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“Margini” fa volare Grosseto alla Mostra di Venezia

L’opera di debutto del grossetano Niccolò Falsetti si svelerà il 1° settembre a Venezia e dall’8 nei cinema. Insieme a Francesco Turbanti lo racconta, come un film a metà tra finzione e realtà
Un fermo immagine dal film “Margini”

GROSSETO. Una coppia di americani loro, un negroni (rigorosamente sbagliato) io. Nel frastuono del locale in piazza Dante nell’orario di aperitivo anche la scelta del cocktail dice bene chi sia lo straniero al tavolo.

Dall’altra parte, i due, si conoscono invece molto bene. Hanno già i capelli al vento e gli occhi lontani di chi è montato sul veliero che farà scalo alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nella sezione “Settimana della critica”.

La nave è stata battezzata “Margini“: il lungometraggio dove la città di Grosseto è uno dei personaggi principali.  

Ma basta misteri. Al tavolo davanti a me, uno accanto all’altro, Niccolò Falsetti (classe ’87) e Francesco Turbanti (classe 1988). Niccolò ha firmato la regia e la sceneggiatura del film, Francesco è il suo co-sceneggiatore (insieme anche a Tommaso Renzoni). Si conoscono fin da bambini. Alle medie hanno fatto gli scout insieme e hanno anche frequentato lo stesso liceo, il classico di Grosseto.

Dopo le superiori Falsetti si è laureato in “Forme e tecniche dello spettacolo” all’Università La Sapienza a Roma, dove ha trovato la sua dimensione nel mondo del cinema, dietro a una telecamera, riscuotendo i primi successi sul web con i video del gruppo di film makers Zero.

Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti

All’Univeristà Turbanti non lo ha seguito, lui dopo un primo periodo la ha accantonata per seguire una scuola di recitazione, un’esperienza di rottura e scoperta che lo porterà a co-fondare la compagnia Dynamis. Turbanti, non proprio per caso, assomiglia nel look a David Bardelli, il proprietario del negozio del centro storico “Rudeness“, vicino alla cultura del film e anche consulente artistico del film.

Per Falsetti si tratta del primo lungometraggio. L’opera di debutto si svelerà il 1° settembre a Venezia e dall’8 nei cinema. Davanti ad un cocktail i due raccontano di come tutto sia nato e di quanto Grosseto sia proprio al centro di “Margini”.

La locandina ufficiale disegnata da Zerocalcare

“Atrebil” l’embrione

Dopo le superiori le loro strade si sono solo apparentemente separate: non si sono mai persi di vista. Falsetti e Turbanti nel loro cassetto dei sogni in comune (anche se preferirebbero non si raccontasse) hanno ancora quel cortometraggio scritto a 4 mani all’età di 14 anni. Il titolo è il palindromo di “Libertà”: “Atrebil“. Forse questa parola nasconde un sentimento e uno stato d’animo sempre ricercati in una città come quella di Grosseto, che gli sembrava troppo spesso asfittica. Fin da ragazzi hanno sempre cercato di fare qualcosa che colorasse il posto in cui vivevano.

«C’era una calma piatta a Grosseto, noi volevamo fare qualcosa, abbiamo iniziato con lo scrivere – ricorda Niccolò – con altri studenti del classico fondammo un gruppo musicale, e iniziammo a suonare insieme, a provare e sperimentare».

Margini: la vera opera prima

Lo stesso “Margini”, il primo lungometraggio che Falsetti sta portando a Venezia, è un film sul provare, sul “provarci”, sull’andare per tentativi per cercare di riuscire.

Una foto sul set del film (foto del fotografo di scena Francesco Rossi)

Ambientato a Grosseto il calendario del racconto filmico si apre nell’anno 2008. Iacopo Edoardo e Michele, componenti di un gruppo punk della città, si sono rotti di suonare a sagre e feste dell’Unità. L’occasione di poter andare a Bologna ad aprire un concerto di una famosa band punk americana li esalta. 

Il giorno della partenza però arriva anche una spiacevole chiamata, quella che li avvisa dell’annullamento del concerto. I tre non si arrendono ai morsi della delusione: se loro non andranno, saranno i Defense a venire a Grosseto. L’organizzazione si rivelerà tutto fuorché semplice e sarà messa alla prova anche la loro stessa amicizia.

«Il gruppo è il vero protagonista – dice Turbanti posando il suo americano – La band scalcinata di ragazzi vuol chiamare i Defense a Grosseto, pensando però poi in un secondo momento a come organizzare il tutto. Lì arriveranno i veri problemi. La città, insieme a loro, fa parte a pieno titolo del racconto, la si può vedere da uno spiraglio, attraverso i protagonisti. Non parliamo della vita di provincia direttamente, ma attraverso la prospettiva di questi ragazzi che suonano musica punk, una realtà percepita come aliena».

