PIOMBINO. La notizia dell’imminente chiusura del cinema teatro Metropolitan di Piombino è scoppiata come una bomba, inaspettata e culturalmente devastante, destando una polemica in cui le opinioni dei cittadini si incontrano anche con quelle dei consiglieri di opposizione, ma che, di tutta la vicenda, hanno preso in considerazione solo una cosa: il fatto in sé, al Metropolitan si cala il sipario.
Le ragioni della chiusura
Le ragioni dell’imminente chiusura sono state ampiamente spiegate in una conferenza stampa che vedeva esporre la complessità della questione, ma che si può tuttavia riassumere in tre punti principali:
- un gestore che da anni segue il Metropolitan con continue proroghe senza però aver vinto alcun bando, di qui la necessità di riportare la giustizia in città, affidando, attraverso la stesura di un bando l’incarico al vincitore dello stesso, ciò non toglie che possa anche essere lo stesso gestore se le proposte saranno meritevoli;
- dalla necessità di un nuovo bando ne deriva la verifica di tutti i requisiti necessari, tra questi l’idoneità per la vulnerabilità sismica.
- dunque, per questo e non per altri motivi, dal momento che l’edificio non ha mai dato cenni di cedimento, si è proceduto con le analisi e relative verifiche specifiche, molto complesse ed invasive, come i carotaggi.
La risposta data dalle analisi ormai la conosciamo tutti: il Metropolitan non è sicuro. E non lo è perché l’errore è a monte, nella costruzione stessa dell’edificio. Le pareti sono troppo sottili in proporzione della loro altezza ed ampiezza, quindi, in alcune porzioni circoscritte dovranno essere fatti dei lavori che per forza di cose vanno effettuati e per forza di cose portano il Metropolitan a chiudere i battenti almeno per un anno.
La polemica della Pietrelli
La polemica, scatenatasi sui social, ha per Ferrari dell’incredibile, soprattutto quella venuta da parte di Martina Pietrelli, consigliera d’opposizione, che si è lasciata andare a critiche pungenti, attinenti anche alla raccolta firme:
«Dunque, avevamo ragione a preoccuparci. Il Metropolitan chiude per davvero. Senza sapere quando riaprirà – scrive Pietrelli sui social -. Ricordo i sorrisini di superiorità dell’assessore alla cultura in consiglio comunale mentre rispondeva alla nostra interpellanza accompagnata da oltre 2mila firme. Della serie “noi sappiamo già cosa fare, che volete?”.
Nei mesi di febbraio e marzo vennero raccolte oltre duemila firme per scongiurare la chiusura dell’unico cinema teatro della città.
«Abbiamo visto il risultato di tanta superiorità, la stessa che ritroviamo nelle parole scritte oggi per giustificare questa ennesima prova di incapacità. Perché di questo si tratta. Non essere capaci. Al di là dei problemi oggettivi, non si lascia una città senza la sua ormai unica struttura per fare cinema, teatro, ma anche musica, assemblee, senza aver creato prima un’alternativa. E i tempi per crearla, questa alternativa, c’erano. E invece, nulla, o meglio discorsi circa improbabili quanto ridicole alternative come il Drive in al Parco 8 marzo, (del resto ci sta che con il cambiamento climatico a gennaio e febbraio ci si stia bene al cinema all’aperto!) che dimostrano semplicemente l’improvvisazione e la sottovalutazione con la quale l’amministrazione ha gestito questa vicenda. Sulla scena restano anche cinque famiglie senza più un posto di lavoro, ma pazienza, tanto con la cultura mica si mangia! Come dice il famoso ritornello. Bene, ma non benissimo.”
La risposta di Ferrari in consiglio
Parole pesanti quelle di Pietrelli che hanno colto nel vivo i sentimenti del sindaco Ferrari che nel consiglio comunale di ieri, mercoledì 23 luglio, ha voluto precisare quello che forse è sfuggito a molti. E lo fa con parole chiare, concise e pungenti al tempo stesso.
