GROSSETO. Le case in vendita diminuiscono, i prezzi continuano a salire e trovare un’abitazione in affitto è diventato sempre più difficile: questo è più o meno il quadro del mercato immobiliare grossetano. A raccontarlo sono gli agenti immobiliari, che ogni giorno si confrontano con le richieste degli acquirenti e con le difficoltà di chi vorrebbe trovare un’abitazione in affitto.
Secondo i dati diffusi dall’ufficio studi di Idealista, nel terzo trimestre del 2026 l’offerta di abitazioni in vendita è diminuita del 2% in provincia di Grosseto rispetto ai tre mesi precedenti. Una flessione più contenuta rispetto alla media nazionale, che raggiunge il 5,6%, e la più bassa tra le province toscane. Nel capoluogo, invece, il calo è del 3,5%.
Ma i numeri, secondo gli operatori del settore, non bastano a descrivere quello che sta accadendo. A incidere sul mercato sono anche i prezzi, le abitudini degli acquirenti, la disponibilità dei proprietari e un clima di incertezza che condiziona le scelte delle famiglie in ogni settore, anche in quello immobiliare.
Meno richieste, ma chi cerca casa è più deciso
Il mercato immobiliare di Grosseto è molto complesso e i contatti con le agenzie sono diminuiti, ma sono aumentati i contatti finalizzati all’acquisto. Gli acquirenti sono più decisi a comprare e sanno meglio cosa vogliono.
«Sono diminuite le richieste, le email e le telefonate. Prima arrivavano più messaggi generici. Adesso chi cerca una casa ha le idee più chiare, ci contatta per immobili specifici e chiede di visitarli – dice Roberta Saccani di A&G Real Estate – Da un certo punto di vista è quasi meglio così, perché chi chiama è realmente interessato all’acquisto. Il mercato è cambiato negli anni, ma da sempre dopo le vacanze è più attiva la zona del mare, perché in molti acquistano sulla costa per passare le proprie vacanze nell’anno a venire».
«Settembre risente della fine dell’estate, perché le persone hanno speso per le vacanze. Poi però tornano a pensare ai loro progetti. La casa al mare rimane un sogno per tanti e a ottobre iniziano già ad arrivare richieste per acquistare immobili nelle località balneari – continua – Il mercato è cambiato molto e questo ci dà qualche difficoltà nella programmazione del lavoro».
E un altro tassello importante del mercato, che non pensa minimamente a calare, è il mercato del lusso. «Sono molti gli stranieri che vogliono acquistare case di lusso, in genere cercano vecchie costruzioni in pietra oppure qualche casa sul mare – dice Marco Monaci di LeMòn Immobiliare – Quello è un mercato sul binario opposto, ma nella zona di quel tipo di rudere non ce ne sono molti».
Prezzi sempre più alti e poche abitazioni disponibili
Secondo Monaci, il mercato immobiliare non sta attraversando un periodo particolarmente favorevole. Il contesto internazionale e le incertezze economiche influenzano le decisioni degli acquirenti, che spesso preferiscono conservare i propri risparmi. E anche il mercato grossetano risente di questo colpo.
«I dati vanno presi con le pinze, perché un immobile può essere cancellato da un portale per motivi diversi dalla vendita – dice Monaci – Anche confrontandomi con i colleghi emerge questa necessità di fare attenzione ai numeri. Nel momento in cui siamo è normale che ci sia una riduzione delle vendite: con la paura e i timori dovuti alla situazione mondiale, il consumatore tende a non investire, ma a tenere da parte i risparmi per qualsiasi evenienza».
«Tutto questo poi va a intaccare i tassi d’interesse, che salgono, anche se in questo momento stanno calando – continua Monaci – I prezzi sono aumentati e l’offerta si è abbassata molto dopo un volume di vendite più alto, registrato dopo il Covid-19 e gli interventi del Superbonus 110%. Il nuovo è quello che va per la maggiore, diciamo che l’acquirente preferisce spendere 500 euro in più al metro quadrato per un’abitazione nuova piuttosto che acquistarne una più vecchia».
La scarsità di abitazioni disponibili ha modificato anche il lavoro delle agenzie. Se in passato la collaborazione tra professionisti era spesso necessaria per trovare un acquirente, oggi un immobile interessante può essere venduto direttamente dall’agenzia che lo acquisisce.
«Quando c’erano più immobili disponibili collaboravamo maggiormente tra agenzie – conclude Saccani – Adesso, con un’offerta così ridotta, può bastare mettere una casa in pubblicità per trovare un acquirente senza bisogno di collaborazioni».
Affitti, la domanda è altissima ma le case non ci sono
Se il mercato delle compravendite presenta delle difficoltà, quello degli affitti è ancora più complicato. Su questo punto le testimonianze dei due agenti immobiliari coincidono: le richieste sono numerose, ma le abitazioni disponibili sono poche.
«Il mercato degli affitti è praticamente fermo, perché non ci sono case da affittare. I proprietari preferiscono tenerle chiuse e sfitte, secondo me per un problema di paura e timori nell’affittare casa a degli sconosciuti – racconta Saccani – Molti poi hanno tante richieste: non vogliono animali, chiedono molte garanzie e qualcuno non vuole neanche anziani o bambini».
