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Mai più altri “casi Improta”

Il Pd presenta una proposta di legge per sostenere persone come Elena, condannata a pagare 267.000 euro di spese legali per la causa intentata dopo la nascita del figlio tetraplegico
La parlamentare Ilenia Malavasi insieme a Elena Improta e a Marco Simiani

ORBETELLO. Mai più “casi Improta”. Il caso di Elena Improta approda in Parlamento, grazie a una proposta di legge presentata dal Pd. Proposta di legge che già dal suo titolo, “Fondo di garanzia a beneficio delle parti soccombenti in giudizi relativi a danno subiti da neonati al momento del parto e impossibilitati al pagamento”, precisa il suo scopo. 

Denuncia l’ospedale, la condannano a pagare 267.000 euro

Ricordiamo brevemente la vicenda che ha visto come protagonista  Elena Improta, che da anni si batte nelle aule dei tribunali per chiedere giustizia a seguito di quanto accaduto nel momento della nascita di suo figlio. Un parto purtroppo che ha visto un bambino venire al mondo con gravi disabilità, oggi un uomo di 34 anni.

Da quel giorno Elena Improta decide di iniziare una battaglia legale perché a suo avviso chi l’aveva assistita in quei momenti aveva probabilmente compiuto errori gravissimi, fino a rendere suo figlio affetto da tetraparesi spastica, non avrebbe mai parlato e camminato. Negligenza dei medici che i giudici dopo 27 anni di battaglia legale, non hanno riconosciuto e in Cassazione la vicenda si è conclusa con la richiesta del pagamento di 267mila euro per le spese legali.

Con questa decisione rischia di dover chiudere anche la “Casa di Mario” una struttura che negli anni è stata creata ad Orbetello, per ospitare in tre appartamenti 8 o 9 disabili che assistiti da operatori specializzati possano condurre la loro vita.

Simiani: «Sostegno per chi vuole giustizia ma non può permetterselo»

Abbiamo parlato con il parlamentare PD Marco Simiani, firmatario della proposta di legge assieme alla collega Ilenia Malavasi.

Simiani aveva letto la triste storia di Mario e dopo aver contattato la madre e conosciuto il caso nei dettagli, ha presentato mercoledì 24 gennaio una proposta di legge affinché tutte le donne che dovessero trovarsi nella stessa posizione di Elena, potranno ricevere anche un’assistenza economica. L’intento infatti, è quello di creare un fondo dedicato, che possa coprire le spese legali per quelle famiglie che vorranno intraprendere un percorso di richiesta di giustizia.

«Capita che in alcuni casi le famiglie decidano di non fare causa proprio perché impossibilitate a sostenere le ingenti spese – dice il parlamentare Marco Simiani – altre volte invece, si procede in giudizio ma al termine della sentenza si rischia come nel caso Improta, di dover sopportare il pagamento delle spese legali con cifre veramente importanti. Per questo, io e la collega Malavasi, abbiamo deciso di presentare questa proposta di legge».

Una speranza dunque, di aiuto e di sostegno a tutte quelle donne che come Elena si dovessero trovare ad affrontare un parto difficile con conseguenze negative sul nascituro, spesso irreversibili. Un sostegno tangibile per affrontare le battaglie legali sempre difficili e che si protraggono nel tempo anche per diversi anni.

 

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