Un’immagine dal film “Margini”

La storia di Margini è un racconto di fantasia, ma come i migliori, attinge da un buon fondo di verità:  «Il film è un racconto che, oltre alla vita di provincia, parla della nostra storia di giovani in questa città. La musica punk, per esempio – racconta Falsetti – è stata sempre una nostra passione comune. Con altri “scappati di Grosseto” abbiamo fondato qualche anno fa la band “As one crew” facendo concerti in varie zone. E con altri appassionati di punk, nel 2007 contribuimmo a portare al campino sportivo di Roselle i Medball (una band newyorkese nata negli anni ottanta) simbolo del punk. Anche in quel caso ci furono band ad aprire il concerto – conclude il regista – tra queste i Payback. Tutto questo ci ha dato molti spunti per la creazione di “Margini”».

Il film, a come raccontano Falsetti e Turbanti ha raccolto sì spunti nel tempo, ma è nato da una scintilla di 10 anni fa: «Dopo aver letto “Costretti a sanguinare” – dicono i due – la bibbia del punk. Lì abbiamo scelto di buttare giù una sceneggiatura che poi si è materializzata in film. Per le riprese abbiamo fatto poi il casting a gennaio 2020. La pandemia purtroppo ci ha fermati e abbiamo ripreso nel 2021, riuscendo a girare tra il 19 aprile e il 22 maggio dello stesso anno».

Un’immagine dal film

Margini prodotto da Dispàrte (Alessandro Amato e Luigi Chimienti), Manetti bros. e Rai Cinema si è poi rivelato una sorta di lavoro collettivo, un po’ come fare musica nella loro band: «Con la produzione si è instaurato un rapporto di lavoro condiviso, ognuno partecipava attivamente alle scelte – dice Niccolò – e questo ha permesso anche di condividerle ma anche di prendere in libertà delle decisioni autoriali»

A Venezia ci sarà tanta Grosseto quest’anno

Turbanti era già stato alla mostra di Venezia «Come attore ci ero stato per il film “Acciaio“» dice.  Anche Falsetti aveva già partecipato, non come regista, ma per via di sue collaborazioni con altri film che avevano fatto tappa all’importante festival del cinema.

Questa volta ci andranno da protagonisti. Il film infatti, cova dentro di sé un cuore grossetano. Margini è  un condensato di “maestranze grossetane”: «Per il film abbiamo fatto affidamento a professionisti maremmani che conoscevamo da anni. Da Alessandro Veridiani che si è occupato della fotografia, a Ginevra De Carolis che ha curato i costumi, comprese tante altre persone che si sono occupate di supportarci nelle operazioni: insomma a Grosseto c’è un substrato vivo e vivace di persone che sanno fare, e fare bene, nel mondo del cinema».

Un’altra immagine dal film “Margini”

Margini, il giorno dopo

Falsetti e Turbanti con questo lavoro sono coscienti che, comunque vada, riusciranno a guardare con ancora più coscienza al futuro. «Non mi voglio mai creare delle aspettative – dice Falsetti – quello che spero è che con questo film si possa dare continuità ad un percorso autoriale». Un proverbio dice “squadra che vince non si cambia” e seguendo anche questo detto, la stessa squadra produttiva sembra già lavorare a pieno regime su un nuovo film, se sia di fantasia o neorealista è ancora un mistero, nessuno dei due si sbilancia. «C’è sempre qualcosa di reale» chiosa però Turbanti alla fine.

Le persone dietro al film

Questo un breve elenco, escluso quello delle altre numerose comparse non segnalate, delle persone che hanno contribuito alla realizzazione di Margini insieme a Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti:

Alessandro Veridiani – Direttore della fotografia, 
Ginevra De Carolis – Costumista,
Martina Franci – Assistente Costumi,
Iacopo “Pische” Pineschi – Fonico di presa diretta
Mirko Guerrieri – Fonico live
Francesco “Cino” Ciarapica – Location manager
Benedetta Gori – Ispettrice di produzione
Marta Fusari – Direttrice del doppiaggio
Niccolò xx – Stagista fotografia
Alice Petrucci – Runner
Barbara xx – Aiuto costumi aggiunta
Benedetta Petrilli – Assistente scenografia
David Amodeo – Attrezzista di preparazione
Benedetta Rustici – Capogruppo comparse
Amalia De Biasio – Attrice
Massimo Dolce – Attore
Luigi “Gigi” Ambrosio – Bar Ricasoli, comparsa
David “Rudeness”Bardelli – Consulenza artistica
Danomay – Autore del brano MSSC

 

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