«Qualcuno vorrebbe farci sentire in colpa perché avviamo un primo stralcio funzionale alla ristrutturazione e alla messa in sicurezza del teatro Metropolitan. Qualcuno con grande leggerezza sui social dice che l’amministrazione è incapace. Saremmo, dunque, incapaci perché ci siamo posti il problema della messa in sicurezza di una struttura su cui voi non vi siete mai chiesti nulla sulla sua sicurezza. Voi – dice Ferrari riferendosi ai consiglieri di opposizione – non vi siete mai posti il problema di un adeguamento strutturale. Non vi siete mai posti il problema neanche di mettere a bando la gestione come è giusto che sia, come la legge impone di fare. E, oggi, noi ci dovremmo sentire in colpa perché a settembre, ottobre, partiremo con i lavori per rendere quell’impianto sicuro».
«Se ciò significa essere incapaci sono felice di essere considerato tale. E sono felice di non essere molto capace come chi ha governato e non si è posto il problema e si è fregato della sicurezza dei cittadini. Non è possibile mantenere in piedi un edificio così come è senza avere alcun rispetto della tutela dei cittadini. È per la loro sicurezza che il teatro verrà messo a norma ed è perché lo si vuole affidare ad un nuovo gestore che questo primo stralcio del progetto deve essere effettuato anche in vista del progetto funzionale».
«Non è possibile fare certi lavori mantenendo il teatro aperto. Altra cosa – puntualizza Ferrari – la colpa della chiusura del teatro non è di questa amministrazione. Il problema è a monte. Per cui in qualsiasi momento si fossero fatte le prove di vulnerabilità sismica queste avrebbero dato lo stesso esito indipendentemente da chi fosse stato il primo cittadino. La sicurezza, prima di tutto”.
Marco Vita: «Questo è un primo stralcio del progetto»
Un progetto preliminare che guarda oltre il teatro in un’ottica di lungimiranza:
«C’è la necessità di adeguare questa struttura perché noi vogliamo continuare a farci le attività tali che prevedono un accesso consentito ad un numero di persone non indifferente – spiega Vita, assessore ai lavori pubblici -. Non verrà transennata la zona, non verranno messi appostamenti in via Giordano Bruno, non verrà fatto niente al mercato coperto e il bar Falesia potrà procedere con il suo lavoro. Quello che noi facciamo è sospendere le attività del cinema teatro per poter poi riutilizzare il Metropolitan con la stessa funzionalità. Questo è solo un progetto preliminare in vista di un progetto esecutivo che mette in programma una riqualificazione totale del teatro che, probabilmente, comprenderà anche la parte del mercato coperto con un intervento unitario».
Due cinema, entrambi chiusi
Tra le critiche c’è anche chi chiede la riapertura dell’Odeon, ma anche questa opzione era già stata valutata in corso d’opera e, purtroppo, non è fattibile.
«Oltre all’aver preso in considerazione la Corte pentagonale e il Castello per quanto riguarda la parte teatrale, e il Drive in per quanto riguarda le opere cinematografiche, – spiega Sabrina Nigro, assessora alla cultura – abbiamo avuto anche delle interlocuzioni con la proprietà del cinema Odeon, chiuso ad aprile, per vedere se fosse stato fattibile realizzare in quei locali la stagione teatrale, quest’ipotesi però è stata bocciata, facendo dei sopralluoghi perché anche lì ci sarebbero dei lavori da fare. La struttura nasceva come cinema teatro, ma negli anni è stata poi utilizzata solo come cinema e per tornare ad essere teatro è necessario intervenire, ma con i tempi si andrebbe troppo lunghi. Verificheremo se qualcosa legato sempre al cinema sarà possibile, al momento quest’opzione non è considerabile».
IL VIDEO – L’intervento del sindaco in consiglio comunale