentata dal 5×1000.

Chi vuole sostenere l’associazione attraverso la dichiarazione dei redditi può indicare il codice fiscale della Confraternita di Misericordia e del Santissimo Sacramento di San Vincenzo ODV nell’apposito spazio destinato agli enti del Terzo Settore.

Codice fiscale: 01006580490

La sede dell’associazione è in via San Francesco 8 a San Vincenzo.

Per destinare il 5×1000 è necessario inserire il codice fiscale 01006580490 e firmare nel riquadro dedicato al sostegno degli enti del Terzo Settore.

L’appello alla Regione: «Sostenere il volontariato»

La raccolta fondi potrà servire a comprare un’ambulanza. Ma resta aperto il problema strutturale denunciato dalla Misericordia.

Se i costi aumentano mentre i rimborsi rimangono fermi, avverte l’associazione, prima o poi il sistema rischia di non reggere più.

E dietro quei conti ci sono servizi utilizzati ogni giorno da persone che devono raggiungere un ospedale, sottoporsi a una terapia o semplicemente tornare a casa dopo una prestazione sanitaria.

Per questo la Misericordia chiede un sostegno alla Regione Toscana e, contemporaneamente, tende la mano alla comunità di San Vincenzo.

Perché dietro i lampeggianti e le sirene c’è certamente il tempo regalato dai volontari.

Ma c’è anche un’ambulanza che deve essere acquistata, rifornita, assicurata, mantenuta efficiente e attrezzata.

E senza risorse, anche la disponibilità più generosa rischia prima o poi di non riuscire a partire.

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