L’accesso agli affitti è un problema enorme, anche perché sempre più proprietari chiedono garanzie che il territorio non può fornire. In una zona dove si lavora prevalentemente grazie al turismo e all’agricoltura, è un problema riuscire a trovare contratti di lavoro stabili per affittare una casa.
«C’è una grandissima sfiducia. I proprietari cercano persone con uno stipendio sicuro, magari dipendenti statali o con un contratto a tempo indeterminato. A volte non vogliono nemmeno liberi professionisti o persone con partita Iva – dice Saccani – Ci sono proprietari che preferiscono pagare le tasse e l’Imu e lasciare la casa vuota. Pensano che, se affittano a 500 euro al mese, alla fine dell’anno incassano 6mila euro e rischiano poi di spenderli tutti per sistemare l’immobile. Preferiscono aspettare, magari pensando che un giorno ci andrà ad abitare un familiare».
La paura dei proprietari e le richieste di garanzie
Secondo Saccani, sulla diffidenza dei proprietari incidono anche il modo in cui vengono raccontati i problemi legati agli affitti e una legge che non riesce a tutelare il proprietario.
«La televisione e l’informazione hanno spaventato molto su questo tema. Si parla continuamente di case occupate, di persone che non pagano il canone e non lasciano gli immobili. Questo crea sfiducia e porta tanti proprietari a non voler affittare. A volte sento fare discorsi assurdi, soprattutto nei confronti degli stranieri – dice Saccani – Io ho affittato molte case, ma non mi è mai capitato un inquilino moroso. C’è chi non paga l’affitto, ma non tutte le persone sono uguali».
La ricerca di garanzie economiche è diventata quindi un elemento centrale nella scelta degli inquilini. Tra le possibilità valutate dai proprietari ci sono anche le fideiussioni bancarie, che però possono risultare costose e difficili da ottenere.
«Le fideiussioni vengono prese in considerazione, ma le banche non sempre le concedono e hanno costi elevati. A volte diventa quasi più conveniente pagare alcuni mesi di affitto in anticipo – dice Saccani – E tutto questo si riflette nella mancanza di case sul mercato: oggi ogni agenzia ne ha una o due al mese e spesso non rimangono disponibili a lungo».
«Dieci anni fa avevamo 15 case in affitto, oggi due o tre»
Anche Monaci descrive un mercato delle locazioni in difficoltà. La domanda è cresciuta, mentre la disponibilità di immobili si è ridotta, anche a causa della diffusione degli affitti turistici.
«La richiesta di case in affitto è alle stelle. Dieci anni fa potevamo avere anche 10 o 15 immobili da affittare, oggi ne abbiamo due o tre – dice Monaci – Dopo il Covid-19 molti proprietari hanno iniziato a preferire gli affitti brevi e questo ha ridotto ulteriormente la disponibilità per le locazioni continuative. Il lavoro si concentra molto più sulla vendita che sull’affitto».
Per alcune agenzie, inoltre, la gestione degli affitti è meno conveniente rispetto alle compravendite, perché in genere prendono una mensilità del canone stabilito.
«Lavoriamo soprattutto con clienti storici, persone che magari hanno già comprato casa attraverso di noi e conoscono il nostro modo di lavorare. Non abbiamo avuto problemi di sfratti o mancati pagamenti, perché cerchiamo di scegliere bene gli inquilini fin dall’inizio – dice Monaci – Quando una casa si libera, generalmente riusciamo ad affittarla di nuovo».
Anche lui conferma che alcuni proprietari pongono limitazioni nei confronti di alcune categorie di persone, ma sottolinea che la tipologia di contratto di lavoro non è necessariamente una garanzia della qualità dell’inquilino.
«Non è detto che un dipendente statale sia automaticamente l’inquilino migliore – dice Monaci – La differenza la fanno anche altri aspetti. Molti locatori vedono un dipendente pubblico come la persona giusta semplicemente perché, in caso di mancato pagamento, c’è uno stipendio su cui eventualmente rivalersi».
Il mercato del lusso non conosce la stessa crisi
Accanto alle difficoltà del mercato tradizionale, esiste però un settore che continua ad attirare acquirenti: quello degli immobili di lusso, soprattutto nelle campagne toscane. Secondo Monaci, la domanda arriva in particolare dall’estero, con clienti americani e tedeschi interessati a casali, poderi e abitazioni che conservano le caratteristiche dell’architettura rurale toscana.
«Il mercato del lusso viaggia su un altro binario e non risente della crisi nello stesso modo. Gli americani e i tedeschi cercano la casa tipicamente toscana, con la pietra, le volte e gli elementi caratteristici dei vecchi casali – dice Monaci – Prima cercavano soprattutto immobili con piscina, oggi valutano anche proprietà senza, purché ci sia la possibilità di realizzarla».
Le cifre possono raggiungere anche i due milioni di euro, ma pure in questo segmento la disponibilità di immobili è limitata. «La richiesta c’è, soprattutto da parte degli americani, ma non abbiamo tantissima scelta nel nostro territorio – dice Monaci – È un mercato che continua a muoversi e che si estende anche ad altre zone della Toscana, come Pisa e Firenze».





