Il Metropolitan cala il sipario, va chiuso. Ferrari: «Errori progettuali, è a rischio» | MaremmaOggi Skip to content

Il Metropolitan cala il sipario, va chiuso. Ferrari: «Errori progettuali, è a rischio»

Le indagini hanno rilevato che le pareti sono troppo sottili. Saranno fatti i lavori per renderlo sicuro, ma non riaprirà prima del 2026-2027
Il cinema teatro Metropolitan
Il cinema teatro Metropolitan

PIOMBINO. Una questione tanto complessa quanto delicata quella del Cinema Teatro Metropolitan di Piombino, di cui da mesi si sente parlare di chiusure immediate, analisi e controlli da fare. Adesso le indagini preliminari sono state svolte e l’esito è tutt’altro che positivo, ma la colpa è insita nel Metropolitan stesso.

Alla conferenza stampa, tenutasi questa mattina, Francesco Ferrari, sindaco di Piombino, affiancato dai suoi stretti collaboratori che in questi mesi hanno svolto un lavoro encomiabile, Marco Vita, assessore ai lavori. pubblici e Sabrina Nigro, assessora alla cultura, ha spiegato le ragioni per cui al Metropolitan da domani si cala il sipario per poi riaprirlo, ma non prima del 2026/2027.

Le indagini, non è conforme

Il resoconto delle indagini svolte dalla società incaricata per effettuare i rilievi è tutt’altro che positivo, il cinema teatro non è conforme alle norme che garantiscono la stabilità della struttura.

«È stato svolto un enorme lavoro collegiale e approfondito per cercare di risolvere i problemi del Metropolitan. Il risultato derivato dalle indagini appena comunicato dalla società incaricata è che tale edificio è una struttura con un eclatante problema progettuale – dice il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari – le pareti hanno delle larghezze non consone all’ampiezza delle stesse, in altre parole sono troppo alti e troppo sottili per reggerne l’intero complesso».

«Faremo un intervento di adeguamento strutturale e, intanto, proporremo altre soluzioni. Non siamo rimasti con le mani in mano, nel frattempo che gli approfondimenti venivano eseguiti, anzi, pronti ad ogni evenienza, abbiamo lavorato nelle scorse settimane e ancora stiamo lavorando per garantire la continuità degli eventi culturali anche a fronte di un simile disagio».

Nigro, Ferrari e Vita in conferenza stampa nella consiliare del Comune di Piombino
Nigro, Ferrari e Vita in conferenza stampa nella consiliare del Comune di Piombino

Marco Vita: «Il Metropolitan chiude il sipario e riaprirà nel 2026/27»

Il Metropolitan è un edificio che è stato costruito nei primissimi anni del ‘900 e ristrutturato e completamente stravolto nel 1951.  

«La volontà dell’amministrazione è mettere a bando la struttura che da molti anni a questa parte viene ceduta allo stesso soggetto tramite una serie lunghissima di proroghe – spiega Marco Vita, assessore ai lavori pubblici. Per mettere a bando la struttura, però, servono tutti i requisiti e certificazioni del caso. Si tratta di un immobile pubblico, frequentato da oltre 400 persone, per cui uno dei requisiti obbligatori è l’analisi di vulnerabilità sismica della struttura».

Pareti non abbastanza spesse, è a rischio

L’impresa specializzata di Milano ha effettuato le dovute prove e i carotaggi, analisi complesse che hanno rilevato in parti circoscritte dell’intero edificio, la precarietà dovuta ad uno spessore delle pareti non idoneo

«L’esito è che su alcune porzioni circoscritte le norme non sono rispettate, in particolare il problema riguarda, a fronte dell’elevazione, la snellezza di alcuni paramenti murari– sottolinea Marco Vita – Questo implica un certo fattore di rischio. Preso atto in questi giorni della comunicazione da parte dell’impresa, abbiamo valutato l’accertamento e abbiamo cercato di capire come fare per poter adeguare la struttura. Abbiamo chiesto anche altre opinioni, tutte con pareri unanimi, la necessità è quella di un adeguamento della struttura». 

