Maurice Nio firma l'anfiteatro Settimio Bianciardi | MaremmaOggi Skip to content

Maurice Nio firma l’anfiteatro Settimio Bianciardi

L’architetto olandese era a Capalbio ospite di un’amica fotografa quando ha incontrato il sindaco Gianni Chelini: «L’ho trascinato a fare un sopralluogo, lui ha accettato di disegnare il progetto gratuitamente»
L’anfiteatro firmato Maurice Nio

CAPALBIO. Sarà in vetro, acciaio e calcestruzzo e firmato dal grande architetto olandese Maurice Nio scomparso pochi mesi fa.
Il progetto del nuovo Anfiteatro del Leccio a Capalbio è stato presentato dal presidente Eugenio Giani e dall’assessore al Turismo Leonardo Marras insieme al sindaco di Capalbio, Gianfranco Chelini.
La struttura sorgerà appena fuori dal centro abitato, prendendo il posto dell’attuale teatro, su una collina che domina la parte storica della città.

Da sinistra: Leonardo Marras, Eugenio Giani e Gianfranco Chelini

 Appena verrà firmato l’accordo di programma tra Regione Toscana e Comune di Capalbio, la Regione, che finanzia l’opera per l’80% per un totale di 1 milione di euro di fondi regionali, erogherà metà del contributo stabilito, cioè 500mila euro. L’altra metà, alla consegna dell’opera, al 31 dicembre 2025.

L’incontro casuale con l’architetto olandese

Maurice Nio è morto a soli 64 anni l’11 luglio del 2023. Qualche tempo prima, era ospite da un’amica artista e fotografa, Susana Serpas Soriano, a Capalbio. «Susana venne in Comune insieme all’architetto perché doveva sbrigare delle pratiche – ricorda il sindaco Gianfranco Chelini – e me lo presentò. Io colsi la palla al balzo e gli chiesi di venire a fare un sopralluogo all’anfiteatro. Accettò. Ma quando ci trovammo lì, mi disse che quello spazio era davvero brutto».

L’architetto Maurice Nio

Fu allora che il primo cittadino decise di buttarsi. «Gli chiesi se fosse stato disponibile a farci un progetto di riqualificazione – racconta il primo cittadino – aggiungendo però che per quel lavoro, non c’erano soldi. Lui accettò. Io avevo in mente un altro architetto, italiano, famosissimo, al quale affidare l’opera. Avevo già il suo numero di telefono in tasca ma sono stato contento di non averlo utilizzato e di aver chiesto a Nio di realizzare questo progetto». 

Per sugellare l’accordo fatto, Chelini, con la fotografa Soriano e con l’architetto olandese che ha firmato l’ampliamento del Centro Pecci di Prato, opera di architettura che ha rilanciato a livello globale l’immagine di Prato come città della contemporaneità della Toscana, andò a pranzo al Capanno dei Caprai.

L’anfiteatro dedicato all’ex sindaco Settimio Bianciardi 

L’anfiteatro del Leccio, dedicato all’ex sindaco Settimio Bianciardi, scomparso tre anni fa, ospiterà le iniziative culturali della Piccola Atene. «E sarà aperto anche alle scuole – dice ancora il sindaco Chelini – Per ospitare le iniziative che lì vorranno organizzare». 

«Sono davvero contento – ha detto l’assessore regionale al Turismo e all’Economia, Leonardo Marras – di poter dire che un piccolo comune che ha però una dimensione decisamente più grande della sua effettiva estensione, possa, grazie al contributo della Regione, realizzare un sogno. Capalbio che già si distingue per contenuti culturali eccezionali, da oggi possiamo dire che si distinguerà anche per un contenitore che darà stabilità alla grande offerta culturale con un segno straordinario dal punto di vista dell’architettura contemporanea che è, al tempo stesso, anche un’opera monumentale».

Il tocco d’infinito di Maurice Nio

Inserito in un spazio a cui Nio ha dato il nome di “A touch of infinity”, l’anfiteatro avrà le strutture necessarie e un tetto convertibile in modo da poter essere chiuso e far assistere a spettacoli quando il sole è troppo forte.

La base del teatro all’aperto sarà realizzata in calcestruzzo gettato in opera. Le aree di seduta saranno realizzate con pannelli prefabbricati in calcestruzzo rifiniti con pietre di mosaico di vetro. Dietro le sedute, sotto una collina artificiale, si troveranno i servizi: bagni, spogliatoi, un’area tecnica e un’area di circolazione dove riporre gli oggetti, se necessario.   

Il museo Pecci a Prato

Le capriate del tetto convertibile, appositamente progettate, in acciaio, verniciate in colore antracite avranno tutti i cavi per l’illuminazione nascosti in questi tralicci. Il tetto convertibile è progettato in tessuto bianco. L’illuminazione di fatto sarà fondamentale: le capriate e le gradinate in acciaio del teatro saranno sottilmente illuminate da speciali apparecchi a 360 gradi

Nel complesso, sarà un’opera che ha il plus di rappresentare una riqualificazione del paesaggio in un’integrazione ben ponderata e ispirata al contesto esistente. Un progetto ambizioso con un significativo valore economico per la città, un’attrazione pensata per richiamare turisti stranieri e italiani da lontano anche al di fuori della stagione estiva. 
 

 

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