Lungomare Marconi, pini nel mirino: è scontro | MaremmaOggi Skip to content

Lungomare Marconi, pini nel mirino: è scontro

L’assessore Vita annuncia la rimozione degli alberi per rifare marciapiedi e asfalto: «Intervento necessario per la sicurezza». Baldassarri e gli ambientalisti insorgono: «Un danno irreparabile»
Il manto stradale disconnesso in via Lungomare Marconi, nel riquadro Andrea Baldassarri
Il manto stradale disconnesso in lungomare Marconi, nel riquadro Andrea Baldassarri

PIOMBINO. La notizia del via libera al progetto esecutivo per la manutenzione straordinaria di lungomare Marconi ha acceso un acceso dibattito cittadino. Se da un lato l’amministrazione comunale punta a risolvere definitivamente il problema della sicurezza stradale, dall’altro cresce l’allarme per l’annunciato abbattimento di alcuni pini storici che caratterizzano il tratto tra via Signorini e Largo Fattori.

Il piano del Comune: 195 mila euro per la sicurezza

L’intervento, finanziato interamente con risorse comunali per un totale di 195 mila euro, mira a riqualificare uno degli scorci più frequentati della città. Il problema, come spiegato dall’assessore ai lavori pubblici Marco Vita, è di natura squisitamente strutturale: le radici dei pini hanno sollevato l’asfalto e distrutto i marciapiedi, creando dossi pericolosi per auto e motocicli e rendendo il passaggio dei pedoni, in particolare per chi ha difficoltà motorie, una vera corsa a ostacoli.

«Proseguiamo nel lavoro di riqualificazione intervenendo su un tratto che presentava criticità evidenti – ha dichiarato l’assessore Vita – Gli alberi che sono la causa dell’ammaloramento del manto saranno rimossi e la pavimentazione sarà sistemata nuovamente per garantire sicurezza e decoro».

 

L’opposizione di Baldassarri: «Soluzioni alternative alla motosega»

Non si è fatta attendere la replica di Andrea Baldassarri, ex segretario dell’Unione comunale Pd e residente in zona, che pur condividendo la necessità di ripristinare il decoro, contesta il metodo.

«Mi chiedo se nel 2025 non esista altro modo che mettere mano alla motosega – attacca Baldassarri – Quello scorcio fa parte del paesaggio urbano di Piombino. Associazioni come Legambiente e Lipu propongono da tempo soluzioni tecniche per salvare le piante garantendo la sicurezza. Chiedo che venga vagliata ogni alternativa all’abbattimento in una città dove, tra parassiti e incuria, gli alberi sono sempre meno».

Il regolamento urbanistico e il precedente di Grosseto

La questione non è solo emotiva ma anche normativa. Il regolamento urbanistico per l’area di Piombino prevede infatti tutele specifiche per le “coste urbane con funzione di connessione ecologica” (V5e), dove gli interventi dovrebbero puntare al restauro ambientale e al reimpianto di specie autoctone.

La polemica piombinese richiama quanto sta accadendo a Grosseto, dove il piano di abbattimento di 215 alberi ha portato ad una contro-perizia dell’esperto Luigi Sani, che ha dimostrato come molti esemplari ritenuti “pericolosi” per ipotetiche cadute fossero in realtà sani o curabili. Anche lì, esperti come Detti hanno sottolineato un punto cruciale: abbattere una pianta adulta per sostituirla con una giovane è un danno ambientale immediato. Le piante adulte sono più resilienti al cambiamento climatico e assorbono molta più CO2 rispetto ai nuovi impianti, che spesso non sopravvivono ai primi anni.

 

Una sfida tra costi e benefici

Le soluzioni alternative al taglio esistono, ma sono spesso più onerose e richiedono manutenzione costante. Tuttavia, per molti cittadini la questione non è estetica ma di salute pubblica. Il tema resta caldissimo, anche perché il progetto di lungomare Marconi potrebbe fare da apripista a interventi simili in altre zone, come via Medaglie d’Oro, dove il rifacimento di marciapiedi e manti stradali è ancora in fase embrionale.

La sfida per l’amministrazione sarà ora quella di dimostrare se l’abbattimento sia davvero l’ultima spiaggia o se ci sia spazio per un compromesso che salvi l’identità verde di Piombino senza rinunciare alla sicurezza dei cittadini.

 

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