Macché posto in banca, meglio fare l’allevatrice | MaremmaOggi Skip to content

Macché posto in banca, meglio fare l’allevatrice

Mariangela Piredda invece che lavorare ad una scrivania ha deciso di tornare in campagna e far crescere un gregge di pecore
Mariangela Piredda e le sue pecore
Mariangela Piredda e le sue pecore

SCANSANO. Meglio i soldi, il benessere economico o una vita all’aria aperta in mezzo agli animali? Fra i tanti pensieri che saranno passati per la mente di Mariangela Piredda, 30 anni, un contratto a tempo indeterminato in banca, quello di poter lavorare in proprio e scrivere il futuro suo e della sua famiglia è stato sicuramente predominante.

«Mio padre, allevatore, ha tentato di scoraggiarmi. Mi diceva sempre lascia perdere è troppo sacrificio. Oggi però è orgoglioso della mia scelta» racconta Mariangela Piredda che a Scansano è tornata per mettere radici.

La storia tutta al femminile che la campagna maremmana regala, raccolta da Coldiretti Grosseto in occasione della Festa della Donna, è un messaggio di speranza.

«Sono cresciuta con il ricordo dei pomeriggi passati con lui ad accudire il gregge dopo i compiti di scuola. Quel ricordo mi ha riportato qui a Scansano: a volte si insegue la felicità, lontano da casa, un’altra vita, diversa, per poi rendersi conto che è sempre stata lì».

Mariangela Piredda e le sue pecore

Oggi Mariangela è una donna appagata, sposata con un bambino 

«Le mie giornate sono scandite dal ritmo degli animali – racconta ancora Mariangela – Oggi ho la febbre ma a loro non interessa, devono pur mangiare. Così mi prendo una tachipirina e vado. Siamo partiti con una manciata di pecore, oggi ne abbiamo 200 e vogliamo arrivare presto almeno a raddoppiare il numero per aumentare la produzione. Il fieno e la granella sono prodotti direttamente da noi. Il latte viene destinato tutto alla cooperativa Rocca Toscana». 

I numeri delle aziende zootecniche dirette da donne in Maremma

Sono 200 le aziende zootecniche guidate da donne in provincia di Grosseto secondo un’indagine di Coldiretti. Si tratta per lo più di allevamenti di pecore per la produzione di latte destinato alla caseificazione.

«La zootecnica un mestiere per soli uomini? Non è più così. Le ragazze che hanno scelto di dedicarsi all’allevamento di mucche, pecore, capre sono in costante aumento. Molte sono la continuità di aziende consolidate che hanno trovato in figlie e nipoti l’ancora del futuro, ma molte sono le imprese che sono nate da zero dove la donna è il fulcro di un’attività spesso famigliare ben organizzata» – spiega Marianna Dori, responsabile donne impresa Coldiretti Grosseto.

«A favorire l’avvicinamento a questo mestiere sono state sicuramente l’avvento della meccanizzazione e della tecnologia, che hanno liberato le donne dai lavori più pesanti e fisici. Ma resta un lavoro duro, di sacrificio, che richiede tanta determinazione e una grande passione. Le donne pastore sono uno straordinario esempio di quella transizione generazionale che è in atto nelle nostre campagne, e che purtroppo la difficoltà di accesso al capitale fondiario e al credito insieme alla burocrazia sta rallentando. Le aziende agricole – conclude Dori – e ancora di più le imprese zootecniche, sono presidi che tengono in vita le comunità rurali e montane e senza la quali molti territori vivrebbero l’esperienza dell’abbandono. Sono eroine silenziose del nostro tempo».

 

 

 

 

 

 

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