Mercato del giovedì in crisi: costi alle stelle e vendite in calo | MaremmaOggi Skip to content

Mercato del giovedì in crisi: costi alle stelle e vendite in calo

Tra rincari, grande distribuzione ed e-commerce, i commercianti raccontano un gennaio nero e banchi sempre più vuoti. E molti ambulanti rinunciano anche a venire a Grosseto
Da sinistra: Gianluca Lo Presti e Salvatore Annunziata
Da sinistra: Gianluca Lo Presti e Salvatore Annunziata

GROSSETO. La piazza degli affari di Grosseto, ovvero il mercato del giovedì, sta vivendo un periodo difficile, sia per il  calo fisiologico di gennaio che si registra ogni anno nel commercio sia per la situazione economica che attanaglia l’Italia e il resto del mondo. Una stretta che pesa sempre di più sui piccoli commercianti, come chi lavora con un banco al mercato.

«Io vengo dalla provincia di Livorno e, tra benzina e costi vari, ci rientro per il rotto della cuffia per venire a Grosseto – racconta un commerciante – La situazione è questa: i costi per lavorare sono aumentati e le vendite sono diminuite».

Da sempre gennaio e febbraio sono mesi di sofferenza per il commercio, visto che dopo le feste natalizie le persone spendono meno. Ma quest’anno, secondo chi lavora tra i banchi, il tracollo è stato più netto.

«Il mercato non sta andando bene»

Il mondo del commercio è sotto pressione da anni e a restare a galla sono la grande distribuzione e gli e-commerce, grazie a costi più contenuti, sia per il potere d’acquisto sia – nel caso dell’online – per il minor impiego di personale. Una differenza che si riflette nei prezzi al consumatore, più bassi rispetto a quelli dei piccoli esercenti. Per chi ha un negozio di quartiere o un banco al mercato, la partita è decisamente più complicata.

«Non è più come una volta: ci sono tante catene di distribuzione e le persone hanno meno soldi a disposizione – dice Salvatore Annunziata, commerciante – Il passaggio di gente c’è e molti hanno le buste in mano, ma spesso sono acquisti fatti dal fruttivendolo o dal rosticciere. Anche le feste di Natale non sono andate benissimo per noi, diciamo che questo 2025 è iniziato in modo particolare».

La crisi nazionale è evidente anche nel grossetano, dove sempre più persone fanno fatica ad arrivare a fine mese. È il fenomeno della cosiddetta povertà relativa: si lavora, ma il reddito non basta a coprire tutte le spese. In un contesto simile, è inevitabile che si rinunci ai beni considerati superflui, come l’abbigliamento, anche quando i prezzi sono contenuti.

«A gennaio c’è sempre stato un calo delle vendite, ma quest’anno è stato molto più marcato – spiega Gianluca Lo Presti, commerciante – I motivi sono diversi: i centri commerciali che attirano sempre più persone, il fatto che la gente abbia meno soldi in tasca e anche gli acquisti online».

I posti vuoti al mercato

Nella mattinata del 15 gennaio non sono mancati alcuni spazi vuoti tra i banchi del mercato e sono di chi arriva da fuori provincia.

«Chi viene da Cecina o da altre zone spesso non si presenta, perché non rientra più nelle spese per arrivare fino a Grosseto – racconta Nicola Orefice, commerciante – Con gli aumenti continui, dal carrello della spesa alle utenze, è normale che poi le persone non riescano a fermarsi a comprare. Ormai lavoriamo un po’ di più d’estate, quando arriva qualche turista in città».

In piazza Esperanto e in piazza De Maria il passaggio non manca, tra anziani, fedelissimi del mercato e chi passeggia. Quello che manca sono i soldi per fermarsi a comprare.

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