La stessa azienda che fa le analisi, però, non può essere quella che dà la soluzione:

«Abbiamo chiesto ai progettisti che collaborano con l’architetto Marco Moscogiuri di fare un sopralluogo, il progettista che già si era occupato di riqualificare l’officina culturale Falesiana e che, qualche anno fa anche della riqualificazione architettonica e funzionale del cinema teatro Metropolitan, in un progetto che prevede anche la rivisitazione degli ambienti, con l’ingresso del Bar Falesia direttamente all’interno del cinema e non dalla strada».

All’interno del progetto preliminare di allora c’era anche un progetto di riqualificazione statica dell’edificio, che era imprescindibile dalla riqualificazione funzionale.

«Ci siamo rivolti a chi aveva già i modelli, il rilievo e aveva già messo le mani sulla struttura per abbreviare le tempistiche. È già stato fatto il sopralluogo volto a capire la tipologia di intervento e i costi che vanno di pari passo con la velocità dello stesso. Sarà un intervento relativamente breve, perché interessa solo alcuni ambiti, un primo stralcio della riqualificazione statica dell’edificio. L’affidamento diretto della progettazione da cui possiamo partire con un incarico in tempi velocissimi, potrebbe partire verso settembre o ottobre».

Le strutture circostanti

Per quanto riguarda le strutture circostanti, il mercato coperto, il bar Falesia e le associazioni che hanno sede in quell’edificio ci sono delle annotazioni da fare.

«L’analisi di vulnerabilità sismica è necessaria per chi ha una frequentazione sopra le 400 persone. Le analisi avendo riscontrato la vulnerabilità solo in porzioni localizzate ci fanno ritenere che le attività, come quella del mercato coperto e del bar Falesia non debbano essere compromesse. Non si parla, dunque, di pericolo di crollo. Per quello che è successo negli anni al mercato coperto, il crollo dell’intonaco, non è dovuto a problemi strutturali. Inoltre, nel corso degli anni, la struttura del Metropolitan non ha mai dato cenni di cedimento, e tutte le ristrutturazioni e i controlli del caso sono sempre stati svolti dall’amministraizione. L’unico motivo per cui sono state fatte le analisi è stato per la normativa relativa al bando».

«Le associazioni presenti al piano sovrastante verranno momentaneamente spostate in altri ambienti che stiamo già valutando insieme, affinché nessuno abbia conseguenze negative dall’intervento».

Sabrina Nigro: «Per garantire l’attività culturale le soluzioni alternative ci sono»

La stagione teatrale prossima non si potrà fare, ma l’offerta culturale non si ferma:

«L’attività del Metropolitan verrà sospesa. Sia le attività del cinema che quelle del teatro non potranno procedere – spiega Sabrina Nigro, assessora alla cultura -. Con Fondazione toscana spettacolo abbiamo pensato ai vari approcci per poter continuare la collaborazione con una nuova logistica, per poter garantire un’offerta culturale alla città, magari usando la corte pentagonale, dove qualche spettacolo si è già tenuto ed ha avuto un feedback positivo. L’area si presta bene, anche a eventi diversificati. Rivedremo l’offerta in una versione diversa atta alla location di destinazione. Qualcosa verrà fatto all’interno del Castello e stiamo guardando anche altre possibilità o aree da poter utilizzare. Per quanto riguarda l’offerta cinematografica è al vaglio anche l’idea di un drive-in al Parco 8 marzo. Certo è che l’offerta culturale continuerà ad andare avanti».

In concomitanza alla fine dei lavori verrà redatto anche un bando per una nuova gestione del Cinema teatro Metropolitan. Verrà poi in definitiva abbracciato anche il mercato coperto per dare una soluzione concreta e complessiva all’intervento.

«Un progetto, questo, – conclude Ferrari – che vede una grande lungimiranza e un’enorme attenzione da parte degli assessori Nigro e Vita che, insieme ,hanno collaborato e stanno collaborando, per poter offrire continuità alla cultura e garantire la ripresa del cinema teatro Metropolitan, un edificio simbolo della città di Piombino».

 

Sabrina Nigro, Francesco Ferrari e Marco Vita
Sabrina Nigro, Francesco Ferrari e Marco Vita

 

 

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